Un successo a Belluno la riunione per l’indipendenza del Veneto

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il ghiaccio è rotto! E’ stata molto chiara e positiva la risposta  del pubblico al richiamo delle tesi presentate  durante il primo incontro bellunese con i vertici dell’indipendentismo veneto avv. Azzano Cantarutti, avv. Morosin e prof. Pizzati. I relatori, invitati dal PAB (Prov. Autonoma Belluno), hanno sottolineato i vantaggi dell’indipendenza per il popolo veneto e per la sua economia, chiarendo, se ancora ce ne fosse stato bisogno, come l’unica via per rendere possibile la Regione Dolomiti e della sua autonomia sia quella tracciata dalla richiesta di referendum che scioglierà  il Veneto dai legami con Roma, (capitale di uno stato che sinora si è dimostrato incapace di ascoltare e realizzare le istanze del nostro territorio).

Alla presenza di cittadini, professionisti ed imprenditori, ma anche del consigliere regionale Dario Bond, del Sindaco di Castellavazzo Franco Roccon e del Vice Sindaco di Limana Giovanni Puppato, nonché delle ampie rappresentanze della Lega Nord provinciale (in primis il segretario Diego Vello) e della LID ed ovviamente del PAB, il prof Pizzati durante il proprio intervento, ha dato in anteprima a Belluno la notizia di aver ricevuto direttamente dal presidente della Commissione Europea  J.Barroso una lettera in cui quest’ultimo comunicava, dopo averne giorni fa dichiarato informalmente l’ammissibilità, il proprio sostegno ad una eventuale presentazione di referendum veneto.

La realizzabilità e l’indicazione del percorso indipendentista sono state lucidamente e con competenza illustrate durante il convegno ed ora, in previsione dei passaggi politici da fare, saranno attivate le forme di collaborazione necessaria per allineare la nostra provincia al livello di organizzazione degli altri territori veneti più avanti di noi nella promozione della proposta.

*Paolo Bampo

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

12 Comments

  1. alberto says:

    ho letto alcune “lezioni” di storia totalmente sbagliate o incomplete.
    1) sign Culitto, il problema del sud non è stato tanto il ratto dei sabaudi (che c’è stato ma è stato debellato dalla propaganda agiografica fascista), quanto il voto di scambio. creare statali e lavori completamente tagliati fuori dal mercato, ha creato la situazione attuale. soluzione? tagliare tutti gli statali e agevolare i privati. se il sud ce la fa è un bene e mi farà piacere. stop. il resto sono solo chiacchiere di due secoli or sono.
    2) sig.re Caterina e Marta, il veneto si è arricchito grazie alla vicinanza di austria e germania. avendo all’epoca la lira e data l’assenza della “cina rampante”, si riusciva ad esportare e fare grandi quantità di surplus. con l’euro e la concorrenza sleale cinese (e non solo), le aziende venete stanno chiudendo e l’economia arretrerà sempre di più come nel resto d’europa (eccetto i paesi che producono alta tecnologia a grande scala come fa la germania).
    3) condizione FONDAMENTALE per l’indipendenza veneta, è che le aziende, le banche e le assicurazioni venete non entrino nel mercato interno italiano o lo facciano come tutte le altre nazioni estere. io non sono veneto e voglio che il mio mercato interno sia tutelato dall’eccessiva presenza veneta. cio’ detto: auguro a tutti i veneti di essere felici in quella che riterranno la loro patria e mi auguro anche un rapporto di buon vicinato.

    • Marta says:

      Grazie della lezione di storia, molto interessante, fatto stà che non mi sembra di avere fatto particolari lezioni di storia, che il Veneto dopo le occupazioni francesi, austriache ee italiane sia stato ridotto male anzi no molto peggio di malissimo è una realtà storica dimostrata anche dalla grandissima emigrazione veneta in quel periodo. Per il resto spero solo che almeno tu non sia Trentino (sono allergica a tutte le regioni e province autonome che si tengono senza dare e in più prendono molto più delle altre), spero vivamente che il Veneto indipendente non vi crei troppo fastidio nel vostro mercato interno. Se invece sei lombardo o emiliano si vedrà che mercato interno avrete. Tanti Auguri

  2. Culitto Salvatore says:

    devo dissentire su due punti,
    1 è un successo, una lettera di sostegno da parte di un politico è di tutto tranne che un successo, è solo una promessa e i politici hanno fatto le loro fortune sul non rispettare le proprie promesse
    2 uno stato che è stato incapace di ascoltare e realizzare le istanze del territorio, su questo punto in parte non concordo, il recente passato eil presente sono sicuramente tali i termini dello stato, non ha fatto molto per il veneto, dal 1860 al 1990 lo stato italiano ha portato il veneto da cesso della penisola e del sud europa a regione altamente industrializzata e produttiva non solo d’italia ma anche della stessa europa, beh scusate se è poco (credevate di aver fatto tutto voi da soli? i soldi non crescono sugli alberi e 4 gatti non fanno economia se non sono finanziati) mi sembra anche evidente che dopo aver dato tanto oltre ad essere difficile dare ancora tanto direi che è anche il turno delle altre regioni che hanno pagato e sovvenzionato lo sviluppo di alcune regioni italiane veneto in primis, ma tanto visto che tale investimento nelle altre regioni non avverrà fate bene a lagnarvi, tolgono a voi per non dare a nessuno (o meglio per dare a loro stessi)

    • Marta says:

      Scusa, francamente non si può dire che il meridione in 150 anni non sia mai stato aiutato, la differenza stà in come hanno utilizzato i soldi che gli sono stati dati i veneti e i meridinali. Dai su siamo onesti e seri, è vero che il Veneto \dopo gli austriaci era messo male, fatto stà però che ha usato le risorse bene

    • caterina says:

      non so da chi la impari Lei la storia…
      Il Veneto, dopo l’annessione nel regno d’italia, ha conosciuto l’emigrazione più alta percentualmente di tutto il resto dell’italia unita, superando anche l’ex regno Due Sicilie, e in seguito, per le ambizioni e l’incapacità dei Savoia, subì la devastazione di due guerre mondiali essendone il teatro cruciale di scontri; divenne poi l’avamposto della guerra fredda con occupazione del suo territorio da parte delle forze militari del cosiddetto occidente.
      Ma la laboriosità dei sopravvissuti mai succubi di uno stato estraneo (non era infatti nella loro ispirazione diventare statali!), e la buona nomea che ebbero in tutto il mondo per gli emigrati ovunque si installassero, che fossero operaie o a servizio, come capitò a tante donne in Svizzera o addirittura nel borioso statalizzato Sud, o nelle bonifiche di terre malariche o nelle miniere dell’Europa o nelle attività produttive e imprenditoriali delle Americhe, fece riemergere i Veneti nel Veneto stesso che è la loro Patria, sognata anche quando erano lontani.
      Ora, prima che muoia un’altra volta per scelte romane che non gli appartengono, vorrebbero portarla all’INDIPENDENZA… e, come è nel diritto di ogni popolo,
      si adoperano finalmente per raggiungere l’obiettivo.

    • Carla says:

      La penso come Caterina e Marta.
      Credo che lei sig. Culitto oltre che falsificare spudoratamente la storia, insozzi i decenni di sacrifici delle regioni del Nord specie Veneto e Lombardia che pagano per gli sprechi del Sud con la complicità di una politica corrotta e omertosa che non è certamente tipica meneghina o serenissima.

  3. Roberto Porcù says:

    E’ fatta !
    E’ da tanto di quel tempo che “è fatta” che sarebbe ora di azionare lo sciacquone.
    A prescindere che non credo possibile una indipendenza del Veneto per benevola accondiscendenza e che quindi con convegni e referendum non la si otterrà mai, io vorrei sapere cosa intendono i movimenti indipendentisti con “indipendenza” o con “autonomia”.
    Il mio sentore è che la volontà sia di scopiazzare in piccolo il modus operandi dell’Italia con tanti più quattrini da gestire in mano ai politici locali.
    Se è così, correggetemi se sbaglio, la mia opinione da Cittadino è “Francia o Spagna purché se magna”.

    • caterina says:

      credo che si sbagli se fosse venuto anche Lei a Treviso il 29 scorso se ne sarebbe reso conto che finalmente si è imboccata la strada giusta, documenti alla mano sulla base dei quali il consiglio regionale non ha potuto che deliberare per l’autodeterminazione, ma basta che si documenti sui sito di indipendenza veneta e ne potrà seguire il percorso come ora faremo in tanti e…sempre più.
      Il motto “Veneto è chi Veneto fa” non esclude nessuno che è nel Veneto, come è nella tradizione, dalla Serenissima in poi…

  4. caterina says:

    ora mi sento più tranquilla… anche il mitico mio Cadore, patria delle Regole che ne sancivano da sempre una gestione autonoma, ritrova finalmente lo sbocco della sua naturale alleanza con Venezia, la Serenissima… è una bella notizia che abbia accolto con entusiasmo i promotori di questo grande movimento verso l’INDIPENDENZA!

  5. Alberto Pento says:

    Non saria mal ke se podese darghe na ociada al testo de sta metega letara de Baroxo,

Leave a Comment