ITALIA IN DECLINO, TASSE ED ACCORDI FISCALI CON LA SVIZZERA

di GIANCARLO PAGLIARINI

Il problema

Lo Stato centrale e gli enti locali incasseranno la maggior parte delle nuove entrate  previste nel  decreto “Salva Italia” dalla Imposta Municipale Unica (IMU). Il presupposto di questa imposta è il possesso di beni immobili, siano essi abitazioni o terreni. Per effetto del decreto le entrate delle Pubbliche Amministrazioni generate dall’IMU aumenteranno di circa 11 miliardi di euro.

Il nostro sistema paese non è competitivo e anno dopo anno l’Italia e gli italiani diventano più poveri. Ci sono quelli che per pagare la tassa sulla casa stanno già cercando …. di vendere  la loro casa. Oppure, e lo faranno in molti, ci sono quelli che stanno già cercando di vendere la “nuda proprietà” della casa dove abitano: come è già successo in Argentina e come sta succedendo in Grecia. Altri semplicemente non pagheranno.

L’IMU non risparmia gli agricoltori e colpisce  terreni agricoli e fabbricati rurali, dalle stalle ai fienili fino alle cascine e ai capannoni necessari per proteggere trattori e attrezzi. Il mondo agricolo ha stimato un maggior costo per il settore di circa un miliardo e mezzo di Euro. Il ministro dell’agricoltura Mario Catania ha chiesto di tenere il settore fuori dalla delega fiscale e di rinviare a un altro provvedimento le norme per le rivalutazioni catastali (fonte Corriere della Sera di Sabato 24 Marzo).

Dunque: i consumi interni sono crollati e nei prossimi mesi diminuiranno ancora, mentre i cittadini faranno salti mortali per dare alle Pubbliche Amministrazioni della Repubblica questi “nuovi” 11 miliardi di Euro, invece  di spenderli per i loro consumi o per i loro investimenti.

2        Cosa dice il  Governo

Il Governo Monti è consapevole di questa situazione, ma dice 1) che è assolutamente necessario chiedere agli italiani questi sacrifici e 2) che non ci sono alternative. I compiti del Governo naturalmente non finiscono con le tasse del “Salva Italia” : Monti ha sempre detto che in parallelo alla sistemazione dei conti è necessario lavorare per far crescere il paese e renderlo più competitivo. Che sia necessario “sistemare” i conti è assolutamente vero: a Milano dalle parti di Piazza degli Affari ci guardavamo sconvolti quando sentivamo Berlusconi e Tremonti dire che “tutto andava bene e i conti erano a posto”. Assurdo. Incredibile! Gli addetti ai lavori sanno benissimo che ormai da qualche anno nei mercati finanziari la parola Grecia era (ed è ancora!) un “nome in codice” che significa Italia. Su questo i signori del Governo Monti hanno detto la verità. Se Berlusconi e Tremonti fossero andati avanti ancora qualche mese la Repubblica italiana avrebbe dovuto portare i libri in tribunale e i pensionati avrebbero perso tutto il loro potere d’acquisto. Però,  a mio giudizio,  i signori del   Governo Monti sbagliano quando, commentando la parte fiscale del decreto , dicono che “non c’erano altre alternative”.

3        Al posto dell’IMU c’era (e c’è ancora) una alternativa

Torniamo all’aumento di  11 miliardi di Euro del primo paragrafo.  Sarebbe possibile consentire agli italiani di spendere questi soldi per consumi interni e per investimenti (il cielo sa quanto ce ne sarebbe bisogno) invece di farli finire nei gironi infernali della burocrazia dello Stato italiano? Si, è possibile, e non serve la bacchetta magica: Mario Monti (o qualcuno al suo posto, con in mano la necessaria delega) dovrebbe solo sollevare il telefono, chiamare Berna e dire “Va bene, l’Italia accetta la proposta  Rubik. Quando ci vediamo?”  Avrebbero dovuto farlo i signori del Governo  Berlusconi ma non c’è stato niente da fare. Avrebbe dovuto farlo Monti appena arrivato a palazzo Chigi, ma il 7 Dicembre 2011 su Infoinsubria Mario Besani ha dovuto scrivere un articolo intitolato “Accordo fiscale: Monti fa il Tremonti”. Tuttavia l’operazione potrebbe  essere definita e presentata al Parlamento in pochi giorni. E genererebbe ben più di 11 miliardi di Euro. Vediamo di cosa si tratta.

4        La proposta  Rubik

Il cubo di Rubik è il celebre rompicapo, inventato da Ernő  Rubik nel 1974. Ma Rubik è anche il nome di una proposta elaborata  da Alfredo Gysi  nel 2010  e fatta propria dall’Associazione delle Banche svizzere e, successivamente, dal Governo elvetico. Gysi, è il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca della Svizzera Italiana. La BSI è la più antica Banca del Canton Ticino, e  dal 1998 fa parte del Gruppo Assicurazioni Generali.

In estrema sintesi si tratta di questo: le banche svizzere che detengono capitali di cittadini stranieri fiscalmente residenti nei  paesi che accetteranno la “proposta Rubik” chiederanno ai loro clienti la prova che i loro  capitali sono fiscalmente  “puliti” e che su di essi hanno pagato e  pagano correntemente  le tasse nel loro paese. In caso contrario, fermo restando il mantenimento del segreto bancario, le banche opereranno come sostituti d’imposta e verseranno le tasse al fisco dei paesi dove hanno la residenza fiscale i  loro clienti.

Naturalmente ogni accordo bilaterale Rubik dovrà essere approvato sia dal Parlamento della Confederazione Svizzera sia  dal Parlamento di ogni singolo  Stato che firmerà l’accordo.

Purtroppo la parola “segreto bancario” per molti in Italia è considerata una parolaccia. Dice Alfredo Gysi (fonte: intervista di Andrea Clementi su swissinfo.ch 30 Aprile 2010)

“Questo termine  (il segreto bancario) è all’origine di molta confusione.   Esso è costituito da due elementi distinti: il primo è la protezione della sfera privata, un diritto che spetta a ogni individuo e che costituisce un valore fondamentale della cultura elvetica, non solo della piazza finanziaria. Il secondo è rappresentato dall’insieme di leggi, norme e accordi internazionali sviluppati dalla Confederazione nel corso degli anni per impedire che si abusasse della protezione della sfera privata a fini illeciti. In tutti questi anni la Svizzera è stata capace di adeguare le modalità della cooperazione internazionale includendo, di volta in volta, reati recepiti dall’evoluzione del diritto internazionale quali l’insider trading, il riciclaggio di denaro e così via. Oggigiorno, il tema è quello dell’evasione fiscale. Serve quindi una soluzione che consenta di continuare a tutelare la sfera privata, bloccando però più efficacemente gli abusi in materia fiscale. In quest’ottica, lo scorso anno la Svizzera si è adeguata agli standard OCSE di assistenza amministrativa in materia fiscale, standard che regolano a livello internazionale la lotta all’evasione fiscale. Va in questo senso anche la recente proposta di un’imposta sostitutiva alla fonte che consenta ai paesi dell’Unione europea di incassare il gettito fiscale relativo ai patrimoni depositati in Svizzera, mantenendo tuttavia intatta la protezione della sfera privata.”

Qualcuno in Svizzera ha detto che d’ora in avanti, se la “proposta  Rubik” avrà successo converrà esportare capitali in altri paesi  piuttosto che in Svizzera.

E’ vero, e infatti dichiara ancora Gysi:

“Separando la protezione della sfera privata dal tema dell’evasione fiscale, in futuro risulteremo non attrattivi per chi cerca di eludere il fisco, ma resteremo certamente la piazza preferita da chi desidera il miglior servizio possibile”

5        Fin’ora chi ha aderito

La Germania (il 21 Settembre 2011)  e la Gran Bretagna (il 6 Ottobre 2011) hanno già accettato la “proposta Rubik” ricevuta dalla Confederazione Svizzera.

Formalmente l’UE non vuole che singoli Stati membri stipulino  accordi bilaterali con queste caratteristiche con la Confederazione. A mio giudizio la logica fortemente “centralista” di Bruxelles, dell’Italia e di alcuni altri Stati membri rallentano fortemente la libertà economica, lo sviluppo e  la competitività dell’Unione.  Uniti nella diversità, perché : “Sono le diversità che portano con sé carica innovativa, forza creatrice, propensione per il nuovo e costituiscono uno dei motori della crescita …” (fonte: Federalismi resilienti e competitivi,  di Chiara Battistoni su Four Ticino Aprile 2012 pag 8).  Non riesco proprio ad essere d’accordo con il centralismo di Bruxelles e di Roma: la concorrenza esalta la libertà,  la responsabilità e genera sempre  efficienza. Non vorrei offendere l’UE e gli uomini che lavorano a Bruxelles,  ma  mi viene da pensare che anche Lenin e Stalin non vedevano particolarmente di buon occhio accordi bilaterali di singoli  Stati membri dell’Unione Sovietica con chicchessia.

In realtà mi sembra che molte  affermazioni del commissario UE alla fiscalità , Algirdas Semeta  siano solo in apparenza un duro attacco alla sostanza della “proposta Rubik”.  Da un lato infatti Semeta si è schierato contro gli accordi bilaterali fiscali, dall’altro però ha dichiarato che Germania e Gran Bretagna dovranno apportare alcune modifiche agli accordi del 21 Settembre e del 6 Ottobre,  riconoscendo quindi di fatto questi accordi.

6        20 Marzo 2012: il protocollo Svizzera/ Gran Bretagna

Il 6 Ottobre 2011 la Gran Bretagna aveva firmato con la Confederazione Svizzera la Convenzione “Piano Rubrik: imposta liberatoria in cambio del mantenimento del segreto bancario elvetico”. Quel testo è stato integrato il 20 Marzo 2012  da un protocollo firmato dal Segretario di Stato del Dipartimento Federale della Finanze Michael Ambuhl e dal segretario permanente dell’autorità fiscale britannica Dave Hartnett ed ora dovrà essere approvato dai due Parlamenti. Ecco qualche dato (fonte: Corriere del Ticino di mercoledì 21 marzo 2012):

  • Redditi da interessi: le banche tratterranno l’imposta del 48% e la verseranno a Londra
  • Redditi da dividendi: 40%
  • Plusvalenze: 27%j
  • Tutti gli altri redditi: 48%
  • Nota: il protocollo è molto dettagliato e contempla anche le successioni
  • Punto importantissimo: la regolarizzazione del passato. Per i patrimoni non dichiarati già depositati in Svizzera si procederà a un’imposizione una tantum con un’aliquota compresa tra il 19 e il 34% a seconda della durata del deposito e dell’importo del capitale
  • La Gran Bretagna verserà all’UE una parte delle entrate derivanti dalla regolarizzazione del passato
  • Con la convenzione i due paesi intendono anche migliorare l’accesso ai rispettivi mercati finanziari. In pratica operatori svizzeri andranno a Londra e faranno concorrenza alle banche inglesi e viceversa. A tutto vantaggio del mercato e dei risparmiatori

Anche la Germania , che il 21 Settembre 2011 aveva formalmente accettato la “proposta  Rubik”, sta discutendo in questi giorni alcune integrazioni per andare incontro ad alcune richieste dell’UE. Il documento finale poi dovrà essere ratificato dal Parlamento tedesco. Va detto che i Länder sono ancora molto critici per cui non è sicuro che la legge passi al Bundesrat.

7        La posizione dell’Italia

Il Governo Berlusconi a differenza di Germania e Gran Bretagna, non aveva accettato la proposta della Confederazione di separare  la protezione della sfera privata dal tema dell’evasione fiscale. In particolare i rapporti del Ministro  Tremonti con la Confederazione Svizzera non sono mai stati particolarmente idilliaci. Anzi! Nel Maggio 2011 il Ministro Tremonti a Bruxelles , nel corso del dibattito pubblico al Consiglio dei ministri europei dell’economia (Ecofin) sulla tassazione degli interessi sul risparmio, aveva dichiarato: “È un tema serio, che va trattato in modo serio, non in modo svizzero”. Giuliano Bignasca, presidente della Lega dei Ticinesi e membro del municipio di Lugano, aveva immediatamente  dichiarato: “Siamo in guerra con l’Italia”. Il contenzioso fiscale italo/svizzero aveva spinto l’allora  Presidente della Confederazione, la Signora Micheline Calmy-Rey, nel mese di giugno 2011, ad un viaggio a Roma, dove aveva incontrato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Durante quel viaggio la Signora Calmy-Rey non era riuscita a parlare col Ministro  Tremonti,  che nella circostanza  non aveva trovato il tempo per incontrarla (o forse non aveva voluto incontrarla).  Il commento del Presidente della Confederazione Svizzera era stato:  “Il Signor Tremonti deve avere un problema personale con la Svizzera, problemi che non sono stati identificati, ma che rivestono una gravità tale da non permettere al Ministro delle Finanze italiano di incontrare le controparti svizzere” (fonte:  Marco Silvio Jäggi Coordinatore Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università  L.U.de.S di Lugano).

Nel mese di Dicembre 2011 il deputato dell’Idv, (Italia dei valori) Massimo Donadi, aveva chiesto  se il governo italiano, analogamente a quanto avevano fatto  Regno Unito e Germania,  era intenzionato a firmare un accordo fiscale con la Confederazione Svizzera. Il 7 Dicembre, in occasione di un “question time”, il  Ministro per i rapporti con il Parlamento Piero Giarda  aveva letto un testo per conto del Ministro dell’economia  (Monti) dichiarando che “L’Unione Europea potrebbe poi ritenere che tali accordi coprano aree di competenza comunitaria e non esiterà a intraprendere misure correttive. Non viene esclusa in sostanza una procedura di infrazione” (fonte: Corriere della Sera dell’8 Dicembre 2011).

Per questo motivo il Governo Monti preferisce (naturalmente solo  per il momento)  incassare soldi dai cittadini che dovranno pagare l’IMU invece che dagli evasori fiscali che hanno portato illegalmente capitali in Svizzera.

In replica a Giarda  il deputato dell’Idv Donadi aveva dichiarato “..sono letteralmente sbigottito nel senso che, a parte la pressoché inintelligibilità del messaggio che lei ha letto , quello che pare di comprendere è che il vostro Governo non ha nessuna intenzione di attivarsi, così come hanno fatto Inghilterra e Germania ….. vi rifiutate di andare a prendere i soldi degli evasori ….” (fonte: Atti Parlamentari. Camera dei Deputati. Resoconto stenografico della seduta di Mercoledì  7 Dicembre 2011. Pagina 23) .

8        Due conti

Secondo stime ufficiose, sia internazionali che elvetiche, la Confederazione Svizzera gestisce patrimoni per circa 4 mila miliardi di franchi Svizzeri, di cui la metà di origine estera. Più del 50% dei capitali esteri sarebbe legato a investitori istituzionali, mentre il resto è riconducibile  a investitori privati, e si stima che  una parte significativa di quest’ultima area ( circa 910 miliardi di Euro) sia  “non fiscalizzata” e quindi direttamente collegabile  all’elemento “banche sostituti di imposta” della  proposta Rubik. Sempre secondo stime ufficiose, i patrimoni italiani  non fiscalizzati  attualmente ammonterebbero a circa 126 miliardi di Euro (fonte:  Marco Silvio Jäggi Coordinatore Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università  L.U.de.S di Lugano), ma c’è chi stima più di 300 miliardi.

Il bollettino di Bankitalia segnala che nel 2011  in Italia sono stati prelevati da conti correnti 340 miliardi che sono spariti dalla circolazione.

Oggi la pressione fiscale sui soldi fuggiti all’ estero è risibile. Le convenzioni in vigore prevedono solo la cosiddetta «euroritenuta» :  nel 2010 l’ Italia ha incassato appena 100 milioni in euroritenute

Facciamo due conti limitandoci alla stima  di  126 miliardi.

Primo: regolarizzazione del passato. Il 25% di 126 miliardi fa circa 31 miliardi di Euro  una tantum. Questa è una stima di larga massima ed io sono il primo a riconoscere che a consuntivo questo risultato potrà rivelarsi non corretto. Comunque stiamo parlando del doppio dell’IMU (si veda  il primo paragrafo).  Si tratta di una tassa che verrebbe  versata all’Agenzia delle entrate da evasori fiscali.  Perché il Governo Berlusconi non ha seguito l’esempio di Germania e Gran Bretagna?  Perché il Governo Monti rinuncia (per il momento) a questi miliardi una tantum da evasori fiscali?

Secondo: interessi attivi. Se i 126 miliardi rendessero il 5% all’anno,  con l’aliquota del 48% prevista dal protocollo del 20 marzo 2012 (si veda il paragrafo 6)  lo Stato italiano incasserebbe 3 miliardi di tasse all’anno. Anche qui è lecito chiedersi perché il Governo Monti rinuncia (per ora) a questi 3 miliardi ogni anno, comportandosi esattamente come il Governo Berlusconi

9        La “caccia” agli evasori fiscali è sempre aperta

Il segreto bancario rimane ma la  bozza della “proposta Rubik” con la Germania  prevede che la Confederazione Svizzera fornirà, su richiesta della Germania, informazioni bancarie riferite a persone fisiche residenti in Germania sospettate di infedeltà dichiarativa. Non tutte le domande saranno  accoglibili ma saranno prese in considerazione soltanto quelle fondate su “fatti plausibili”.  La bozza attualmente in discussione prevede che nel biennio 2013-2014 il i tedeschi non potranno inviare più di 999 richieste motivate.  È poi previsto un meccanismo di variazione del numero massimo di richieste annue che dipende dalla percentuale di “successo” delle domande presentate nel biennio precedente. Se almeno due terzi delle domande tedesche avranno consentito di identificare un evasore e il suo patrimonio, il numero del successivo biennio aumenterà del 15 per cento. Se la percentuale di successo sarà tra un terzo e due terzi, il numero rimarrà invariato, se sarà meno di un terzo, le domande massime saranno automaticamente ridotte del 15 per cento. Quindi, più sarà efficiente e scaltra l’amministrazione fiscale tedesca nello scoprire evasori fiscali che sulla base di “fatti plausibili” hanno soldi non dichiarati in Svizzera, maggiori saranno le richieste che potrà inviare a Berna.

In una recente intervista, il segretario permanente per le tasse presso l’Agenzia britannica delle entrate Dave Hartnett ha dichiarato  che l’accordo Rubik costituisce il miglior compromesso possibile.

“Non credo che esso dia scampo ai frodatori, perché in ogni caso non sarebbero stati catturati”, ha commentato. “Non crediamo che il segreto bancario in Svizzera scomparirà nel prossimo futuro. Di certo non nei prossimi dieci anni”, ha aggiunto l’alto funzionario. “Quindi quello che stiamo facendo è riscuotere imposte di persone che non abbiamo potuto identificare. E in un momento in cui la nostra nazione ha un deficit, ciò sembrava una cosa molto sensata”.

10       Conclusioni

Due considerazioni prima di concludere.

Primo: un mio giudizio sul Governo Monti.  Ho criticato il Governo Monti ma tengo a precisare che anche considerando l’irrazionale comportamento  che ha tenuto con l’offerta Rubik e numerosi altri gravi (gravissimi!) errori, a mio giudizio questo Governo è comunque  migliore dei vari Governi Berlusconi, Prodi, D’Alema, Amato eccetera eccetera, impegnati solo e sempre  in campagne elettorali permanenti. Anche in questi giorni, con buona pace della riforma del diritto del lavoro: che vergogna.  Insomma penso che il Governo Monti sia il miglior Governo che abbiamo avuto negli ultimi 50 anni. Ed è tutto dire!

Secondo: la stampa italiana su questo argomento.  Sulla proposta Rubik , oltre ai puntuali aggiornamenti sul Sole 24 Ore di Lino Terlizzi,  mi sembra interessante segnalare  questi due articoli:

“La partita Svizzera” di Mucchetti sul Corriere della Sera del 18 Agosto 2011. Tra l’altro Mucchetti ha scritto:  In cambio, le banche scudocrociate avranno libero accesso alla Germania e potranno meglio contendere a quelle tedesche il risparmio locale”. Naturalmente mi auguro che la posizione “attendista” del Governo Monti abbia radici nello spirito responsabilmente comunitario del Presidente del Consiglio e non nel desiderio di tutelare le banche italiane da concorrenti molto abili e professionali.

“Tremonti chiude alla Svizzera” di Fosca Bincher su Libero del 25 Ottobre 2011. Ha scritto la Bincher: “ Ci sono 15 miliardi di euro che agitano da qualche settimana il Pdl. Sono quelli che potrebbero arrivare da una bozza di accordo fiscale con la Svizzera che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, avrebbe nel cassetto da qualche mese senza averne mai discusso in consiglio dei ministri. La ratifica dell’intesa non è per altro così misteriosa: si tratta di una bozza assai simile a quella che le autorità svizzere hanno sottoscritto con il governo di Angela Merkel in Germania e con quello di David Cameron in Gran Bretagna…. Ebbene, anche se pochi ne erano a diretta conoscenza all’interno dell’esecutivo, la Svizzera ha preparato una bozza- fotocopia di quell’accordo anche per l’Italia, inviandola al ministero dell’Economia. E qui nasce il giallo. Secondo alcuni ministri Tremonti avrebbe tenuto nel cassetto quella bozza per lunghi mesi, senza nemmeno fare presente al capo del governo e ai suoi colleghi di avere lì una carta da 15 miliardi di euro che sarebbe stato possibile giocarsi nel cuore di agosto per il manovrone aggiusta-conti e magari in alternativa a provvedimenti socialmente più pesanti…”

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

6 Comments

  1. gigi ragagnin says:

    e diminuire la spesa pubblica no ?

  2. FL says:

    la proposta è degna dell’IDV e dei TASSATORI suoi omologhi.
    Lo Stato italiano è LADRO e come tale va trattato.
    Pagliarini ragiona da suddito.

    • Leonardo says:

      Io la penso come lei, il giornale avrà modo di affrontare la questione anche con altri punti di vista, come nostro solito.

    • Paglia says:

      Lì c’è scritto: “Vaccaeva, azzerate l’IMU e gli stessi quattrini li prendete dai signori che sono andati con la valigetta in Svizzera”. Sarà un ragionare da suddito ma credo proprio che tanta gente l’IMU preferirebbe non pagarla. Se a lei fa piacere “pasiensa”: contento lei. Lo so anch’io che sarebbe molto meglio tagliare le spese oppure mille volte meglio vivere felici e contenti nella repubblica federale del veneto. Queste sono cose che continuiamo a dire e ripete. Queste della Rubik è una cosa nuova che potrebbe fare molto male ai detentori del potere. Ma se lei (come tutta la stampa) preferisce non rompere le scatole ai signori di Roma e dintorni, non c’è problema

  3. Lucafly says:

    Stimatissimo Paglia le condizioni dettate dalla Svizzera non vengono (a mio modo di vedere) acettate solamente perche i migliardi di €uro depositati nei forzieri Svizzeri sono per la maggior parte della cozzaglia che ci ha governato per decenni, vorrei sapere chi è quel Pirla che si da la zappa sui piedi !!!! tanto il popolo bue di queste cose non capisce un beato cazzo….il tempo passa e tra una partita di cacio e un grande fratello e un TG4 di fede
    il popolo dimentica e loro festeggiano (a Schampagne naturalmente) Amen

  4. mr1981 says:

    Nel dicembre 2011 il Consolato italiano a Lugano ha registrato all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero il centomillesimo cittadino italiano residente in Ticino.
    Con i soldi anche la gente scappa dall’Italia…

Leave a Comment