Orzinuovi, Epis: quel velo… caritatevole che non cura il male

epis«Le manifestazioni di solidarietà e cordoglio per le vittime sono importantissime e sono un atto dovuto. Perciò è sconcertante che l’amministrazione comunale “democratica” sia riuscita a strumentalizzare anche queste al fine di propinare agli orceani i suoi deplorevoli intenti politici, che ormai sembrano delinearsi come un disegno per portare a Orzinuovi sempre più immigrati»

Così Federica Epis, segretario cittadino del Carroccio, replica alle dichiarazioni del sindaco Andrea Ratti, rilasciate a margine della fiaccolata tenutasi mercoledì sera e diffuse da TeleOrzi: “Non vogliamo star chiusi nelle nostre paure… Il terrorismo non ci fa paura e con l’unità, l’amore e l’accoglienza riusciremo a vincere anche questa battaglia”.

«Non è davvero possibile che alle colte menti degli amministratori comunali sfugga la lampante verità – spiega Epis – e cioè che sono proprio l’immigrazione e l’accoglienza buonista e indiscriminata ad aver alimentato la presenza massiccia di straneri, spesso islamici, che oggi si trovano sul nostro territorio e che spesso, dopo molte generazioni, nutrono ancora un senso di rabbia e di rivalsa».

«Probabilmente – continua il segretario – avevano bisogno di ammantare con un velo caritatevole ciò che gli orceani proprio non vogliono digerire, il fatto cioè che a giorni ben cinque o sei clandestini presunti profughi verranno portati in paese, saranno vestiti, alloggiati, nutriti e stipendiati con soldi pubblici. Mi chiedo oltretutto cosa diranno gli orceani in difficoltà vedendo questa ingiustizia».

«Per essere davvero uniti contro il terrorismo occorre piuttosto controllare a tappeto tutte le situazioni a rischio e mandare via coloro che non si comportano bene, altro che accoglierli! Se invece ci portate in casa gli stranieri, gli date le case e gli fate fare le moschee abusive – conclude Epis –poi non potete pretendere che i cittadini vi applaudano solo perché avete acceso un lumino di cordoglio. Fate la figura degli ipocriti e ve la meritate anche».

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