Pagliarini: dov’è finita la Lega? Federalismo può aspettare, le poltrone no

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rassegna stampa

di Giancarlo Pagliarini – Premessa: Donatella Tesei ha vinto le elezioni in Umbria con il 57,5%. Avevo detto e scritto che avrebbe vinto con il 57 dunque ogni tanto ci prendo, e questo mi autorizza a scrivere che fra 3 mesi la candidata del centro destra (penso che sarà Lucia Borgonzoni) dovrà “accontentarsi” del 55%. Premessa necessaria perché non mi sembra si possa seriamente pensare che la maggioranza del 57,5% dei cittadini dell’Umbria siano diventati all’ improvviso “fascisti di estrema destra”, e che lo stesso succederà in Emilia Romagna   il 26 Gennaio ed alla maggioranza di tutti gli italiani alle prossime elezioni politiche.

Alle elezioni regionali del 27 Ottobre in Umbria, nel cerchio del simbolo del partito che ha preso più voti (la Lega, col 37%) si vedono tre elementi: 1) su fondo bianco il nome LEGA (blu), 2) la figura stilizzata di Alberto da Giussano, con lo spadone che tocca il bordo alto del cerchio e divide in due il nome LE e GA, e infine 3) su fondo blu, il nome Salvini (giallo) e sotto, più piccolo, il nome Umbria (bianco). Sono davvero poche le differenze col simbolo della Lega di una volta, anche nel quale si vedevano tre elementi: 1) su fondo bianco il nome LEGA NORD (blu) 2) la figura stilizzata di Alberto da Giussano, con lo spadone che toccava il bordo alto del cerchio e divideva in due LEGA e NORD, con a fianco un piccolo sole delle Alpi verde, e infine 3) su fondo blu il nome Padania.

Ed ecco il testo dell’articolo 1 , intitolato “Finalità”, dello  Statuto del movimento politico “Lega per Salvini Premier”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 Novembre 2018 e fondato da Salvini, Calderoli, Giorgetti, Centemero e Fontana: “Lega per Salvini Premier è un movimento politico confederale costituito in forma di associazione non riconosciuta che ha per finalità la pacifica trasformazione dello Stato italiano in un moderno Stato federale attraverso metodi democratici ed elettorali. Lega per Salvini Premier promuove e sostiene la libertà e la sovranità dei popoli a livello europeo”.

Anche qui le differenze con la Lega di una volta non sono molte, almeno nella forma. Perché uno Stato federale, per definizione, deve essere costituito da “diversi” (Calabria e Veneto, per esempio) che si impegnano a rispettare un patto federale e a lavorare assieme per realizzare obiettivi comuni.  Ricordo che nella Lega di Bossi si ripeteva ogni giorno che “il Federalismo è un patto tra diversi”. Ovvio quindi che, in presenza di una lettura razionale di quello Statuto, le parole “la sovranità dei popoli a livello europeo” in teoria non possono riferirsi ai vecchi Stati-nazione Italia, Francia, Spagna e Germania ecc. ma a Veneto, Corsica, Catalogna, Baviera ecc. E anche qui ricordo che nella Lega di Bossi si parlava ogni giorno della necessità di formare l’Europa dei popoli. E che, come in Svizzera, la sovranità era degli enti federati, vale a dire dei Cantoni in Svizzera, e di Catalogna, Veneto, Baviera, Corsica ecc nell’Europa che sognavamo.  E, come in Svizzera, erano loro che delegavano dei compiti al centro. Il centro non aveva sovranità, ma svolgeva i compiti che gli venivano delegati.

segue su
da https://www.arcipelagomilano.org/archives/53954

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One Comment

  1. Marco Green says:

    Nel grande processo di trasformazione della Lega in partito nazionalista italiano siamo infine giunti alla vigilia del canto dell’inno di Mameli.
    La foto del Salvini con tricolore, mano sul cuore e motto “disposto a dare la vita per questo Paese” è l’ultimo passaggio prima della solenne intonazione del “pronti alla morte” mameliano:

    https://www.facebook.com/salviniofficial/photos/pb.252306033154.-2207520000.0./10157115009373155/?type=3&theater

    Che i vecchi militanti si tengano quindi preparate le strofe per ogni evenienza: l’ura l’è riada.

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