Paesi in deficit? Manica larga dell’Europa per risanare i conti

di REDAZIONE

Se la crescita peggiora in modo ”inaspettato” la Commissione Ue accordera’ ai Paesi in deficit eccessivo piu’ tempo per risanare i conti e riportare il disavanzo sotto il 3%: e mentre il commissario agli Affari economici Olli Rehn allenta la presa di Bruxelles sui conti pubblici, con perfetto tempismo il premier francese Jean-Marc Ayrault annuncia che la Francia non riuscira’ a ridurre il deficit al 3% entro il 2013, come richiesto dall’Unione europea. La decisione non tocca l’Italia che non e’ in deficit eccessivo, spiega Palazzo Chigi sottolineando che questo nuovo status dell’Italia, di paese pi— virtuoso, non comporta assolutamente impegni pi— svantaggiosi rispetto ai paesi che potranno usifruire di questa intesa.

Del resto l’Italia incassa i complimenti di Rehn che nella lettera spiega che il Paese ”ha convinto i mercati” con ”politiche credibili”. Erano giorni che la Francia si preparava all’annuncio, che arriva ad una settimana dalle nuove previsioni economiche della Ue. Ed erano giorni che Rehn rifletteva su come ammorbidire la posizione della Commissione, ha gia’ concesso piu’ tempo a Grecia, Spagna e Portogallo per rientrare dal deficit. Ed e’ con una lettera ai ministri delle finanze della Ue che Rehn chiarisce la posizione di Bruxelles dopo mesi di rigida applicazione della disciplina di bilancio e del rigore dei conti. ”Se la crescita si deteriora in modo inaspettato, un Paese puo’ ricevere piu’ tempo per correggere il suo deficit eccessivo, a patto che abbia compiuto gli sforzi strutturali richiesti”, scrive il commissario. Nella Ue, spiega, il debito e’ passato dal 60% prima della crisi al 90% di adesso, ed e’ ”ampiamente riconosciuto” oltre quel livello ”ha effetti negativi sul dinamismo economico che si traduce in un abbassamento della crescita per molti anni”.

La nuova posizione di Bruxelles, che resta comunque saldamente ancorata ai vincoli del Patto di stabilita’, da’ immediato sollievo alla Francia che ha annunciato ufficialmente lo sforamento del 3% per quest’anno. Ma per l’Italia non dovrebbe cambiare niente. Nella lettera ai ministri Rehn cita ancora una volta l’Italia come un Paese che ha applicato ”politiche credibili di consolidamento” che hanno ”convinto i mercati determinando un calo dei tassi dal 7,3% di novembre 2011 al 5% di marzo 2012”. Non solo: in Italia, spiegano fonti europee, l’obiettivo del pareggio di bilancio previsto per quest’anno in termini strutturali dovrebbe essere rispettato, ovvero non ci dovrebbero essere scostamenti dalla ultime previsioni economiche di novembre che davano il deficit a 2,1% per il 2013.

Le previsioni del governo lo danno a 1,8%. Ma in un momento di recessione per tutta l’eurozona, e di crescita difficile da riattivare, anche l’Italia, soprattutto con un nuovo governo, potrebbe considerare l’utilita’ di prendersi piu’ tempo per centrare degli obiettivi comunque non facili da rispettare. Le prospettive di crescita del resto non sono confortanti: per il 2013 sia il Fmi che Bankitalia danno il pil a -1%, mentre per il Governo non scendera’ sotto -0,2%.

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