Nel paese della tariffa, “domanda e offerta” contano nulla

di MATTEO CORSINI

“Abolire le tariffe è stato come privare il commerciante della bilancia”. Giuseppe Jogna è presidente consiglio nazionale periti industriali e periti industriali laureati. Commentando la neopartorita riforma delle professioni, Jogna risulta evidentemente contrariato dalla abolizione delle tariffe. Credo, tra l’altro, che prima di considerarle davvero abolite sia meglio aspettare qualche tempo, dato che in Italia non di rado ciò che esce dalla porta rientra dalla finestra. Ad esempio, nel caso debba essere un giudice a stabilire il compenso del professionista, dovrà fare riferimento a parametri fissati in un decreto ministeriale di cui è attesa l’emanazione.

Ciò detto, paragonare la bilancia del commerciante alle tariffe dei professionisti non ha senso. La bilancia serve per pesare una merce, non per stabilire il prezzo unitario di quella merce. Un salumiere, per esempio, usa la bilancia per pesare la quantità di prosciutto o mortadella chiesta dal cliente, ma non per determinarne il prezzo al chilogrammo. Quel prezzo, infatti, lo deve fissare in modo tale da essere competitivo, date le condizioni di mercato in cui opera.

Allo stesso tempo, la tariffa stabilisce un prezzo (minimo e/o massimo) da applicare a una determinata prestazione professionale. Nel caso di un professionista, tipicamente si può ipotizzare che al posto della bilancia sia l’orologio a fornire un supporto per determinare la parcella complessiva. In un mercato concorrenziale, sono la domanda e l’offerta a determinare il prezzo. Una tariffa imposta per legge o regolamento non fa altro che distorcere la concorrenza, escludendo dal mercato i professionisti che sarebbero disposti a lavorare a prezzi inferiori.

Ritenere che senza tariffe non vi siano punti di riferimento è solo un pretesto, dato che ogni giorno sul mercato vengono determinati milioni di prezzi senza che vi sia bisogno di tariffe. Insomma, pare che il caldo ferragostano abbia giocato un brutto scherzo al perito industriale (non so se laureato oppure no) Jogna, la cui dichiarazione è viziata da una grave imperizia.

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