Pandino, il sindaco si dimette: i governi hanno distrutto i comuni

di ALTRE FONTI

«Ho presentato le dimissioni da sindaco insieme con la mia maggioranza come forma estrema di protesta verso la politica di smantellamento delle autonomie locali attuata da tutti i Governi. Provvedimenti di legge sempre più confusi, inasprimento del patto di stabilità, tagli ai trasferimenti e la continua introduzione di vincoli che limitano fortemente la nostra autonomia non permettono una buona amministrazione del paese». Lo afferma Donato Dolini il giorno dopo aver letto durante il Consiglio comunale una lettera di fuoco nella quale annunciava le sue dimissioni irrevocabili assieme a quelle dell’intera maggioranza.

Ma come mai una decisione così drastica e improvvisa?
«Compiere questo passo non è semplice perché si ha sempre voglia di finire qualcosa che è frutto di lavoro attento e appassionato. Volevo aspettare ancora un po’. Però c’è il problema delle elezioni. Si poteva tirare a campare ma non è certamente questo quel che serve ai residenti a Pandino».

Qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?
«A novembre ero moderatamente ottimista per il 2014. Segnali positivi da Roma, patto di stabilità allentato, alleggerimento del saldo obiettivo, abbassamento delle percentuali: dopo quattro anni di Quaresima ci sarebbe stato un minimo di agio. In breve però è svanito tutto e lo scenario è totalmente cambiato. Il patto di stabilità è uguale, sul fronte delle entrate, ecco la pantomina dell’Imu, c’è l’aumento delle aliquote e pure l’autorizzazione per i sindaci di aumentare le tasse. Siamo su “Scherzi a parte”? Bisogna finirla di mettere le mani in tasca ai cittadini».

Niente di nuovo sotto il sole. Perché non chiudere la legislatura?
«Mi sono chiesto se avesse un senso resistere un ultimo anno adottando provvedimenti impopolari. Questo non rende facile a nessuno lavorare. Ho ringraziato i miei consiglieri perché mi sono restati fedeli. Lascio un Comune in condizioni di bilancio molto buone ma dove mancano entrate e si devono impostare politiche strutturali che rivedano le spese. Perché, quindi, affrontare problematiche che non riuscirò a completare? Meglio che incominci chi reggerà la nuova Giunta e avrà cinque anni di tempo per intervenire».

La politica l’ha delusa?
«Soprattutto il modo in cui la classe dirigente ha affrontato i problemi. Penso davvero che non sappia cosa sta facendo. Non riesco a vedere un segnale di discontinuità che risulti incisivo per l’Italia».

Lei ha si è battuto fino in fondo per cambiare?
«Siamo andati in piazza con i colleghi, abbiamo fatto scioperi, minacciato dimissioni. Nessuno ci ha considerato e non è successo nulla. Trovo cinico questo modo di ragionare. Pensano realmente che tanto i sindaci ce la fanno sempre perché nascosto in qualche cassetto hanno qualche risorsa. È un vecchio modo di ragionare».

Qualcuno di quest’Amministrazione si ripresenterà?
«Lo choc è stato notevole, per il momento è presto. Io ho finito qui. Ho dato nove anni al pubblico, tutto ha un inizio e una fine. Io sono arrivato ai titoli di coda».

da: www.ilgiorno.it

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9 Comments

  1. Unione Cisalpina says:

    un po’ kome i nostri imprenditori suicidi… kon kuell’atto non risolvono nulla… mostrano solo la loro disperazione…

    tutto il sistema italiano di governo è fatto in modo ke i komuni non si parlino tra loro (distrettualmente) nè agiskano in unione, nè ke lo facciano, ugualmente, le regioni, xaltro riunite un un ente fatto x kontrollarle ed impedire loro d’agire frammentate (kome dovrebbero fare kuelle cisalpine e non dissolversi nel gruppo mellifluo delle italiane) … tutti, xò, individualmente, kostretti a rekarsi a roma a kuestuare, umiliarsi e kiedere … kosikkè sono trattati da “klientes” dai politikanti patrizi romani… solo ke, invano, sono traskorsi 2.000 anni…

    autonomia komunale illimitata … far sì ke i komuni non possano essere gestiti ed amminmistrati da roma impestata nè da inikue ed estorsive leggi statali italiane, ma lokali e regionali …

  2. wert says:

    certo che se si dimette un sindaco di centro sinistra perchè non crede più nell’italia vuol dire che siamo proprio alla frutta.

    la rabbia è che ci sarebbero grandi spazi, enormi spazi per un partito indipendentista serio… invece abbiamo la lega di tosi e di bobo.

  3. Albert Nextein says:

    Cieco fino alla fine.
    Non esiste il “meglio tardi che mai”.
    Complice di porcherie fino alla fine.
    Allorché mancano i soldini , ecco il fuggi-fuggi.
    A lavorare nei campi, no?

    • gianluca says:

      Un po’ ingeneroso… i soldini il comune di <Pandino li avrebbe ma non può usarli

      • Albert Nextein says:

        Non sono ingeneroso.
        Ritengo che i comuni, tutti indistintamente, siano centri di spesa clientelare, inefficiente, per la fornitura-imposizione di servizi mediamente scadenti.
        Da sempre.
        Fintanto che ci sono stati i soldi, naturalmente estratti dalle tasche della gente, e in parte provenienti dalle casse dello stato, tutto bene, anzi tutto benissimo.
        Ora che i soldi vanno nelle casse dello stato in fallimento che poi deve recederli ai comuni, e che i comuni sono costretti ad infierire sulla gente strappando i soldi dai loro risparmi perché lo stato non scuce come atteso dai sindaci in seguito a promesse non mantenibili, le cose non vanno più bene.

        I sindaci che fanno, aprono oggi gli occhi, dopo decenni di malgoverno locale e centrale?
        Temono rivolte locali?
        Temono crack elettorali?
        Non si vogliono sputtanare personalmente?

        Non lo so.
        Ma so che quando la coperta è corta tutti strillano.
        Intanto i servizi imposti alla gente dal sistema di potere rimangono sempre scadenti.

        Qui nessuno ha mai il coraggio di assumersi responsabilità e colpe.
        I comuni spendono male, e non sono pragmatici ed efficienti.
        Idem province, regioni, stato.
        E’ sempre colpa degli altri.

        • Elio says:

          Non ho capito alcuni passaggi!!!
          – Un sindaco si dimette solo ed esclusivamente perchè non può gestire i soldi della gente!!!
          – Perchè poi si arrangeranno gli altri !!!
          – Si può paragonare al comandante “Schettino”!!!
          – Oppure è la moda di questi tempi, tutti i vigliacchi abbandonano la nave prima che affondi, e lo fanno camminando sulle teste delle persone che stanno annegando nella merda che questi vigliacchi insieme hai soliti furbetti del quartierino, hanno creato!!!!

          • Albert Nextein says:

            Io nego che i sindaci abbiano come missione il bene della cittadinanza.
            Essi hanno come scopo la gestione del potere a spese dei cittadini, cui restituiscono servizi poco più che miserabili, dopo averli ostacolati con una burocrazia locale senza limiti ed averli derubati con tutte le imposte che possono applicare.
            I sindaci sono politici che rendono conto prima di tutto al partito, e poi a sé stessi, infine alla cittadinanza spremuta e vessata.
            Ti domando, con carenza di denari ritieni che i sindaci possano continuare nella loro vera missione come in passato?
            Riescono a gestire il potere senza soldi?

            • marco preioni says:

              Ho sempre pensato anche io che il governo locale non fosse migliore di quello centrale.
              Anzi, il parlamento ed il governo sempre di più scendono al livello caciarrone tipico dei consigli e delle giunte comunali.
              In molti casi sono meglio i commissari, che almeno hanno una certa familiarità con le leggi amministrative.
              Una cosa è certa: il paesaggio ed il territorio della Padania sono stati distrutti dall’ eccessivo potere dato ai comuni in campo urbanistico ed edilizio e come conseguenza di esso l’ ambiente di tutti è stato piegato all’ interesse dei costruttori di capannoni e dei palazzinari.
              Marco Preioni

    • renzo delgrossi says:

      Invece è generosissimo aumentare tutte le aliquote e continuare a mettere le mani nelle tasche dei cittadini…
      Poi magari ci si lamenta anche che non si danno servizi nonostante tasse così alte.

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