Lo Stato, le tasse e il caos economico che arriva da lontano

di GIANCARLO PAGLIARINI

Amici de “l’Indipendenza”, ho trovato una mia relazione presentata a Montecitorio nel Luglio 1996. Cominciava così: “Il caos economico verso cui ci sta portando il governo Prodi a ben guardare sarà probabilmente uno dei mezzi che consentirà di riformare il paese…”. Ve la allego, se può interessare ai lettori pubblicatela. E’ della serie “c’era una volta la Lega”. 

LA RELAZIONE

Il caos economico verso cui ci sta portando il governo Prodi a ben guardare sarà probabilmente  uno dei  mezzi che consentirà di riformare il paese.  Ma questo è proprio uno dei mezzi che noi condanniamo, e che noi  cerchiamo di evitare, esattamente come il terrorismo e come ogni tipo di  tensione sociale, perché non é giusto far pagare ai cittadini questo prezzo per un cambiamento che é ogni giorno più necessario, ma che i detentori del potere continuano cinicamente ad osteggiare, disposti a tutto pur di tutelare le loro posizioni di potere.

Noi preferiremmo che il paese cambi grazie ad altri mezzi : leggi ordinarie, leggi costituzionali, federalismo, secessione, rivoluzione Gandiana, protesta fiscale, cultura , processi di seria informazione ai cittadini, eccetera.

Le cose da fare sono esposte qui di seguito. Sono sintetizzate nella nostra proposta di soluzione al DPEF, ma ci auguriamo che la maggioranza le inserisca nella sua proposta di soluzione, in modo che si possa tentare , assieme, di salvare il paese dal caos economico .

Le cinque fasi del progetto “responsabilità e trasparenza”, che il governo dovrebbe impegnarsi ad attivare come assoluta priorità, sono le seguenti:

1°   Mero decentramento , finché non sarà modificata la Costituzione        

Dovranno  essere decentrate quasi tutte le funzioni operative (istruzione, sanità, fisco, ecc.) e dovrà essere  soppressa la maggior parte dei ministeri, delle aziende autonome e degli enti con organizzazione centralista.

Al governo centrale  resteranno  poche funzioni operative , come  la difesa (finché non avremo l’esercito Europeo) , come la politica estera (finché anche questa avrà una dimensione europea), ecc,   oltre agli importantissimi   compiti di coordinamento e di controllo.

2°   Far partire al più presto i lavori di una assemblea costituente, con il compito di realizzare attraverso il federalismo la concorrenza anche nella politica

Dove c’é concorrenza c’é sempre  più efficienza.

Gli Stati federati dovranno avere piena indipendenza, e di conseguenza avranno assoluta capacità legislativa, naturalmente nel rispetto dei principi generali approvati dal Parlamento nella capitale federale.

In prospettiva noi ci auguriamo che questo sarà lo schema dell’Europa delle Regioni : questo vuol dire che a regime i principi generali non saranno quelli di Roma, ma quelli di Bruxelles.

In alcuni Stati federati i cittadini eleggeranno amministratori della  Lega Nord per l’indipendenza della Padania, ed in altri Stati Federati saranno elette altre forze,  con diverse convinzioni politiche .

Ma in presenza di una vera situazione di indipendenza, questa situazione  genererà diverse leggi,  diverse esperienze e diverse soluzioni pratiche, che saranno automaticamente a disposizione di tutti.

E gli amministratori più oculati saranno quelli che miglioreranno più velocemente e più razionalmente le leggi in vigore nei loro stati federati, facendo anche tesoro delle esperienze, positive e negative, degli altri.

Questo vuole dire che finalmente la politica si muoverà: usciremo dal medioevo e dalla immobilità di questi anni.

Il governo federale centrale non potrà emettere debito pubblico : gli Stati federati emetteranno il loro debito pubblico, con loro garanzie ma  senza la garanzia del governo federale centrale, ai tassi che sapranno ottenere dai mercati, il cui livello misurerà la fiducia che i mercati finanziari avranno nei diversi amministratori  e nei risultati concreti ottenuti dalle varie “scuole di pensiero”.

3°   Imposte e tasse  : l’inversione dei flussi fiscali.

Gli Stati federati   terranno  sostanzialmente  tutte le  imposte e tasse pagate dai soggetti residenti. Le tasse pagate nelle Regioni della Padania resteranno in quelle Regioni, quelle pagate in Sicilia  resteranno in Sicilia, e così via.

Così si realizzeranno  le condizioni per combattere  veramente l’evasione fiscale, e per responsabilizzare e controllare la pubblica amministrazione.

4°   I trasferimenti trasparenti per le  spese generali dello Stato federale.

Gli Stati federati trasferiranno al governo centrale una percentuale delle loro tasse, per pagare le “spese generali” dello Stato , come l’esercito, le grandi infrastrutture federali, per  rimborsare alle loro scadenza naturali  le quote del vecchio debito pubblico, ecc.

5°   I trasferimenti trasparenti per la solidarietà.

Gli Stati federati trasferiranno al governo federale centrale una percentuale delle loro tasse per la perequazione e la solidarietà. Questo trasferimento avverrà con la massima trasparenza. Il  “fondo di perequazione e di solidarietà”   sarà  immediatamente ripartito tra gli Stati federati meno sviluppati economicamente.  In questo modo la solidarietà sarà pagata dai cittadini , senza essere trasferita alle generazioni future con il meccanismo del debito pubblico, come è stato fatto finora.

Noi pensiamo che gli unici a non voler realizzare questo progetto dovrebbero essere  i burocrati di Roma e pochi altri  detentori del potere : perché questa riforma , oltre a cambiare la cultura del paese, cambierebbe anche la mappa del potere.

Ma è purtroppo evidente che gli attuali detentori del potere non hanno nessuna intenzione di rinunciarvi,  anche a costo di mandare a picco il paese.

E intanto il  paese sta entrando in una  fase acutissima di crisi finanziaria .

Nel 1995, per esempio, come si può leggere nell’ultima relazione trimestrale di cassa, quella pubblicata il 24 Aprile , lo Stato per ogni 100 lire incassate ne ha pagate 124.

Ma diamo un’occhiata a queste 124 lire e vediamo quali sono le spese dello Stato.

Pensate che nel 1995 il 57% delle tasse pagate dagli italiani non é stato usato per rendere servizi ai cittadini , ma per pagare i debiti che ci stiamo trasferendo di padre in figlio.

Il 57%!  E questa percentuale continua a crescere, ogni anno.

E così lo Stato giorno dopo giorno sparisce. Nel 1991 per dare servizi ai cittadini lo Stato ha speso una cifra uguale all’81% di tutte le tasse che aveva incassato. Nel 1995 questa percentuale é crollata al 43%, e continua a diminuire.

Giorno dopo giorno la Stato non  c’é più. O peggio, c’é, ed assume una nuova ed inquietante fisonomia : quella di una organizzazione lontana dai cittadini che cerca solo di incassare più tasse possibile per pagare i debiti che ci stiamo trasferendo di padre in figlio, e per pagare almeno gli stipendi della sua burocrazia, mentre le risorse finanziarie per dare servizi ai cittadini, per l’istruzione, la sanità, la giustizia, sono sempre di meno.

Questo DPEF non propone soluzioni strutturali. Noi le proponiamo, ma il governo e la maggioranza del Parlamento continua a non voler aprire gli occhi : così purtroppo si continua a perdere del tempo prezioso, ed ogni giorno che passa rende più difficile  il processo di cambiamento.

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14 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Ciao Paglia,
    va ben che l’italia ci tortura con le tasse ma tu ci vuoi torturare di piu’ con l’immagine di uno che non puo’ che fare mortadelle..???

    Stame ben lo stesso…

  2. wow says:

    Per una volta, e solo in Lombardia, proviamo a cercare di far funzionare l’UNICO progetto che abbia un senso ?
    Macroregione + 75% delle ns tasse sul ns territorio lombardo.
    Non vedo altro in giro …….

    • gianluca says:

      Si con alleato Caldoro?? Buona fortuna…

    • giancarlo pagliarini says:

      Wow, è già successo. Ci siamo già passati. Ma come fai a credere che il PDL rispetti quello che dice? Leggi sull’Indipendenza del 1 Gennaio l’articolo “Più tasse che restano sul territorio: ma la credibilità è perduta!”
      Ciao
      Paglia

  3. Franco says:

    Attualissima proposta. Visto a che punto siamo, modificherei il punto 5). L’assistenzialismo crea gli assistiti!
    La solidarietà solo a procurare lavoro. Come hanno fatto i padani.

  4. ingenuo39 says:

    Gent.mo “vecchiopaglia” perchè queste proposte, che a mio parere sono ancora molto valide, non le fai presente al buon Maroni e se ottieni una risposta da sordi, falla presente anche al Buon Berlusca e se la risposta è identica. Che ne dici di votare Grillo solo per non eleggere costoro?

    • lucky says:

      votare grillo?votare fascista? sia mai!!!!

    • W S. MARCO says:

      O VOTO AL MOVIMENTO5STELLE O VOTO AD OSCAR GIANNINO! SONO LE DUE UNICHE ALTERNATIVE SE NON VOLETE ASTENERVI !
      LA LEGA E’ MORTA! E TUTTI I MOVIMENTINI E MOVIMENTUCOLI SONO IN COMA IRREVERSIBILE !
      SVEJA, BAUCHI !

    • giancarlo pagliarini says:

      Ho già dichiarato a tv e giornali che “se non salta fuori qualcosa di nuovo io voto Grillo”. Il movimento di Giannino mi sembra sia davvero qualcosa di nuovo. Quindi probabilmente voterò Giannino alle politche. Altrimenti Grillo … a meno che da qui al voto non salti fuori qualcosa di nuovo. Questo per le Politiche. Per la Lomdardia il ragionamento è diverso. Ti chiedo: fin’ora chi ha detto “meno potere alla regione e più potere (e soldi e responsabilità) ai sindaci”? Maroni? Ambrosoli? Albertini?

  5. Unione Cisalpina says:

    era kuello ke il ciarlatano cialtrone ed imbroglione lumbard di Gemonio ci aveva detto ke avrebbe fatto, andando a roma…

    poi alla fine abbiamo visto tutti kom’è finito lui, il suo partito “fotti u nodde” e roma kapitale (kon annessa ulteriore alluvione di soldi nostri sversati all’uopo) …

    e Boby Datino kontinua sullo stesso solko …

    Pagliarini… bisogna svergognarli e kombatterli kuesti farabutti ke defraudano Padania e ci impediskono di risorgere al bene ed alla giustizia ke tanto aspetta la nostra Gente…

  6. Crisvi says:

    Non mi pronuncio in merito al testo dell’articolo, ma solo all’immagine a volto pieno .

    Ma si può fare un’espressione tanto idiota ?
    Neppure mettendo il mio massimo impegno, durante una recita allegorica carnevalesca, riuscirei a sortire un simile aspetto handicappato.
    Mi dovrebbero truccare per ore, oppure prestarmi una maschera.

    Viene da chiedersi se chi ci governa, venga scelto tra la gente comune, oppure in qualche cottolengo.

    Non a caso questo l’avevano soprannominato : ” il demente di palazzo Chigi “.

    Notizia di ieri, che Monti telefonava tranquillamente al cellulare, in Chiesa a Roma, durante il cerimoniale religioso.

    http://www.repubblica.it/esteri/2013/01/06/foto/monti_al_telefono_in_chiesa-49988741/1/

    Ma si può essere più indegnamente incivili ?
    Anche i bambini dell’asilo sanno che non solo non si usa il telefono in Chiesa, ma addirittura che esso deve venir spento precedentemente, per non disturbare la solenne Assemblea.
    Poi questo individuo, prende i voti da quella categoria di cattolici, a cui viene gravemente mancato di rispetto nella stessa ” Sancta Santorum ” della cristianità ?

    Chi era il suo importante interlocutore ?
    Forse il suo unico e vero Dio, il barone Rothschild ?

  7. Francesco says:

    Molto bello, e pensare che si era nel 1996. Il ponzi schema intanto è andato avanti per altri 17 anni indisturbato. Il punto di non ritorno oramai è stato abbondantemente superato. Tuttavia le linee indicate (coerenti al contenuto del libro Oltre la Democrazia) rimangono sempre la soluzione per cercare di ripartire dopo il grande default. Waiting.

  8. Bellissima. Son curioso di sapere qual’è la quota di tasse spesa oggi per gli interessi.

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