BELLA MOSSA: COMPRARE ORO NEI MOMENTI DI FLESSIONE

di ROBERTO GOZZETTI

Comprare oro nei momenti di flessione del mercato, negli ultimi dieci anni, è stata una buona mossa. Anche se il metallo giallo ha corso al rialzo per 11 anni di seguito, il recente rafforzamento dell’economia mondiale, o almeno la probabilità crescente che la FED non stampi altra carta moneta, ha spinto alcuni investitori a pensare che il periodo di massimo splendore per l’oro sia terminato. Nell’ultimo decennio, l’andamento dei prezzi dell’oro, nel breve termine, è stato sia al rialzo che al ribasso. Poche volte è sceso in una sola giornata di oltre il 5%. Nel 2006 l’oro è sceso di oltre il 5% in una giornata per ben 2 volte. Nella tabella qui sotto sono riportati le peggiori variazioni giornaliere e le variazioni dopo 1 mese da quel giorno.

È interessante constatare che l’andamento delle quotazioni dell’oro è stagionale. Il mese di marzo è un periodo di ribasso, come si può vedere nel grafico seguente, dove è riportata la media delle variazioni di prezzo per mese, nel periodo che va dal 2000 al 2011. Se consideriamo la volatilità (scostamento medio rispetto all’andamento nel medio-lungo periodo), il metallo prezioso è stato storicamente meno volatile rispetto al mercato azionario: la volatilità media dell’oro negli ultimi dieci anni è stata del 13% contro una volatilità media dell’indice S&P500 del 19%.

Il mercato dell’oro è ancora vivo?

Il mondo ha sperimentato nell’ultimo periodo un boom di liquidità senza precedenti. Le banche centrali hanno adottato politiche di stimolo economico, dalla stampa di carta moneta all’abbassamento dei tassi di interesse. Il mercato azionario, così stimolato (o drogato) ha intrapreso una strada di rialzo dai minimi del marzo 2009. Tuttavia, l’effetto collaterale dell’eccessiva stampa di carta moneta da parte di Stati Uniti, Europa, Giappone e Inghilterra è che i bilanci dei vari Stati si sono gonfiati di quasi 9 trilioni di dollari. Il doppio di quanto erano gonfiati tre anni addietro. E presto le banche centrali dovranno fare i conti con questo eccesso di liquidità artificiale.

Tutto ciò è storicamente un forte catalizzatore positivo per l’oro.

Il grafico a fondo pagina mette a confronto la quantità di denaro cartaceo negli Stati Uniti con i prezzi dell’oro. Ma quali sono i fattori che potrebbero spingere l’oro al ribasso? Secondo molti osservatori sono tre le azioni auspicate:

1. I tassi di interesse reali dovrebbero aumentare del 2% al di sopra dei prezzi al consumo, negli Stati Uniti ed in Europa;

2. Il PIL pro-capite di Cina e India dovrebbe scendere;

3. Dovrebbero essere effettuati tagli fiscali in Europa e Stati Uniti per abbassare l’assistenzialismo.

C’è una bassa probabilità che questi eventi si verifichino nei prossimi anni. In questo contesto l’oro dovrebbe prosperare.

 

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