L’Italia non è un paese per giovani, appunti del decadimento

di REDAZIONE

Il volume di Roberto Locatelli, dal titolo “Non è un paese per giovani. Riflessioni e proposte per la politica italiana”, rappresenta lo specchio fedele della situazione politica odierna del nostro Paese.

Lo sguardo di Roberto Locatelli, sempre attento e critico, pone in evidenza, grazie ad una accurata documentazione e a numerosi riferimenti a scritti pubblicati negli ultimi anni, il decadimento culturale e politico che attanaglia il sistema italiano. L’analisi prende in considerazione alcuni aspetti peculiari che possono illuminare i motivi della crisi del presente, attraverso un excursus storico che parte dalle mancate riforme degli anni Ottanta, passa dalle maglie dell’inchiesta di Mani Pulite del famoso pool di magistrati di Milano, conduce al crollo dei partiti politici che avevano contrassegnato i decenni del secondo dopoguerra ed, infine, alla nascita della pseudo Seconda Repubblica.

Appurato che il “male italiano” viene da lontano, Roberto Locatelli evidenzia come, dagli anni Novanta, la situazione politica ha visto un lento deterioramento: sono apparsi partiti personalistici e si è verificato un distacco della politica dalla vita reale dei cittadini ed è apparsa evidente la mancanza di progetti politici concreti che cercassero di sanare le contraddizioni: al contrario, la politica è diventata terreno fertile per imbonitori d’ogni sorta che si sono impadroniti dei settori vitali e, a causa della loro incapacità, hanno provocato il buco della spesa pubblica dovuto a sprechi, utilizzo discutibile del finanziamento pubblico ai partiti, mala gestione, clientelismi e ruberie varie.

Roberto Locatelli propugna un “approccio” stile dottor House: la totale mancanza di meritocrazia, che cede il passo davanti all’appartenenza politica, deprime il valore della classe dirigente e diventa necessario selezionare i soggetti con qualità e personalità per fermare il declino con scelte politiche adeguate.
Da questa disamina emerge l’obbligatorietà di fissare alcune regole alla classe politica e Roberto Locatelli, dopo lo sdegno per le vicende degli ultimi anni, elenca alcuni correttivi che possono frenare il decadimento: eliminare il carrierismo politico e le nomine di comodo; impedire l’entrata in politica da parte di condannati, indagati e rinviati a giudizio dalla magistratura; tagliare gli stipendi da favola, i privilegi, i cumuli di cariche e, infine, dimostrare trasparenza nella vita professionale e politica da parte dei soggetti che si avvicinano all’attività politica.

Roberto Locatelli non si ferma all’inevitabile severa critica davanti all’andazzo della politica italiana, ma è portatore di una proposta politica: il doveroso impegno da parte della collettività per ricreare una classe politica che veda come protagonisti persone oneste e preparate, che siano esempio positivo per la società civile e sappiano eliminare lo scollamento attuale tra “elettori ed eletti”. La cronaca politica non depone certo a favore di un miglioramento della gestione del potere o ad un ritrovato senso di responsabilità seppur la speranza non deve venire meno. Che il proposito di Roberto Locatelli possa avverarsi è auspicio sicuramente condiviso dalla maggioranza. (Prefazione di Massimiliano Del Duca al libro)

AUTORE: Roberto Locatelli; TITOLO: Non è un Paese per giovani-Riflessioni e proposte per la politica italiana; COLLANA: “Koiné” – I libri di Religione, Filosofia, Sociologia, Psicologia, Esoterismo; PAGINE: 58; PREZZO: Euro 8,00

 

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One Comment

  1. se nonostante tutto mr.b prende ancora 1/3 dei voti non c’è speranza…
    il problema è dovuto dagli italiani, e quel che accade è solo responsabilità degli elettori.

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