Caro Papa, Leone Magno fermò Attila. Lei prenda i cristiani in Iraq

di PIERO LA PORTAleone2

Lettera aperta a Francesco: il Pastore vada a salvare gli agnelli dispersi in Iraq
Beatissimo Padre,
non è più tempo di parole; anche la preghiera deve tradursi in azione e tale dovere è di Vostra Santità, di nessun altro.
Centomila fratelli nel deserto dell’Iraq, agnelli innocenti, assassinati da lupi famelici, aspettano un pastore che li salvi e scacci i demoni che li assediano.
Non basta più, Santità, la santa Parola dalla finestra, né il silenzio, tanto meno le esortazioni ai fratelli mussulmani. Nulla di tutto questo è più sufficiente perché il sangue scorre a fiumi e la voce della Chiesa è inascoltata lì dove si muore, come pure nelle scuole, nei nostri parlamenti, nelle case, nei luoghi di lavoro, in tutti gli innumerevoli angoli del mondo dai quali il Crocifisso è cacciato come il gregge oggi disperso nel deserto.
Come Leone Magno non esitò a fronteggiare Attila e salvò Roma, come Giovanni Paolo II non avrebbe esitato a recarsi a Varsavia per fermare i carri armati e con questo mero proposito salvò il mondo, ora tocca a Francesco seguire la strada dei Predecessori, per riportare a casa i fratelli iraqeni e ricondurre la storia verso Cristo redentore.
Non possiamo più attendere, né pare appropriato mandare un cardinale, sia pure di vaglia, come fosse un’ordinaria questione diplomatica. Centomila pecore e tutta la Chiesa aspettano il loro pastore, attendono Francesco, Santità.

da http://www.pierolaporta.it/francesco-tu-pastore/

 

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4 Comments

  1. pippogigi says:

    I cristiani sono perseguitati in Siria, i cristiani sono perseguitati in Iraq, una soluzione, prelevarli ed reinsediarli in zone limitrofe ad israele, per esempio la striscia di Gaza al posto dei palestinesi, nella valle della Bekaa al posto degli hezbollah. Israele ci guadagnerebbe in tranquillità allontanando dei terroristi e potrebbe proteggere i cristiani, i cristiani starebbero tranquilli in Libano, dove già esistono cristiani, o a Gaza, sotto protettorato israeliano.

  2. Albert Nextein says:

    E’ più facile che gli americani mandino testate atomiche.

    • Dan says:

      Se esistono veramente e se le hanno farebbero bene a buttare le bombe ai neutroni: spazzano via ogni forma di vita e nel giro di un mese sparisce anche l’inquinamento radioattivo così da poter invertire il senso di marcia di profughi e non

      • Stefania says:

        L’autodistruzione parte dall’annientamento della cultura, ed è un meccanismo già in atto da tempo. Non servono le bombe per perdere o vincere una guerra. L’attacco all’identità è la vera sfida.

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