SCOPERTI ALCUNI INGRANAGGI DELL’OROLOGIO BIOLOGICO

di REDAZIONE

Il nostro orologio circadiano risiede in un piccolo gruppo di diecimila neuroni nel cervello chiamato nucleo soprachiasmatico. Tuttavia orologi simili si trovano in quasi tutte le cellule del corpo umano, come dimostrato da un team di scienziati coordinato da Ueli Schibler, docente di Biologia Molecolare all’Universita’ di Ginevra in Svizzera. La ricerca suggerisce che gli orologi circadiani possono essere studiati “al di fuori” degli animali e cioe’ in cellule coltivate. “Eravamo interessati a studiare i meccanismi molecolari alla base della trascrizione ritmica del gene DBP coinvolto nel controllo dei ritmi circadiani”, ha spiegato il biologo in una nota.

“Per fare cio’ – ha continuato Schibler – abbiamo elaborato un metodo per guardare direttamente al microscopio quelle che si potrebbero definire le ‘ruote dentate’ molecolari che governano i ritmi delle attivita’ di questo gene nelle singole cellule viventi. A tal fine, abbiamo progettato una linea cellulare con un pezzo di un cromosoma composto esclusivamente da copie ripetute del gene DBP. E abbiamo scoperto che la trascrizione giornaliera di DBP e’ dovuta all’associazione ritmica di una componente essenziale dell’orologio: il fattore di trascrizione BMAL1″. Questa e’ la prima volta che un fattore di trascrizione vincolante per un gene circadiano e’ visualizzato in tempo reale in singole cellule. Con loro sorpresa, gli scienziati hanno scoperto che la proteina BMAL1 viene distrutta mentre stimola l’espressione del gene DBP: le molecole di BMAL1 legate al gene DBP sono degradate da un sistema di distruzione intracellulare di proteine, il proteasoma.

“Curiosamente la trinciatura della proteina BMAL1 e’ assolutamente necessaria per l’attivazione efficiente del gene DBP. In altre parole – ha detto Schibler – BMAL1 deve morire mentre abbraccia quel gene, al fine di eseguire il proprio lavoro. Non abbiamo ancora capito perche’ questa distruzione e’ obbligatoria per il funzionamento ottimale del gene DBP. Le molecole Bmal1 regolano, infatti, l’attivita’ quotidiana di molti altri geni senza ‘suicidarsi’ per raggiungere il proprio obiettivo. Cio’ non accade con il gene DBP”.

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