Terza guerra mondiale, anche il Papa non smentisce

di BRUNO DETASSISpapa-francesco-estende-mano

“Qualcuno mi ha detto: padre, siamo nella Terza guerra mondiale, ma fatta a pezzi, a capitoli’. L’Ansa riporta fedelmente la battuta, perché è più vera del vero. Papa Francesco è sul  volo B777  decollato a Seul e accingendosi a sorvolare la Cina, a chi gli chiede se ci andrebbe, a Pechino, risponde: “Ma sicuro, domani!”. Poi, il conflitto in corso. “E’ un mondo in guerra dove si commettono crudelta’. Ora i bambini non contano! Una volta si parlava di guerra convenzionale, non dico che fosse una cosa buona ma oggi la bomba ammazza l’innocente con il colpevole, il bambino con la mamma, ammazza tutti. Ma vogliamo fermarci a pensare al livello di crudelta’ a cui siamo arrivati? Crudelta’ e tortura: oggi la tortura e’ uno dei mezzi direi quasi ordinari nel comportamento dei servizi di intelligence e in alcuni processi giudiziari. E questo ci deve spaventare. Non e’ per fare paura. Ma il livello di crudelta’ dell’umanita’ in questo momento deve spaventare un po”. Insomma, è lecito fermare gli aggressori. Infatti, sul bombardamento Usa sui terroristi in Iraq, per evitare il genocidio e tutelare le minoranze, il papa risponde: “In questi casi, dove c’e’ un’aggressione ingiusta, soltanto posso dire che e’ lecito fermare l’aggressore ingiusto. Sottolineo il verbo: fermare. Non dico bombardare o fare la guerra, dico fermarlo. I mezzi con i quali si possono fermare dovranno essere valutati. Ma dobbiamo avere memoria, pure: quante volte, con la scusa di fermare l’aggressore ingiusto, le potenze si sono impadronite dei popoli e hanno fatto una bella guerra di conquista? Una sola nazione non puo’ giudicare come si ferma un aggressore ingiusto. Dopo la Seconda guerra, sono state create le Nazioni Unite: la’ si deve decidere, come lo fermiamo? Solo questo, niente di piu’. Quanto alle minoranze, mi parlano dei cristiani che soffrono, dei martiri, ed e’ vero, ci sono tanti martiri. Ma qui ci sono uomini e donne, minoranze religiose non tutte cristiane, e tutte sono uguali davanti a Dio. Fermare l’aggressore ingiusto e’ un diritto che l’umanita’ ha. Ma c’e’ anche un diritto dell’aggressore ad essere fermato, perche’ non faccia del male”. Poi è stato interpellato sull’intervento sul terreno per fermare gli jihadisti e se abbia in agenda un viaggio in  Iraq o in Kurdistan. “Ho gia’ dato la risposta: io sono d’accordo soltanto col fatto che, quando c’e’ un aggressore ingiusto, venga fermato. Quanto ad andare, ne abbiamo parlato, era una delle possibilita’: se fosse necessario, ci dicevamo, dopo la Corea andiamo la’. Sono disponibile. In questo momento non e’ la cosa migliore da fare, ma sono disposto ad andare”.

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