Paghiamo il pizzo allo stato italico, 100 miliardi l’anno, in cambio di nulla

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Cosa fa questo stato per noi? Ci insegnano fin da bambini che è giusto pagare le tasse, perché con i soldi delle nostre tasse lo stato ci offre tanti servizi e tutela i più deboli. Da tempo però molti di noi si chiedono se i servizi offerti dallo stato italiano siano proporzionati alle tasse che paghiamo, da tempo molti di noi si sono resi conti che tali servizi non sono assolutamente adeguati. Credo sia una visione giusta, ma ormai superata dagli eventi, la domanda da porsi oggi è ormai un’altra: ma a fronte delle tasse pagate lo stato ci offre ancora qualche servizio o incassa e basta?

Parto dal mio comune, Bergamo. L’anno scorso i trasferimenti ricevuti da Roma sono stati zero, a forza di tagli e di pretese di compartecipazione sui tributi locali siamo arrivati in pratica ZERO. Roma non dà nulla a Bergamo, prende e basta. Ciò significa che tutto quello che avviene nel mio comune, il taglio erba, lo stipendio del vigile, l’asfaltatura delle strade, la raccolta dell’immondizia, ecc, ecc, lo pago io con i soli soldi delle mie tasse locali a cominciare dall’Imu. Non bastasse lo stato ha sequestrato 90 milioni di euro del mio comune che si tiene stretti stretti nella tesoreria centrale a Roma. Grazie italia.

Qualcuno dirà che lo stato costituisce una garanzia per i comuni, interviene quando sono in difficoltà, insomma per aver un aiuto statale si deve arrivare ad un passo dal fallimento. A parte il fatto che la prospettiva non è per nulla allettante, vale la pena di ricordare che per ora lo stato ha salvato e ri-salvato Roma e compagnia mediterranea, ma la padana città di Alessandria l’ha lasciata tranquillamente fallire.

Si dirà che io sono un provincialotto, che non mi rendo conto dei servizi generali, di natura sovracomunale, dei grandi e utili servizi resi alla collettività dallo stato. Va bene, vediamoli uno per uno.

Partiamo dalla sicurezza. Lo stato veramente garantisce la nostra sicurezza? Siamo onesti, lo stato da tempo non fa il suo dovere e i delinquenti scorazzano liberamente ovunque, pertanto la nostra sicurezza in larga parte dipende ormai da noi stessi. Tocca a noi barricarci in casa con allarmi, porte blindate e simili, tocca a noi evitare di frequentare determinate zone o di uscire dopo certe ore, spetta sempre a noi la rischiosa scelta di comprarci un’arma da tenere sotto il letto, rischiosa perché poi si dovrà render conto alla “giustizia italica” qualora si decida di usare quell’arma anche solo per difenderci in casa nostra.

Aggiungiamo che spesso le vittime non presentano più neppure la denuncia, convinte che tanto non serve a nulla.

Allo stesso modo non possiamo dire che lo stato italiano garantisca la certezza della pena, dal 1950 ci sono stati 12 provvedimenti di amnistia e indulto, in pratica uno ogni 5 anni, senza contare il recente svuota-carceri. Questo perché lo stato non è in grado di costruire carceri a sufficienza, ma allora che fine fanno i soldi delle nostre tasse?

Infine non crediate neppure che la giustizia sia gratuita, mai sentito parlare di spese processuali? Per avere un giudizio in tribunale si devono pagare le spese degli atti processuali e si pagano in anticipo, un assurdo in considerazione della lentezza con cui le cause vengono discusse. Insomma la giustizia in italia la paghiamo giusto per svegliare alle 5 di mattina Marchi, perché sarebbe un terrorista: questo è il servizio che ci offre lo stato.

Passiamo alla viabilità. Da anni si assiste ad un continuo declassamento di strade statali che divengono provinciali, ciò significa che tocca poi alla provincia e non più allo stato mantenere queste strade, nonostante sia lo stato che stabilisce quanti soldi dare o meglio tagliare alle provincie. Passiamo alle grandi opere che sempre più spesso sono realizzate in project financing, ovvero con una buona fetta di soldi privati. Ciò significa che lo stato non spende, ovviamente i privati cacciano la lira solo se ci vedono un ritorno e in questo caso il ritorno è garantito dai pedaggi, quindi alla fine della fiera queste grandi infrastrutture le pagano gli utenti, senza contare che così facendo queste opere saranno pensate non tanto a beneficio della collettività, bensì per essere remunerative per chi fa l’investimento e non è la stessa cosa.

Scuola. La manutenzione degli edifici è anche in questo caso passata in capo a comuni e  provincie. Lo Stato paga giusto i bidelli e gli insegnanti di elementari, medie e superiori. Ricordo che alle superiori avevo un professore che spiegava la Divina Commedia partendo da Marx ed una professoressa di Bologna, che, all’ultimo anno di liceo classico, si è rifiutata di affrontare Carducci, perché “benchè sia di Bologna come me, era di destra e non mi piace, quindi non lo spiego”, così ho scoperto solo molti anni dopo che Carducci ha vinto il Nobel per la letteratura! Oggi nelle scuole, anche negli asili insegnano hai bambini l’inno di italia, si vedono in giro dei trappolini di tre anni che cantano “stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte, l’italia chiamò!” Il servizio che l’italia ci offre è quindi un corpo docente con cui cerca disperatamente di indottrinarci, di italianizzarci e lo stesso corpo docente cui è stato affidato il compito di sradicarci di bocca le nostre maderlegnue: vale la pena di pagare per tutto ciò? È veramente un servizio essere indottrinati e subire il lavaggio del cervello?

L’università invece è di fatto a pagamento. Ricordo che il primo anno di università, 15 anni fa, eravamo in 250, la retta minima era di 1.200 euro a testa che potevano salire fino a 3.000 e oltre: dite che erano sufficienti per pagarci gli 8 professori che durante l’anno ci hanno fatto lezione per massimo 100 ore a testa? Dimenticavo, aggiungiamoci pure anche la manutenzione di alcune aule fatiscenti…

Sanità: cosa dire se non che è in toto in capo alle regioni ed è per questo che in Lombardia e in Veneto il servizio è discreto, però anche qui se devi fare una visita rapidamente è meglio che paghi e vai in privato. Punto.

Pensioni da lavoro: sono pagate dai contributi di chi lavora, quindi non crediate che con le vostre tasse (irpef, irap, imu, ecc) ci paghino le vostre pensioni, se mai le avrete…  Pensioni di invalidità: ma le pagano anche in Padania?

Difesa: cosa ce ne facciamo dell’esercito italiano? Noi paghiamo le tasse per avere soldati sparsi in tutto il mondo a sedere le beghe altrui? Ma soprattutto noi paghiamo per mandare le nostre navi a raccogliere clandestini e portarli qua: che senso ha? Favorire l’invasione e la distruzione della nostra identità è davvero un servizio?

In conclusione vi ricordo che lo stato italico sottrae alla Padania a statuto ordinario 100 miliardi di euro ogni anno: per quali servizi? Per indagare Marchi? Per portar qua i clandestini? Per indottrinarci? Lo stato italiano ci offre ancora dei servizi, anche scadenti o incassa spudoratamente in cambio di nulla? Sono ancora tasse o è ormai una palese estorsione? Padania libera.

 

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13 Comments

  1. Non solo faziosi, questi insegnanti della malora, oltretutto ignoranti: Carducci è nato a Valdicastello (ora Valdicastello Carducci), frazione del Comune di Pietrasanta, Toscana!
    A Bologna, ricoprì la cattedra di Eloquenza nell’Ateneo bolognese dall’agosto 1860 chiamato da T. Mamiani, ministro della Pubblica Istruzione del Regno sardo. Nel decennio successivo, il Carducci manifestò con crescente vi-
    vacità opinioni repubblicane e mazziniane, fino a subire, nel ’68, un provvedimento di sospensione dall’insegnamento e dallo stipendio. Fu solo con la sinistra al potere che poté essere reintegrato, ma ormai non era più il Carducci del “Ça Ira”…

  2. pippogigi says:

    Non c’è da stupirsi. Non dimentichiamo che nel Mezzogiorno ma praticamente in tutta italia (quindi esclusa la Padania)esiste un economia statalista basata sullo sfruttamento economico della Padania.
    Mi spiego meglio: è notorio che in Sicilia esistano 30.000 forestali, più che in Canada ed in Piemonte, dove invece sono solo 600. Il Piemonte mi pare un tantinello più boscoso della Sicilia, ma addirittura esiste un paesino della Sicilia che da solo ha più forestali che l’intero Piemonte.
    Questi 30.000 sono in realtà pagati non per lavorare ma per spendere, devono usare lo stipendio per fare acquisti, andare dal panettiere, dal macellaio, comperare l’auto, fare benzina, comperare o affittare la casa. Un intera economia basata su stipendi per lavori inesistenti pagati con le tasse padane.
    Non dimentichiamoci che la Guardia di Finanza ha pubblicato una statistica per cui mentre in Lombardia, Veneto, Piemonte l’evasione si aggira sul 13%, praticamente nella media europea, in Calabria, in Sicilia si aggira sull’80%. Il Sindaco di Napoli si lamentava che solo il 50% delle multe e delle tasse comunali vengono incassate.
    Ora è evidente che se intere parti d’italia hanno gente pagata per lavori “fittizi”, se la statistica ci dice che gli uffici pubblici meridionali sono generalmente con più personale e con meno aziende o cittadini da servire rispetto al nord, che la maggior parte dei dipendenti pubblici sono meridionali, che ci sono province meridionali con 3 volte i percettori di pensioni d’invalidità rispetto alla media nazionale, che la maggior parte delle pensioni sociali (quella di chi non ha mai versato contributi) sono erogate in meridione, quindi se ci sono Regioni che campano di Stato ricevendo molto ma dando poco (vista l’evasione) è evidente che questi soldi devono essere presi altrove.
    Perciò quei 100 (1/8 della spesa pubblica) miliardi che la Padania versa all’italia non servono per ricevere servizi ma per una sorta di elemosina imposta ad altre Regioni, elemosina che non essendo su base volontaria, essendo imponente e distruttiva per la nostra economia deve essere chiamata col suo nome “pizzo mafioso”. Non c’è da sorprenderci della cosa, non dimentichiamoci che l’italia è famosa nel mondo per la pizza e la mafia.
    Volete che gli italiani gestiscano l’economia in modo non mafioso? Quello sarebbe sorprendente…

  3. Marcaurelio says:

    E’ giusto pagare per le regioni più povere…
    L’Italia è una e indivisibile.
    Meno chiacchiere e più lavoro e contributi da pagare altrimenti andiamo tutti a fondo.
    Voi settentrionali siete bravi lavoratori e dovete continuare ad esserlo per far si che al ristorante ci possono andare anche quelli del Sud.
    I divertimenti non sono per voi, avete il paraocchi e vedete solo il lavoro perciò continuate a fare quello che sapete fare senza polemizzare..
    Fate i bravi…

  4. luigi bandiera says:

    Tanto, con tutti quelli che dicono di risolvere i problemi e ecc. io oggi mi sento di vantarmi sebben so che chi si loda si sbroda. Ma e’ per dire la verita’ e non per lodarmi.

    Devo, per forza di cose, visto gli andazzi, lodarmi sul fatto di essere stato il primo o di essere arrivato prima (la giuria era voltata da un’altra parte ed e’ come succede in itaglia) di tutti a esternare che (DAL PRIMO SBARCO) era una INVASIONE. Si stava iniziando una INVASIONE.

    Che quello che lo stato itagliano chiedeva ai soliti noti, PAGANTI E NON FIGURANTI, era il PIZZO denominato per mascherarlo TASSE.

    Scrivevo anche, pizza al maschile per non far capire al nemico che lo si teneva d’occhio… ah ah ah ah ah ah…

    Eppoi altre che e’ meglio sorvolare. Esempio sui sindacati e dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori datori di lavoro.

    Per dire che l’onesta’ manca e se manca quella: ke kax di rivoluzione vuoi fare..???

    Per non citare le KASTE, gli ORDINI, le TOGHE rosso-nere, le LIGHE del balon… e via discorrendo, fanno si che il POPOLO NON SIA DA SEMPRE SOVRANO MA CHE, visto l’andazzo, NON LO SARA’ MAI E POI MAI.

    Dovra’, in AETERNUM, PAGARE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SOLO IL PIZZO E SOTTOMETTERSI AL VOLERE DI KI KOMANDA DAVVERO..!

    IN AETERNUM..!!

    An salam

    PS:
    potete anche riderci su ne’… kosi’ rido anch’io kax.

    • Gianfrancesco says:

      anch’io sono stato uno dei primi come te a parlare di invasione. Ricordo all’inizio degli anni ’90 un mio compagno di scuola di origine pugliese rispondermi che non era c’erto un problema una nave con 10.000 albanesi, “noi italiani siamo in tanti, 10.000 albanesi divisi su tutta italia cosa vuoi che siano?”

      sto pirla, ha persino preso un volto più alto del mio alla maturità, alle volte penso che per far successo si deve essere anche un po’ stupidi…

      • luigi bandiera says:

        Gianfrascesco dici che siamo primi a parimerito..?

        Io lo dissi prima degli sbarchi albanesi… e’ passato talmente tanto tempo che non mi ricordo piu’ in che anno fosse.

        La mia “visione” fu alimentata o illuminata da un fatto che tutti conosciamo: la scoperta dell’America.

        Ma per chi viene dalla campagna sa che basta una mosca sulla marmellata o altra sostanza del tipo itaglia, per far arrivare tutte le mosche che dato il loro numero copriranno appunto la marmellata.

        Nel trascorrere degli anni, poi, ho capito il livello di intellighenzia che hanno i politici e non solo che oltre a non vedere ste mosche le scambiano per marmellata tanto da dire che sono una cosa buona per lo stato itaglia. Sono una risorsa. Ci pagheranno la pensione. Pagheranno le tasse o meglio il PIZZO al posto nostro.

        La mia fu una palese constatazione tanto che definii (unico) l’intellighenzia itagliana (ma anche europea) MALATA. TANTO MALATA.

        Malata di che..?

        Di IGNORANZA, voce del verbo ignorare.

        A questo punto si comprende il perche’ il passato governo composto da esimii prof ha combinato cosi’ tante IGNORANTATE..!

        Il brutto l’e’ che le IGNORANTATE continuano..!!

        Val cosi’ che e’ meglio l’analfabetismo che la sottocultura (prof ignoranti o presunti imparati).

        At salut

        PSM
        WSM

  5. lory says:

    paghiamo 100 miliardi di euro all’anno in cambio ci inondano di clandestini,abbiamo anche i fessi che gli votano.

  6. ugo says:

    i cittadini padani sono i più tartassati al mondo ,provatemi il contrario cifre alla mano . Io la vedo molto male , anche perché oramai la gente subisce tutto senza più reagire e non mi so spiegare il perché .Solo pochi tengono la testa alta e la usano per capire ciò che accade.Sono pessimista? Sì ,ditemi perché non dovrei esserlo. Se ci guardiamo intorno nonc’è una cosa che vada per il suo verso .Buon primo maggio di lavoro ,pere chi ce l’ha.

    • Dan says:

      Se alle otto di stasera, durante la cena, i programmi tv venissero interrotti, arrivasse un’edizione straordinaria del tg e la notizia fosse “dovete pagare entro domani a mezzogiorno tot per la tassa tal dei tali” puoi stare certo che domani mattina la gente farà la coda in banca e arriverà alle mani non per rifiutarsi ma per essere sicura di aver fatto la propria parte entro la scadenza comunicata.

      Ci sono troppe pecore in giro quindi è giusto che accadono queste cose

  7. Riccardo Pozzi says:

    Finché i padani votano per questo stato c’è poco da recriminare per i nostri residui fiscali oggetto di rapina.
    Sia fatta la nostra volontà.

  8. francesco says:

    condovido in pieno il commento di mister libertarian e aggiungo che ormai siamo a gli sgoccioli qualcosa di molto spaventoso succedera o in italia o europa ma sicuramente verra investita.

  9. Mister Libertarian says:

    Bell’articolo veritiero: lo Stato non serve a niente e non dà niente al nord, ma prende e basta.

    Le uniche cose che dà in cambio sono repressioni, indottrinamento e persecuzioni fiscali.

    Sia maledetto lo Stato!

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