A Padenghe la “Confederazione Indipendentista” prende tempo

di MAURO MONIGA

Il 30 novembre verrà fatto il punto della situazione, non oltre. Se per allora, i movimenti che si sono ritrovati a Padenghe riusciranno a convincerne altri ad aderire al progetto comune, verrà fissata una nuova riunione in cui continueranno a discutere su come organizzarsi in vista delle elezioni europee del 2014.

Con questa decisione s’è chiuso il secondo appuntamento dei primi partecipanti alla “tavola rotonda” organizzata dal Movimento Libertario sul lago di Garda, tra i quali s’è aggiunta la “Associazione Gianfranco Miglio”. Sabato scorso, all’ordine del giorno c’era proprio l’idea di capire se – in vista della scadenza elettorale continentale – si potesse dar vita ad una organizzazione comune, sotto un unico simbolo, che dovrebbe rappresentare la “Confederazione Indipendentista”, così la denominazione ufficiosa che si sono dati per ora.

Prima di investire tempo e denaro in atti costitutivi, oltre a tutto ciò che comporta il dar vita ad una “associazione politica”, tutti i presenti si son dimostrati concordi nel verificare se c’è la possibilità di aumentare la massa critica dei partecipanti alla confederazione, oggi fermi a nove elementi. L’intenzione è quella di capire se ognuno dei presenti sarà in grado di aggregare almeno un altro soggetto politico della propria regione.

Oltre a questo, s’è abbozzata l’idea di uno statuto in grado di fungere da piattaforma politica, in cui i punti del programma siano affermazioni di principio condivise da tutti e che non intralcino l’azione politica dei singoli movimenti sul loro territorio. Fra queste, l’affermare senza se e senza ma il “principio di autodeterminazione”, “la salvaguardia del territorio”, “la limitazione del potere governativo e la difesa delle libertà individuali”, “la riduzione delle pretese fiscali” e il “no secco alla creazione di un super-Stato europeo”.

In chiusura, sono state abbozzate un paio di iniziative clamorose da realizzarsi in comune, ma tutto ciò rimane subordinato alla scadenza di novembre, entro la quale sarà doveroso verificare se la “Confederazione degli Indipendentisti” sarà in grado di avvicinare altri gruppi interessati. Una missione che deve superare le solite difficoltà, ovvero la parcellizzazione e i pregiudizi di taluni rispetto a talaltri.

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5 Comments

  1. paolo cintolesi says:

    Vi chiedo, e scusatemi, come mai c’è paura di far eleggere dei rappresentanti al Parlamento che potrebbero far presente le giuste esigenze dei territori, dando così risalto a livello nazionale. Forse non vi fidate perché sarebbero fagogitati da Roma caput mundi della corruzione?

  2. ingenuo39 says:

    Bello, non ho capito, ma bello ugualmente. Ho sentito solo un bel numero di belle parole e basta! A quando i fatti? Grazie

  3. Teresa Micheli. says:

    Nessuna candidatura a Roma,noi abbiamo a cuore far sentire la voce indipendentista e far valere il principio di autodeterminazione in Europa e piu’ siamo e meglio e’!

  4. Meglio pensare all’indipendenza piuttosto che cercare voti per elezioni centraliste.
    L’unica strategia valida per le prossime elezioni è l’annullamento della scheda elettorale.

    • Franco says:

      Infatti si pensa alle prossime europee,non passa neanche per l’anticamera del cervello partecipare alle prossime “politiche romanocentriche”.

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