Padova, quelle elezioni che spaccano il fronte venetista

di FRANCO MARCOLIN

Il referendum per l’indipendenza del Veneto è un solo colpo in canna. Lo sanno tutti, dai “venetisti” ai leader dei vari movimenti, ai politici: quelli che oggi occupano la sede consiliare di palazzo Ferro Fini, e quelli che si apprestano a concorrere per i prossimi appuntamenti elettorali. Il momento non poteva essere più congeniale, per la causa: a maggio si apriranno le urne per nominare i nuovi rappresentanti europei e contestualmente, in molti comuni del Veneto, i cittadini saranno a chiamati a decidere per il rinnovo delle amministrazioni comunali. E il prossimo anno ci saranno le elezioni regionali. Un momento congeniale, ma difficile: da una parte c’è l’avanzata leghista sul percorso indipendentista, che per Matteo Salvini rappresenta il tappo per il colabrodo padano in Veneto e per gli indipendentisti, invece, una spina nel fianco. Dall’altra ci sono i partiti indipendentisti: un’armata senza arte né parte, più capaci loro dei nazionalisti italiani di gettare all’aria ogni più piccolo e timido consenso verso la causa veneta.

Il motivo è presto spiegato. Anzitutto l’obbiettivo è uno per tutti (sostenere il decorso del 342 in Regione) e loro sono in mille: movimenti culturali, politici, politici europei, politici partitici, politici apartitici, comitati politici e politici partitici, federazioni di comitati e di movimenti, e ogni altra connotazione si sia riusciti a registrare nello statuto fondativo. Con il risultato che neanche chi lavora all’interno di uno di queste organizzazioni riesce ad avere una mappatura chiara di quanti siano e come siano suddivisi. Figuriamoci cosa possa recepire il cittadino che, la sera, li vede per un’ora al massimo in televisione. In secondo luogo hanno la rara capacità di gettarsi, sempre, nella partita più sbagliata. Non c’è ne stato uno, tra quelli che hanno espresso la volontà di correre alle prossime elezioni, che fino alla scorsa settimana non abbia sostenuto la “necessità di buttarsi nella mischia di maggio per creare le basi per le prossime regionali, dando visibilità ai simboli e agli obbiettivi”.

Questo detto, le opzioni erano due: o si correva da soli, o si appoggiava un candidato. Si guardava soprattutto alla scelta del comitato “Noi Veneto”, il cartello che unisce sotto di se i partiti più conosciuti per la causa indipendentista: Veneti Indipendenti, guidati da Luca Azzano Cantarutti, Veneto Stato con Antonio Guardagnini, Futuro Popolare di Stefano Valdegamberi e Liga Veneta Repubblica con Fabrizio Comencini. La piattaforma è nata nei primi giorni di aprile e, da subito, avrebbe dovuto gestire le elezioni comunali a Padova. Il tempo era poco, ma sufficiente per una scelta ragionata; tre le opzioni: o si appoggiava il democratico Ivo Rossi, o Maurizio Saia per Nuovo Centrodestra e Udc, o Massimo Bitonci per Lega Nord, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Fatto salvo l’obbiettivo del sostegno al referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto, agli occhi degli indipendentisti i tre candidati si presentano in modo molto diverso: Ivo Rossi sostiene la sola centralità dello Stato dove “venetismo” è un reato, Maurizio Saia (per chi non lo conosce: nato politicamente in Alleanza Nazionale, è confluito prima nel Popolo della Libertà e poi in Fli di Fini, salvo poi tornare nel Pdl prima di spostarsi, in tempi recenti, in Nuovo Centrodestra) è la derivazione locale dei consiglieri regionali che – sul voto della 342 – hanno espresso netta opposizione, Massimo Bitonci è leghista di area indipendentista (sindaco di Cittadella, è stato il primo ad autorizzare la Festa Dei Veneti all’interno del suo comune, gode di una discreta stima tra i movimenti culturali come Raixe Venete, che hanno sempre trovato in lui massimo sostegno, e – più di tutto – è a favore del referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto). Il risultato è che il comitato non ha preso una decisione, subendo invece quella di Fabrizio Comencini che – da politico di vecchia data – non si è fatto pregare due volte per scendere in campo. Così ai microfoni di Tv7 Triveneto motiva la sua decisione: “Tra i candidati che si presentano nella città di Padova noi abbiamo individuato in Saia una persona capace, un padovano vero che conosce le cose, e i nostri amici militanti della città di Padova mi hanno chiesto di  sostenere questa persona. Gli obbiettivi sono molti, però ne abbiamo individuati alcuni: sicurezza nei quartieri e sicurezza sociale, come l’immigrazione, da governare con solidarietà senza falso pietismo”. E sul referendum dirà, ad altre testate, che “Saia si è impegnato a sostenere il voto di sostegno da parte del comune di Padova”. C’è da credergli: non solo il partito di Saia non condivide questo come obbiettivo ma, non è un’opinione, le reali possibilità di fare eleggere anche un solo consigliere della LVR sono praticamente pari a zero (la colazione tutta è data al 2 percento, con conseguenti remote possibilità di rappresentanza effettiva in Consiglio).

All’interno di un ragionamento allargato in vista anche delle regionali, la scelta più naturale cadeva su Massimo Bitonci che, anche se leghista, è nelle intenzioni e nel profilo indipendentista, il miglior candidato per rappresentare le istanze venetiste: una collaborazione con lui avrebbe portato certamente all’approvazione del sostegno della 342 e, non indifferente, avrebbe consumato quella che potremmo definire come una prova di convivenza in vista delle prossime regionali. E invece no: non solo chi non prende una decisione crea un danno di visibilità a se stesso e alla causa, ma chi invece si schiera lo fa dalla parte più sbagliata. Un fallimento, praticamente, da ogni parte lo si voglia guardare.

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18 Comments

  1. El Doge says:

    Commencini, bel personaggio…già una volta ha tradito il progetto per l’indipendenza del Veneto, solo per ambision personai…adesso chissa cosa gli avrà promesso saia, na bea Caregona in Comune….queste sono le persone che continuano a fare del Male al Veneto…Bitonci è l’unico candidato per il Comune di Padova, con Esperienza e Veramente INDIPENDENTISTA……Veneti!! continuemo a farse del MAE!!…e roma ride!!….W San Marco e fora i traditori del Veneto!!!

  2. Luigi Cifra says:

    A Padova l’unico candidato valido per le nostre idee è solo BITONCI!!!! Gli indipendentisti che appoggiano uno del MSI-AN ecc. sono RIDICOLI!!!!

    E comunque uno che appoggiava FINI è da scartare a priori!!!!

  3. Bortolo says:

    Ma è così importante l’elezione di un sindaco di un comune italiano? E in che modo potrà mai un sindaco, che giura fedeltà alla repubblica una e indivisibile, e non al bene dei suoi concittadini, essere in qualche modo di aiuto alla Causa? E cosa mai potrà fare all’interno di un quadro normativo e giuridico, degno di uno stato da quinto mondo, che lo obbliga a fare il gabelliere per roma?
    E poi vorrei tanto sapere cosa cazzo c’entra comencini con l’indipendenza delle terre di San Marco. Mi piacerebbe che tutti si ricordassero i suoi trascorsi in lega e di quanto ha fatto in regione e a verona. Il 21 marzo a Treviso ha fatto capolino in piazza dei Signori, ma, appena l’hanno visto, alcune persone, forse bene informate, hanno cominciato ad urlargli alcuni epiteti, fra cui il più gentile era “ladro”, e lui se n’è subito andato via per non farsi più vedere (coda di paglia?)

  4. stefano says:

    Saia ha detto di voler fare il sindaco di Padova, non di Roma.
    Poi, ha sposato la causa indipendentista dei movimenti venetisti con i quali ha accettato, ripeto ha accettato, di allearsi.
    Bitonci paga la deriva tosiana della lega!

  5. MARCO PERIN says:

    QUANTE BALLE SCRIVE QUEL GIORNALISTA. FRONTE INDIPENDENTISTA? COSA NE PENSA FLAVIO TOSI SEGRETARIO DELLA LEGA NORD VENETO DELL’INDIPENDENZA’? cosa c’entrano le elezioni amministrative di Padova con la battaglia referendaria? e perché la Lega Nord di Padova non si chiede perché è successo che 2 MOVIMENTI INDIPENDENTISTI – Liga Veneta e Prima il Veneto della Goisis – si sono schierati con Saia? Perchè non hanno il coraggio di dire la verità e cioè che all’inizio hanno risposto con scerno a chi chiedeva di apparentarsi con loro? ora sono preoccupati? ma se è vero quello che dice il giornalista di Bitonci: Saia al 2%, non deve preoccuparsi ha già vinto! UN CONSIGLIO AL L’AMICO BITONCI ( che resta un BUON venetista anche se in camicia verde): ” CAMBIA ADETTO STAMPA E SARAI PIU’ FORTE.

  6. sergio says:

    Capisco solo che il pd +ncd (nuova camorra democristiana) non appoggeranno mai il referendum veneto .
    Comunque non rimane che appoggiare bitonci .

  7. alessandroprimo says:

    I partiti indipendentisti che sostengono il candidato saia che dell indipendenza non ne vuol sapere sono proprio dei grandi coglioni

  8. lagodiseo says:

    Ma non è ora di finirla di fare la guerra alla Lega Nord? Possibile che non si riesca a trovare un accordo quando ci sono le elezioni? Che senso ha votare per minuscoli partiti che non hanno alcuna possibilità di eleggere alcuno? Dopo di che, nello specifico, visto che si possono esprimere le preferenze, la mia a Tosi mai, ma a Salvini o, per esempio, a Mara Bizzotto, sempre!

  9. Trasea Peto says:

    Avevano ragione i veneziani a proibire i partiti. I veneti danno il meglio da soli, in proprio. Un idea ogni persona, un cervello ogni persona. Dall’insieme delle idee deve nascere qualcosa e non da un idea dove tutti dovrebbero adeguarsi.

    • Rustego Piovan da Molin says:

      Finalmen calchidun’altri che lo dixe! Tuxi, la poìtega fa MAL al popolo, cogna ver idee, no ideologie. Le ideologie le xe i boja de i sarvèi lìbari e pensanti! Democrasia Direta, no “raprexentativa”!!!

  10. paolo says:

    L’unico modo, e non penso d’esser l’unico, e che Zaia debba mettersi davanti e prender coraggio finalmente per radunare e riconpattare le file dell’indipendentismo un insieme di tutte le associazioni con la propria identità ma tutti uniti per lomstesso obiettivo, l’indipendenza..la libertà. Solo allora con in mano un progetto per il nuovo veneto. Alla fine è la proposta che fece morosin poco tempo fa,tutti i leader dei vari movimenti uno affianco dell’altro ma sono sicuro che verrà mandata alle ortiche ognuno vuole esser il nuovo messia, nessuno che abbia l’umiltà di fare un passo indietro per il bene della nostra terra. Mi si può dire ma il referndum e già fatto devono appoggiare la nuova repubblica proclamata da plebiscito.EU ma dove sono i report?dopo una settimana/due doveva esserci lo short report e dopo un mese circa qeullo definitivo…è passato ormai un mese…l’unica fiducia che ormai ripongo e verso il movimento di Trieste libera, tutti gli altri fintanto che non ricompatteranno le Fila darò poco peso, seppur con l’amaro in bocca…
    Che san Marco ci dia la sveglia per assestare il colpo definitivo.

    • Michele De Vecchi says:

      Il comitato di controllori internazionali che sta svolgendo le verifiche dei voti pervenuti al referendum di Plebiscito.eu è un organo indipendente da Plebiscito.eu stesso; né Plebiscito.eu né il consiglio dei X possono imporre al suddetto comitato tempi e modi di lavoro.

      Perciò, una volta per tutte, smettiamola di continuare ad andare contro a Plebiscito.eu perché ci sta mettendo un sacco di tempo a mostrare i risultati dei controlli; l’unica cosa che può fare Plebiscito.eu è aspettare, come tutti gli altri.

      Nel frattempo considera buoni i propri risultati e continua per la sua strada; non sta a Plebiscito.eu dimostrare che i risultati sono validi; sta a chi fa i controlli verificarne la correttezza.

      • Paolo says:

        Non voglio andare contro di loro, ne contro nessun’altra associazione/partito etc.. ho chiesto visto che le date che erano state annunciate erano una/due settimane per lo short e un mese per quello definitivo, chiedevo solo news visto che in internet poco si trova.
        da poco mi sono avvicinato all’indipendentismo seppur che ho sempre sentito dentro di una forte ingiustizia per la mia terra. quando arrestarono quei 25 patrioti pensai una cosa, oltre che al dispiacere per le loro incarcerazioni ingiuste, dissi finalmente capiranno che il nemico non lo dobbiamo trovare tra di noi mettendoci i bastoni tra le ruote criticando il lavoro o le strade intraprese di altre associazioni/comitati…ma dobbiamo farci forza nella nostra pluralità di idee e che dobbiamo iniziare ad agire di comune accordo stando però nelle diversità. Questo però non sono capace di vederlo.
        Aspetterò in silenzio, mi scuso se è parso che andassi contro plebiscito.eu seppur la mia fosse una mera richiesta di notizie. Grazie ancora per il vostro lavoro

  11. Boniver says:

    Io a Padova avrei votato Bitonci x il suo aperto e pubblico sostengo alla 342

    Le scelte di Comencini sono quasi sempre comprate in cambio di qualche promessa di carega

    (ma anche uno sgabellino gli basta :))

  12. BdG says:

    Quanto successo a Padova è un segno evidente che le varie anime indipendentistiche non amano coalizzarsi,dove vi sono troppi galli nello stesso pollaio,alla fine si finisce col beccarsi a vicenda e buttare a mare anche le migliori intenzioni. La storia Veneta insegna che la Lega Nord sia stata il coperchio sulla pentola dell’indipendentismo, anche se in essa militano persone Indipendenti a tutto tondo come Bitonci o il suo successore Pan,ma una parte di responsabilità va anche a questi gruppi Indipendentistici ognuno con una propria sigla,ognuno con il proprio capetto, dove ognuno guarda al proprio orticello.
    Credo questa consapevolezza sia insita in ciascuno dei gruppi indipendentistici,ma nessuno che voglia fare un passo indietro per fare due passi avanti alla causa indipendentista.
    L’unica forza che si discosta totalmente da questo sistema è Plebiscito.eu che ha imboccato una strada diversa ed è fortemente motivata a percorrerla fino in fondo anche senza cercare l’appoggio di altri gruppi.
    All’orizzonte vi è un’unica importante opportunità,per riunire tutti in un unico obbiettivo ovvero l’Indipendenza del Veneto ed è l’Assemblea Costituente a Castelbrando.
    Coloro che credono d’avere lo spirito indipendentistico nel proprio animo farebbero bene a parteciparvi,gli altri quelli che pensano alla propria cadrega o che pensano di continuare a fare i Leader alla propria maniera, o di mettere l freno al treno che è già partito,è meglio che se ne stiano comodi a casa.
    L’unione degli intenti e delle forze,non deve essere un approdo ne un attracco ma una partenza per coloro che sono animati di buona e sana volontà,certi Leader del passato, che rappresentano solo se stessi,sono derelitti,meglio quindi che guadino il fiume senza cercare di ripescarli,rappresentano semmai una zavorra oltre che un ostacolo.
    Chi vuole intendere,intenda.

  13. Giovanni says:

    Sono completamente d’accordo! Le liste Prima il Veneto” e “Liga Veneta” a sostegno di Saia!?? Scherziamo!? È una vergogna! Sicurezza?? Ma l’NCD NON è il partito di Alfano? Quello che accoglie e da 36€ al giorno ai clandestini!?? Qui siamo PALESEMENTE di fronte non ad una alleanza, ma ad una “NON ALLEANZA” con Bitonci fatta solo per vendetta/rivendicazioni personali! Complimenti! Così andremo molto lontani

  14. Comitato appena nato e soffocato nella culla, cosa prevedibile per chi conosce certi ambienti.

    Manca un leader riconosciuto da tutti ed un progetto politico vero, che vada oltre l’indipendenza.

  15. Breenhin says:

    Ma quello in fotografia é Flavio Tosi in campagna elettorale sull’Adige?

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