Orrori politici a reti unificate. La lezione di Ricolfi

di Stefania Piazzo – Se dovessimo chiedere a qualsiasi cittadino in coda al supermercato quanti decreti siano stati emessi tra governo, regioni e comuni negli ultimi venti giorni, sfido chiunque a indovinare al primo colpo il numero giusto. In principio furono Codogno e Vo’ Euganeo. Poi arrivò la bozza maledetta dell’esodo sabato 7 marzo. Il resto ormai ce lo facciamo scorrere via.
Ora l’Italia sale in cattedra e dice ai paesi esteri in ritardo di contagio di seguire il nostro esempio. E magari di evitare gli errori che abbiamo e stiamo subendo. In effetti l’esempio lo hanno appreso bene. Tutti in ritardo, tutti a sottovalutare la catastrofe.
C’è un pezzo di Luca Ricolfi apparso sul Messaggero il lontanissimo 5 marzo scorso, in pratica un’era geovirale fa, in cui si mettono in fila, prima ancora che arrivasse il primo stop in Lombardia, che portò alla fuga di massa in stazione, gli errori della politica.

Il pezzo è rimasto non solo fermo a Roma, ma neppure mai condiviso dai politici che non hanno l’abitudine di leggere. Sanno già tutto, e si vede.
Che scriveva l’autore del Sacco del Nord?
Parecchie cose interessanti per le orecchie di un padano.
“Non ho molti dubbi sul fatto che gli storici del futuro avranno molto da dire sulle responsabilità del governo Conte in questo cruciale mese di febbraio.
E’ molto verosimile che, quando la distanza temporale degli eventi avrà reso gli animi più distaccati e le menti più lucide, alla mediocre classe dirigente che ha gestito questa crisi verranno imputati tre errori fatali, dislocati più o meno a una settimana di distanza l’uno dall’altro”.

Ed ecco l’elenco dei tre comandamenti dell’impetuosa incompetenza e saccenza politica.
“Errore 1: aver sottovalutato, nonostante le avvertenze degli esperti (il primo allarme di Roberto Burioni è dell’8 gennaio, ben due mesi fa), la gravità della minaccia dell’epidemia di coronavirus, non solo respingendo la linea rigorista dei governatori del Nord, ma tentando di approfittare politicamente delle circostanze: un’emergenza sanitaria è stata trattata come un’emergenza democratica, come se la posta in gioco fosse l’antirazzismo e non la salute degli italiani (il medesimo Burioni, per le sue proposte di quarantena, è stato accusato di fascio-leghismo)”.
Una domanda però qui va posta. Perché i governatori non hanno da subito imboccato la linea della fermezza? Fontana sabato sera 21 marzo ha anticipato Conte di qualche ora. Poteva farlo di qualche settimana….

“Errore 2: aver rinunciato, quando la misura sarebbe stata ancora efficace, a una campagna massiccia di tamponi, per la paura di danneggiare l’immagine dell’Italia all’estero”. Il problema era anche recuperare il materiale, con una sanità straziata dai tagli che i governatori del Nprd hanno abbondantemente assecondato in questi decenni. E al Nord governava il centrodestra.

“Errore 3: aver insistito per giorni sulla necessità di far ripartire l’economia, come se questo obiettivo – se perseguito nel momento di massima espansione dell’epidemia – non avesse l’effetto di facilitare il contagio.
Non so se, in queste ore, il governo correggerà la rotta, e in che misura eventualmente lo farà. Ma penso di poter dire, sulla base dell’evidenza statistica disponibile, che non essere intervenuti drasticamente e subito avrà un costo enorme in termini di vite umane, prima ancora che in termini di ricchezza”.

E questo lo vediamo nel bollettino della Protezione civile.

Poi Ricolfi si dà alla statistica e ai numeri, che sono il suo forte.

“Il numero di persone già contagiate è molto più ampio del numero di positivi, e il numero di morti raddoppia ogni 48 ore senza, per ora, mostrare alcun segno di rallentamento. Il tasso di propagazione dell’epidemia, il famigerato R0, è tuttora largamente superiore a 2, probabilmente prossimo a 5 contagiati per infetto. Se, come molti esperti considerano possibile, il virus dovesse raggiungere anche solo il 20% della popolazione (12 milioni di persone), i morti non sarebbero il 3% (circa 360 mila) ma almeno il triplo o il quadruplo, ovvero 1 milione o più. In quel caso, infatti, i posti di terapia intensiva necessari per salvare i pazienti gravi non sarebbero sufficienti, nemmeno ove – tardivamente – il governo varasse oggi stesso un piano per raddoppiare o triplicare la capacità attuale (oggi i posti disponibili sono 5000, con 12 milioni di contagiati ce ne vorrebbero almeno 50 mila, ossia 10 volte la capacità attuale)”.

Dobbiamo andare oltre? Macchè. Sentiamo ripetere dal governo che i provvedimenti presi hanno sempre reso omaggio “all’evidenza scientifica”. Forse non quella dei virologi che sentiamo parlare tutt’altra lingua. L’evidenza scientifica di gravi ritardi di comprensione, questa è quella che fa al caso nostro.

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2 Comments

  1. Il covid-19 in Padania era già presente, con un numero significativo di “polmoniti anomale” (difficilmente ricollegabili all’influenza stagionale), già prima di metà febbraio: come è possibile che l’allarme per quelle polmoniti non sia arrivato dagli ospedali alla regione e al governo romano, dove il Sig. Conte già il 31/01 aveva dichiarato l’emergenza sanitaria?
    Perchè si è ignorato (o voluto ignorare) che quelle polmoniti potessero essere causate dal coronavirus?
    Mi rendo conto dell’ignavia del governo Conte, individuo che in un paese normale sarebbe già stato “pesato” e cacciato, ma non capisco come gente come Gallera e Fontana non sia intervenuta pesantemente prima.
    Possibile che Gallera ignorasse di quell’allarme polmoniti, in corso in Lombardia proprio mentre in Cina si chiudeva tutto e in Italia il Sig. Conte vivacchiava come suo solito fare?
    In Lombadia a livello istituzionale qualcosa non ha funzionato e Fontana è stato troppo passivo, troppo ligio e in un certo senso “lumbard” (del genere paga e tass), rispetto al consueto malgoverno romano.

  2. Sono elementi validissimi per convincersi tutti dell’incompetenza e della mediocrità di questo Governo dedito ad elargire stipendi ai propri ministri e tirare a campare in qualche maniera che però danneggia il paese irrimediabilmente.
    Dopo il corona virus, finita l’emergenza …..ho il brutto presentimento che ce la vedremo con una emergenza ancora più grave, quella economica.
    Siamo già con un piede nel burrone, basterà una spintarella e siamo al DEFAULT.
    Staremo a vedere cosa faranno i nostri ” eroi politici” con l’U.E. , O tirano fuori gli attributi, se ce li hanno, oppure assisteremo all’ennesimo inchino a 90° che ci porterà la troica in casa…devono stare attenti a quello che fanno e dicono perché gli italiani, tutti, sono al limite della sopportazione.
    WSM
    WSM

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