Paese culla del diritto, o meglio, del delitto. Tranne che non sia “disagio sociale”

di MARCELLO RICCIpolizia

Scorrendo gli annali della cronaca nera e cercando tra i delitti più efferati, si potrà facilmente verificare che le pene comminate a volte (rare) nella misura di 24 o 30 anni di reclusione non sono mai interamente scontate; grazia o buona condotta interrompono la pena e in barba o meglio per merito del provvedimento di clemenza il graziato torna a uccidere o a reiterare gli stessi crimini. Ovviamente non si parla di borseggi , furti, scassi…sono peccati veniali.

Ricordate il feroce delitto di Pietro De Negri ( il ‘canaro’ di Roma)? Assolto in primo grado e andando molto indietro nel tempo (1946) anche un mostro come Rina Forte l’ergastolo non lo scontò … beneficiò della grazia e ciò per dire che il perdono è virtù (o vizio) con radici antiche; a nulla sono serviti i casi di reiterazione dei reati come per Bozzano, Izzo e magna cumitante caterva….

Buona condotta, tutti in libera uscita

Omar e Erica Nardi, Annamaria Franzoni, Carretta, Bilancia, ecc., liberi o in semilibertà per buona condotta o per grazia ricevuta. Paese culla del diritto o meglio del delitto. L’elenco è largamente incompleto, occorrerebbero pagine e pagine…. E’ sufficiente ascoltare le notizie, leggere i giornali per rendersi conto che accade sempre e con maggiore frequenza che condannati perdonati tornino a reiterare gli stessi delitti. Questo per omicidi, stragi…, ma per reati “minori” non c’è il reiterato abuso di grazia… troppo dovrebbe essere impegnato il Presidente…Tranquilli… ci sono alcuni giudici (quando le forze di polizia, che ancora credono nei codici, arrestano) che usano due formule infallibili: disagio sociale e stato di necessità.

 

Vi occupano la casa se vi siete concessi una breve vacanza? Poverini non avevano un tetto! Vi hanno svaligiato l’appartamento? Erano in grave stato di necessità! Allora a cosa servono le prigioni? Servono, servono ,…se vi rubano o vi rapinano e gli sparate andate in galere e ci restate. Il tabaccaio che uccise uno dei due rapinatori, con arma denunciata e con abilitazione a usarla è finito in galera … regolarmente condannato. E’ uno dei molti. E’ logico e giusto…usare la violenza per impedire il diritto di soddisfare il grave stato di necessità è reato molto grave. Un caso? No, molti , ma meglio non parlarne … apologia di reato, ma quale?

Il reato della legittima difesa

E’ reato difendersi! Sic stantibus rebus c’è da riflettere se il perdono cattolico può essere evocato, se forse è più giusto rifarsi alla dottrina luterana o spingersi verso il deprecato islam…. Il male non è mai assoluto e il tagliare le mani ai ladri…e le pene severe contemplate dalla sharia sono barbare? Non serve l’islam, basta avere una concezione calvinista sul perdono e sull’espiazione. L’eccesso di bontà, di perdono senza espiazione e pentimento, è come tutti gli eccessi, un male che si trasforma in concime di ogni disordine, civile, etico, morale. Il permissivismo, il disordine, non consentono alcuna crescita e anche l’attuale crisi economica ha le sue radici nella pretesa dei diritti e nell’oblio dei doveri. La conflittualità è arrivata nella famiglia se tale può chiamarsi l’ambiente dove figli e genitori, reciprocamente a seconda dei casi, arrivano ad uccidersi.

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