PADANIA PERDUTA, CHE NE SARA’ DELLA LEGA DOPO BOSSI?

di REDAZIONE

Dalle vittorie in Veneto e in Piemonte, con l’elezione di Luca Zaia e Roberto Cota, alla debacle delle scorse amministrative. La giornalista milanese, Cristina Giudici, ha raccolto in un volume, dal titolo ‘Padania perduta, che ne sara’ della Lega dopo Bossi?’, gli articoli e le analisi scritte negli ultimi due anni in cui ha seguito i percorsi della Lega Nord per ‘Il Foglio’ e ‘Panorama’. Ne esce una cronologia puntuale delle fasi che hanno attraversato il movimento, messo duramente alla prova dalla dicotomia ‘di lotta’ e ‘di governo’ soprattutto negli ultimi mesi con Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi.

L’autrice, che ha scritto anche di ‘Leghiste’, libro sul ruolo delle donne nel Carroccio, registra  l’evoluzione delle frizioni interne al partito e descrive il difficile “travaglio” che portera’ al passo indietro di Umberto Bossi. “Andra’ a finire cosi’ (forse)”, scrive nella prefazione, “Che la Lega Nord, orfana del senatur, per oltre vent’anni chiamato il ‘capo’ da tutti i leghisti, leader indiscusso e indiscutibile – quasi fosse un assioma piu’ che una persona -, ora deve trasformarsi per non disperdere il proprio patrimonio politico”. In questa trasformazione, continua, “(forse)” Roberto Maroni diventera’ segretario federale. Ma cio’ che l’autrice vede con certezza e’ la “perdita del mito della Padania”, in cambio di un ritorno al progetto originario delle macroregioni di Gianfranco Miglio e all’idea, cara a Maroni, di un “partito egemone del Nord” sul modello della Csu bavarese.

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21 Comments

  1. Miki says:

    Direi che aveva ragione!

  2. oppio 49 says:

    il progresso in qualsiasi campo è sempre stato frutto di un sogno… a maggior ragione nella ricerca e nel desiderio di libertà il sogno è importante…. se si è realizzata quella minchiata del comunismo (sogno di marx), vuoi non realizzare il nostro sogno d’indipendenza? …. pazienza che i sogni si avverano (e mariomorti ci da una mano insieme al nullafacente napoletano)

  3. Gianni says:

    Dopo il grande Bossi , non cambia nulla, avevamo un sogno, continuamo ad avere un sogno, verra portato avanti con altre persone, magari otteniamo quello che sogniamo

  4. Gianni says:

    La padania esiste, esiste nel cuore di chi vuole la propia identita, la propia cultura, le tradizioni secolari che le genti vissute in quel territorio hanno prodotto,ora mi auguro che la gente che vive in padania si documenti, oppure impari ha rispettare le culture altui.

  5. Andrea tricolore says:

    La padania non esiste

  6. Arcadico says:

    A me pare che la Lega di Bossi non esista più già da un decennio e cioè dalla sua malattia in avanti!

    E che quella che abbiamo vissuto sia solo una proiezione mentale di quello che avremmo voluto che fosse e cioè un movimento a difesa dei piccoli e a tutela del nord produttivo!

    Ora appurato che così non è stato e che la base è stata volutamente e scientemente esautorata (un’orpello fastidioso) non rimane altro da fare che stare a guardare la continue disfatte elettorali prevedibili: la base non perdona!!

    Per ritornare credibili occorre la politica del fare ma stando all’opposizione in un angolino sarà difficile poterla attualizzare!!

    Ergo non sarebbe meglio metterci una pietra sopra e pensare a qualcosa di più pratico e meno poltronificante!!

  7. Ferruccio says:

    Come disse Bossi nella Pontida fatta a Novembre dell’anno 1995(sotto un tendone causa maltempo )

    Se fossimo rimasti al governo con Berluskaiser avremmo rischiato di fare la fine del Partito Repubblicano…

    Ebbene dopo 17 anni e dopo essere stati al governo per 8 con Berluskaiser negli ultimi 10, si stà avvera il tutto …..

    La Lega Nord ha imboccato la strada per fare la fine del Partito Repubblicano Italano

  8. Giorgio Milanta says:

    Forse questa signorina confonde la Padania con la Lega Nord.
    Gianfranco Miglio parlava di Padania, riferendosi a una delle tre macroregioni.

    La Padania non è un mito ma una realtà, in tutti i suoi aspetti, positivi e negativi. A prescindere a ciò che i padani dicono e fanno.

  9. lory says:

    il fallimento della lega è stato totale! è giuso che sparisca !
    la maggioranza dei capi si sono dimostrati avidi di posti e di denaro, altro che combattere li sprechi (la gallina dalle uova d’oro) hanno goduto anche loro di privilegi è non ne eliminato neanche uno, vergogna !

  10. Roberto Porcù says:

    Che ne sarà piuttosto dei ladroni della Lega senza l’ombrello della Padania ?

  11. Salvo says:

    La lega e la Padania saranno solo un triste ricordo…che rimarrà nelle menti di quei quattro lobotomizzati che ci hanno creduto e continueranno a credere ad A. da Giussano e tutte le altre fesserie….

  12. Lucafly says:

    La Lega con Bossi deve Sparire per ovvie ragioni la prima frà tutte è che la lega rappresenta Roma e questo fa male per un nuovo progetto di indipendenza,la Storia ci insegna che dopo il caos viene la tranquillita e solo allora si potra ripartire con un nuovo progetto e uomini nuovi (che ce ne sono a bizzeffe) forse solo allora potremo dire di essere un popolo libero.
    Amen

  13. Partito egemone?
    Se si realizza, è proprio vero che morirò democristiano.

  14. Daniele Roscia says:

    Lombardia e Veneto devono puntare verso una soluzione di due Stati indipendenti, marciando insieme, come hanno fatto i Paesi Baltici, per l’indipendenza totale. Se l’Europa supererà questa crisi complessa ed estesa, dovrà procedere verso un’ integrazione fiscale e politica dell’intera area: solo allora le pulsioni nazionaliste degli stati nazionali attuali verranno assorbite da una dimensione politica nuova: non sara’ piu Roma al centro del potere statale, ma Bruxelles, Berlino e Parigi. I territori si confronteranno e dovranno mediare con tutti i popoli europei, scrollandosi di dosso la famigerata solidarietà italiota: Lombardia e Veneto mantengono tutti. Qualora invece l’Europa si disintegrasse, si ritornerebbe al vecchio refrain: il settentrionale lavora e produce, il resto consuma e spende in nome della solidarietà tutta italiota. L’Europa dei popoli e’ tutta da definire, cambierebbe i fondamentali che regolano i rapporti oggi, degli stati nazionali destinati alla liquidazione. Se l’Italia invece uscisse dal sistema Europeo le miti e pavide popolazioni lombarde venete costituiranno i loro liberi e indipendenti stati, David Hume, il mio filosofo preferito, mi ha insegnato e mi ricorda sempre che, le convenienze economiche guidano piu’ dei principi l’agire dell’uomo, sia esso singolo o espressione della collettività.

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