PAGLIARINI: IL NO A TOSI ENNESIMO SUICIDIO POLITICO

di REDAZIONE

Gongola Giancarlo Pagliarini, militante leghista fino al 2007, poi uscito dalla formazione politica del Nord a causa di dissidi interni, e ministro del Bilancio e della Programmazione economica nel ’94 durante il primo Governo Berlusconi. L’annuncio di Umberto Bossi di voler correre da solo alle prossime elezioni amministrative lo considera praticamente una conferma personale, una riprova di quanto, inascoltato, va predicando da anni. «E cioè – spiega- che era ed è inutile mettersi con certa gente (il Pdl ndr) perché così non si andava da alcuna parte. Il problema per la Lega è che ora i voti al Nord andranno all’Unione Padana (il movimento nato in contestazione con la politica del Senatùr inLombardia ndr). Se Bossi fosse una persona seria dovrebbe dimettersi, sciogliere la Lega e convogliare i voti nell’Unione Padana».

Non le sembra di esagerare? In fondo se il Pdl corre senza la Lega in Lombardia sarà oggettivamente in difficoltà. Il Pdl è un partito romano, chehaaiutatoRomae gli amici degli amici. Alleandosi con esso la Lega non è stato più un partito del Nord e ha retto il suo gioco. Che senso ha esserne alleati? Lo dimostra il fatto che in Lombardia il governatore Formigoni da anni può fare quello che vuole senza l’opposizione della Lega. L’alternativa c’era. Nel 1995 lo stesso D’Alema mi disse: candidati tu che ti votiamo tutti. Ma Bossi scelse Speroni e così, oggettivamente, aiutò l’elezione di Formigoni. Secondo Bossi nel Carroccio non ci sono correnti né rotture, solo qualche tensione. Purtroppo non ci sono neppure tensioni. La Lega, tutta, ha accettato in questi anni la politica di Berlusconi e ha abbandonato la sua. Non ho mai capito come abbia potuto annunciare che si era fatto il federalismo con una legge che di federalismo non ha nulla di nulla. La lotta fra maroniani e gli esponenti del “cerchio magico” è certificata però da tutti gli organi di informazione. Vuole la mia impressione? La Lega al suo interno ha fatto finora solo la guerra dello scendiletto. Fra chi era più prono a Berlusconi. Ma il sindaco di Verona Tosi, maroniano. vorrebbe presentarsi alle prossime elezioni amministrative con una lista a suo nome. Bossi però ribadisce che a Verona ci sarà solo la lista della Lega Nord. Anche questa opposizione mi sembra una follia. Nessuna persona vicina alle posizioni padane voterebbe la Lega dopo quello che non ha fatto in questi anni per i suoi elettori. Ma darebbe invece il suo consenso ad un sindaco popolare come Tosi. Dire di no al primo cittadino di Verona mi pare davvero un vero e proprio suicidio politico. L’ennesimo.

Fonte originale: www.blogncc.com

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16 Comments

  1. Dria Bozo says:

    Giancarlo Pagliarini non abbandonò la Lega “per dissidi interni”, ma perchè non venne ricandidato alle elezioni politiche, fino a quando gli garantivano un seggio a Roma andava tutto bene.
    E alle politiche del 2008 si candidò con La Destra di Storace…
    Vada a farle da un’altra parte le prediche.

    • Paglia says:

      Dria, ma che cavolo dici?
      Se clicchi qui vedi cosa mi sono fatto firmare da Storace e soci . Le possibilità di essere eletto erano meno di zero, ma con questo in mano, fotocopiato e distribuito ho potuto continuare a girare e fare quello che ho sempre fatto in Lega fin dall’inizio: comizi alla gente per spiegare la necessità e i vantaggi di una vera riforma federale. Cosa che in Lega non mi lasciavano più fare (chiediti come mai sono finite le lezioni di economia su telepadania, che ho fatto naturalmente “a gratis” per cinque anni).
      E per la cronaca dopo il mio passaggio in Lombardia e Veneto sono nati gruppi della “destra per il federalismo”. Naturalmente ho provato anche con la sinistra (per fare la riforma bisogna sudare e “seminare”: cosa che nella Lega-scendiletto-di-Berlusconi non fa più nessuno), ma li, forse più attenti di Storace, hanno bloccato l’iniziativa. Avevo detto a Martina (PD Lombardia) : “dai, io e i miei veniamo a gratis nelle tue sezioni a spiegare e discutere l’idea di una costituzione federale tipo quella Svizzera”. Prima hanno detto di si (anzi, sono venuti loro a cercarmi a Palazzo Dugnani, un giorno che ero li a celebrare matrimoni) ma poi qualcuno li ha bloccati http://mailbeta.libero.it/cp/ps/Mail/huge/pickup?a=3FUQ3SCHIWWPPMW16LSX5O4B&b=4342482f3c

      Invece se clicchi qui vedi cosa scrivevo su LaPadania nel 2005 (ero parlamentare). Oggi (11 marzo 2012) ci è arrivato anche Bossi
      http://mailbeta.libero.it/cp/ps/Mail/huge/pickup?a=5AE9INZ7RR7S5RRYF7LAKN3Q&b=4342482f3c

  2. ModenaLibera says:

    Eh no, chi si prende gli onori si deve prendere anche gli oneri.
    Quindi onore al Bossi per avere fondato la Lega ed avere dato un sogno a milioni di Cittadini del Nord.
    Ma lui è il responsabile maggiore di avere venduto quel sogno, e di avere addomesticato quella voglia di dire basta che c’era nei primi, gloriosi tempi.
    Lui è il responsabile maggiore di avere accettato ogni schifezza di quel finto Lombardo che canta in napoletano con apicella. Di avere sprecato anni a cercare di parare il didietro del personaggio di cui sopra, cercando nel frattempo di gettare fumo negli occhi ai militanti -federalismo fiscale? Quando e dove che io non l’ho visto?
    I ministeri a Monza????
    Queste sono state semplicemente prese per i fondelli di chi a quel sogno ha creduto davvero, ed a tutti i militanti sinceri.
    Lui è il responsabile di avere scelto una delle peggiori classe dirigenti possibili -calderoli? La badante? Suo figlio? reguzzoni?-

    Onori ed Oneri. Queste due cise devono essere sempre indivisibili nella vita di qualsiasi persona.

    Ducato di Modena

    • Woland says:

      Nel libro “Tutta la verità” (Sperling&Kupfer), scritto da Daniele Vimercati, Bossi conclude l’ultimo capitolo con una metafora immaginifica, emblematica:”Alla fine della battaglia, la spada tornerà nella roccia. E l’uomo che l’ha impugnata, che è un uomo del popolo, tornerà al popolo”.
      Ecco, per i motivi che hai elencato giustamente tu, quell’uomo del popolo è stato distratto dalle sirene del sovrano gran corruttore di Arcore e dalla malattia. L’ideale seminato, però, resta. Possa la base leghista impugnare quella spada nella roccia, tagliare un po’ di teste di consiglieri fraudolenti e tornare a battersi per la libertà dei popoli. Che sarà anche rappresentata da un mulino a vento, come per Don Chisciotte. Ma è pur sempre Vento del Nord.

  3. rosanna sapori says:

    è il solito tita e molla….vedrai che poi trovano la quadra…scommettiamo?

  4. sora says:

    Leggo cose indecenti! Bossi a zappare? Ma siete col cervello all’ammasso!! Bossi per quanto possa aver sbagliato, e ha sbagliato, per quanto possa aver tradito e truscato, e ha tradito e truscato, resta di dieci spanne sopra qualsiasi altro esponente politoc dell’ultimo trentennio. E anche per chi crede nell’indipendenza ha un valore enorme, asenza paragone con alcuno, nemmeno con Miglio che era un teorico. Certo Umberto ha creato dei mostri, col suo modo di fare, certo ha messo in circolazione dei corrotti…ha corrotto. Ma signori! volete metter lui con Calderoli, Maroni, Zaia, Tosi…e via dicendo. Vi sembrerò eretico ma pure la Rosi Mauro ha fatto più di quel che la natura le aveva concesso in dote. Quindi giù il cappello davanti ai morti, perchè i vivi non lo meritano

    • Woland says:

      Concordo. Senza la figura aggregante di Umberto Bossi difficilmente sarebbe stata creata l’efficace macchina combattiva della Lega, unendo movimenti autonomisti un tempo assai distanti e in disaccordo tra loro e facendo entrare l’ideale padano nell’immaginario collettivo della politica.
      Un movimento politico ha bisogno dei Bossi (leader d’azione) e dei Miglio (intellettuali e teorici).
      Tuttavia, il grande carisma di Bossi è stato anche il suo grande limite:
      – ha tagliato le teste pensanti circondandosi di alcuni servi, pronti ad approfittarne alla prima occasione
      – ha creato un discutibile culto della personalità, utile per compattare il movimento, ma deleterio per l’elaborazione di un pensiero articolato (il dogma dell’infallibilità non è utile nemmeno al papa)
      – ha trasformato un’alleanza politica come quella con Berlusconi in una sudditanza accettabile solo con l’accetta
      Nonostante il suo fiuto sia eccezionale, non è eterno, è umano come tutti: un dibattito sulla successione è doveroso, così come l’inserimento di nuove leve capaci di spazzar via gli affaristi che hanno gestito la Lega negli ultimi anni, portandola dalla Padania alla Tanzania.

      P.S. Quanto alla badante pugliese, lasciamo perdere: la Lega avrebbe bisogno di teste pensanti come Oneto, di uomini pragmatici e presentabili come Tosi e Zaia, non di pretoriani ottusi e poco colti.

      • sora says:

        E io concordo con te. Tuttavia non c’è tra noi contraddzione quanto a Bossi e al suo fiuto…infatti io ho reso onore ‘ai morti’, perchè il fiuto del leader è finito…. E ho aggiunto che i vivi non lo meritano, compresi Tosi e Zaia su cui tu secondo me sbagli. Sono ormai ‘vecchi’ burocrati senza esser stati davvero giovani ‘rivoluzionari’. Infine Rosi Mauro,. Il mio era un paradosso, chiaramente. Ma visti i nomi che girano e il futuro che avanza, mica neanche tanto…:-)

        • Woland says:

          Allora siamo d’accordo su tutto, direi:).
          Ho inteso ora il paradosso sulla badante, si presenta con tinte, ahimé, spaventose, da evitare a tutti i costi.
          Un unico mio appunto: forse è vero, Tosi e Zaia hanno un profilo più da burocrati che da rivoluzionari. Però spezzo una lancia in loro favore per un motivo concreto. Sono moltiplicatori di consensi, sentono il polso del territorio, il loro modo di agire piace alla gente.
          Zaia è stato il ministro dell’agricoltura più apprezzato della storia, ora è in testa ai sondaggi di gradimento come Governatore, così come Tosi a quelli di sindaco.
          Loro sono le persone giuste per avvicinare anche quella moltitudine di padani non del tutto votati all’indipendentismo, ma comunque convinti a riaffermare la forza e l’identità del territorio.

  5. cogo andrea says:

    BOSSI HA FALLITO . BOSSII A ZAPPARE LA TERRA .

  6. ingenuo39 says:

    Hai ragione Giovane Paglia (perchè sono piu vecchio io), il buon Sindaco Tosi,( l’unico politico leghista che ha rinunciato ad un appannaggio superiore, di assessore regionale alla sanità per governare la Sua Città) se si candida con la Lega, con i leghisti ora in circolazione, perde senzaltro e in più prende la colpa dell’ insuccesso.

  7. Woland says:

    La Lista Tosi dovrebbe essere presentata a fianco di quella della Lega Nord, questo è indubbio. Aiuterebbe un sindaco molto popolare a essere (a buon diritto) riconfermato e lo lancerebbe verso la guida della Liga Veneta, dopo 15 anni di regno di Gian Paolo Gobbo, che farebbe bene a ritirarsi per dar spazio ai giovani, così come buona parte della dirigenza leghista.
    Tuttavia, quella di convogliare i voti nell’Unione Padana è una barzelletta capace solo di far ridere qualche pollo con scarso senso dell’umorismo: nonostante gli innumerevoli errori, la Lega rimane il principale riferimento dell’autonomismo padano, se solo tornasse a parlare di autonomismo padano, beninteso. Smettiamola però di dipingerla come un covo di malavitosi, la base, i giovani, rappresentano ancora quella parte sana in grado, ai congressi, di indirizzare il movimento verso scelte pulite e coerenti.

  8. fabio ghidotti says:

    la Lega è fallita perchè è caduta nella trappola italiana dell’invenzione del sistema maggioritario. che costringe i partiti di centro (come devono ovviamente essere i partiti territoriali) a scegliere di stare da una parte sola. Così perdono automaticamente il consenso dell’ala interna opposta. Andare da soli è il primo passo per la resurrezione della Lega. Il secondo passo. ovviamente, è il ricambio totale della sua classe dirigente. e un ritorno ai valori originari. non soltanto nel senso morale. Fino a quando non avrà fatto questo secondo passo. è padanamente insulso votarla.

    • marcovaldi says:

      l’unica via ancora possibile per la Lega, ma impercorribile perchè mai avranno il coraggio di imboccarla, è il plateale sacrificio umano di tutti coloro che sono stati piazzati in ruoli di raccomandazione: Insomma la Lega stessa dovrebbe togliere quelli messi in Rai, nelle controllate, in enti pubblici ecc. ecc. oppure sconfessarli… Sarebbe una purificazione catartica…ma mai e poi mai lo faranno e quindi a breve spariranno nel nulla…

  9. mr1981 says:

    «Se Bossi fosse una persona seria dovrebbe dimettersi, sciogliere la Lega e convogliare i voti nell’Unione Padana». Parole più che giuste quelle di Giancarlo Pagliarini, specialmente se valutate nell’ottica che la titolarietà del marchio della Lega Nord è di proprietà di Berlusconi dall’inizio di questo millennio.
    C’è in giro anche un’altra voce, quella di un accordo tra Berlusconi e Bossi di uscire dalla scena politica assieme. Quindi con la frase «Se Berlusconi si ritira è risolto il problema» Bossi indirettamente cita anche il suo ritiro a vita privata e la risoluzione di tutti i problemi che attanagliano il Caroccio dall’interno.

  10. marcovaldi says:

    Il suicidio della Lega sarebbe andare con lista Tosi, quella sì…non far ridere Paglia! L’unica cosa buona è che Tosi non vada solo..

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