Papa Francesco a La Stampa: attenti a sovranismo. Si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934

papa lampedusa

(Nova) – Per papa Francesco non e’ un giorno qualunque: e’ il 6 agosto, 41mo anniversario della morte di san Paolo VI, pontefice a cui e’ particolarmente
affezionato. “In questa giornata cerco sempre un momento per scendere nelle Grotte sotto la Basilica — dice in una intervista a “La Stampa” — e sostare, da solo, in preghiera e silenzio davanti alla sua tomba. Mi fa bene al cuore». Il colloquio e’ intenso e senza interruzioni. Bergoglio ha auspicato che “l’Europa torni a essere il sogno dei Padri Fondatori”. Che cosa si aspetta? “L’Europa non puo’ e non deve sciogliersi. E’ un’unita’ storica e culturale oltre che geografica. Il sogno dei Padri Fondatori ha avuto
consistenza perche’ e’ stata un’attuazione di questa unita’. Ora non si deve perdere questo patrimonio”. Poi spiega come la vede oggi. “Si e’ indebolita con gli anni, anche a causa di alcuni problemi di amministrazione, di dissidi interni. Ma bisogna salvarla. Dopo le elezioni, spero che inizi un processo di rilancio e che vada avanti senza interruzioni”.

E’ contento della designazione di una donna alla carica di presidente della Commissione europea. “Si’. Anche perche’ una donna puo’ essere adatta a ravvivare la forza dei Padri Fondatori. Le donne hanno la capacita’ di accomunare, di unire”. Per quanto riguarda le sfide principali, “una su tutte: il dialogo. Fra le parti, fra gli uomini. Il meccanismo mentale deve essere ‘prima l’Europa, poi ciascuno di noi’. Il ‘ciascuno di noi’ non e’ secondario, e’ importante, ma conta piu’ l’Europa. Nell’Unione europea ci si deve parlare, confrontare, conoscere. Invece a volte si vedono solo monologhi di compromesso. No: occorre anche l’ascolto”.

Secondo Bergoglio per arrivare al dialogo “bisogna partire dalla propria identita’”. Il Papa porta l’esempio del dialogo ecumenico. “Io non posso fare ecumenismo se non partendo dal mio essere cattolico, e l’altro che fa ecumenismo con me deve farlo da protestante,
ortodosso… La propria identita’ non si negozia, si integra. Il problema delle esagerazioni e’ che si chiude la propria identita’, non ci si apre. L’identita’ e’ una ricchezza – culturale, nazionale, storica, artistica — e ogni paese ha la propria, ma va integrata col dialogo. Questo e’ decisivo: dalla propria identita’ occorre aprirsi al dialogo per ricevere dalle identita’ degli altri qualcosa di piu’ grande. Mai dimenticare che il tutto e’ superiore alla parte. La globalizzazione, l’unita’ non va concepita come una sfera, ma come un poliedro: ogni popolo conserva la propria identita’ nell’unita’ con gli altri”.

Il pontefice parla anche dei pericoli legati al sovranismo. “Il sovranismo e’ un atteggiamento di isolamento. Sono preoccupato perche’ si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934. ‘Prima noi. Noi… noi…’: sono pensieri che fanno paura. Il sovranismo e’ chiusura. Un paese deve essere sovrano, ma non chiuso. La sovranita’ va difesa, ma vanno protetti e promossi anche i rapporti con gli altri paesi, con la Comunita’ europea. Il sovranismo e’ un’esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre”.

Quanto ai populismi, “stesso discorso. All’inizio faticavo a comprenderlo perche’ studiando Teologia ho approfondito il popolarismo, cioe’ la cultura del popolo: ma una cosa e’ che il popolo si esprima, un’altra e’ imporre al popolo l’atteggiamento populista. Il
popolo e’ sovrano (ha un modo di pensare, di esprimersi e di sentire, di valutare), invece i populismi ci portano a sovranismi: quel suffisso, ‘ismi’, non fa mai bene”.

Bergoglio affronta anche il tema migranti. “Innanzitutto, mai tralasciare il diritto piu’ importante di tutti: quello alla vita. Gli immigrati arrivano soprattutto per fuggire dalla guerra o dalla fame, dal Medio Oriente e dall’Africa. Sulla guerra, dobbiamo impegnarci e lottare per la pace. La fame riguarda principalmente l’Africa. Il continente africano e’ vittima di una maledizione crudele: nell’immaginario collettivo sembra che vada sfruttato. Invece una parte della soluzione e’ investire li’ per aiutare a risolvere i loro problemi e fermare cosi’ i flussi migratori”. “Vanno seguiti – dice – dei criteri. Primo: ricevere, che e’ anche un compito cristiano, evangelico. Le porte vanno aperte, non chiuse. Secondo: accompagnare. Terzo: promuovere. Quarto integrare. Allo stesso tempo, i governi devono pensare e agire con prudenza, che e’ una virtu’ di governo. Chi amministra e’ chiamato a ragionare su
quanti migranti si possono accogliere”.

Non sempre i paesi sono in grado di accogliere determinati numeri di persone, ma secondo il Papa “la situazione puo’ essere risolta attraverso il dialogo con gli altri Paesi. Ci sono Stati che hanno bisogno di gente, penso all’agricoltura. Ho visto che recentemente di fronte a un’emergenza qualcosa del genere e’ successo: questo mi da’ speranza. E poi, servirebbe creativita’. Per esempio, mi
hanno raccontato che in un paese europeo ci sono cittadine semivuote a causa del calo demografico: si potrebbero trasferire li’ alcune comunita’ di migranti, che tra l’altro sarebbero in grado di ravvivare l’economia della zona”. Su quali valori comuni occorre basare il rilancio dell’Ue? “Il punto di partenza e di ripartenza sono i valori umani, della persona umana. Insieme ai valori cristiani: l’Europa ha radici umane e cristiane, e’ la storia che lo racconta. E quando dico questo, non separo cattolici, ortodossi e protestanti. Gli ortodossi hanno un ruolo preziosissimo per l’Europa. Abbiamo tutti gli stessi valori fondanti”, ha concluso Bergoglio.

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2 Comments

  1. Si può anche discutere se da un punto di vista dottrinale l’elezione di Bergoglio, avvenuta alla quinta votazione nella stessa giornata sia motivo di nullità, ma è anche innegabile che è avvenuta con un papa regolarmente eletto vivente e in piena facoltà, costretto da gentaglia come Paglia, a farsi da parte. Si ha notizia che Benedetto XVI ha tutto scritto e quando opportuno sarà reso pubblico. Infine, Bergogli segue i Vangeli o il Corano?
    Il numero vice sempre e la nefasta coppia Soros-Bergoglia sta islamizzandol’Europa.

  2. Marco Green says:

    La profondità di analisi di questo Papa non va oltre i discorsi da Bar Sport (dopo almeno un paio di bianchi).

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