PALERMO: TRA SPRECHI, RICATTI E CLIENTELE POLITICHE

di REDAZIONE

Ritardi, sprechi, ricatti, clientele politiche e secondo alcuni manifestanti anche mafiose. Sono le accuse che alcuni dipendenti Amat, in sit in davanti alla prefettura di Palermo, rivolgono al consiglio di amministrazione della municipalizzata. Per questo chiedono un incontro con Umberto Postiglione.

“Chiediamo la garanzia degli stipendi. Quello del mese di gennaio è stato retribuito il 16 febbraio. Ad oggi, 29 febbraio, non c’è la minima ombra delle paghe”, denuncia Salvatore Girgenti, segretario regionale autoferrotranvieri Cisl.

“È un ricatto nei confronti del commissario Latella che finalmente ha mandato qualcuno per vedere cosa è successo in questi anni ad Amat?”, chiede Orazio La Corte, coordinatore regionale Cobas tpl trasporti, riferendosi alla visita degli ispettori inviati ieri da Palazzo delle Aquile in via Roccazzo per fare luce sulle spese del cda. Non sono solo gli stipendi a preoccupare i dipendenti, infatti. Anzitutto il decreto ingiuntivo inviato al comune, che, secondo l’azienda non è stato ancora presentato. Ma la società ha messo in allerta palazzo delle Aquile: nel caso in cui i soldi mancassero, il decreto porterebbe davanti al giudice il debito di 140 milioni del comune di Palermo nei confronti dell’ex municipalizzata. Un ricatto, secondo i sindacalisti, a seguito dei controlli sulla società ordinati dal commissario Luisa Latella: “Perché presentare un decreto ingiuntivo nel momento in cui c’è il commissario Latella, cui abbiamo presentato due esposti, quando invece poteva farlo tre o quattro mesi fa sotto la direzione del sindaco Cammarata?”, continua La Corte.

L’Amat però non avrebbe più soldi per pagare i fornitori di carburante. “Abbiamo saputo che la fornitura di gas è stata bloccata e che è stata concessa solo la proroga di due giorni”, dice Corrado Di Maria, segretario provinciale Ugl. Punto che però l’azienda smentice: “Non ci sono vetture ferme e non abbiamo nessun problema di carburante”.

Intanto, secondo i sindacati, all’Amat si spreca. “Mentre i lavoratori scioperavano, facevano spese e assegnavano consulenze improprie a livello clientelare e mi permetto anche di dire mafiose”, accusa il sindacalista dei Cobas. “Siamo qui perché il consiglio di amministrazione da tre anni sperpera i soldi dei palermitani”, dice Corrado Di Maria, segretario provinciale Ugl, che annuncia azioni legali contro l’azienda. “Stiamo cercando di contattare gli avvocati – continua – in due anni abbiamo perso denaro con interessi bancari, le finanziarie ci hanno messo nelle black list. Chiederemo conto e ragione ai nostri amministratori e all’azienda”.

“Non abbiamo bisogno dei vigili nelle vetture, ma di personale e di un’organizzazione basata su verifica di controlleria. Bisogna cercare di coinvolgere i palermitani, convincendoli che dandoci una mano è possibile risolvere i problemi dell’Amat. Ma ad una condizione: se non se ne va questo consiglio di amministrazione – conclude Orazio La Corte – questa azienda non avrà futuro”.

FONTE ORIGINALE: http://www.livesicilia.it/2012/02/29/stipendi-in-ritardo-sprechi-e-clientele-i-lavoratori-via-questo-cda/

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