ORGOGLIO LEGHISTA A BERGAMO? MEGLIO GUARDARE A JESOLO

di VITTORE VANTINI* 

Io non c’ero, ma ho seguito lo svolgimento della riunione di Bergamo della lega e ho, nel contempo, assistito a i commenti provenienti dalla sala e da quelli di Ballarò e della Sette e di Porta a Porta. Ne abbiamo sentite di tutti i colori, dalla tesi complottista di Bossi con piagnucolii pietosi sulla sua malattia, che se sul piano umano porta una partecipazione solidaristica nei confronti di qualsiasi persona colpita da ictus, d’altra parte viene usata per spiegare come il grande capo fosse necessariamente all’oscuro di tutto e che quindi non ha alcuna responsabilità. Alla presenza nella lega, non si sa da quando e da quanto di figuri innominati, che hanno costituito una quinta colonna all’interno di quel gruppo di virgulti immacolati che hanno costituito fino ad oggi la classe dirigente leghista Gli unici che devono aver goduto sono stati probabilmente i venditori di scope, che ne hanno distribuite a centinaia e che sono certamente in controtendenza rispetto decesso della produttività industriale italiana.

Bastava guardare la faccia di Calderoli per capire che, in quel momento, lui non sapeva bene chi era, con chi stava o doveva stare, se era lì per essere impalato all’istante o per aprire una nuova stagione di intelligenza e di genialità. A furia di baci forse l’orgoglio leghista è ambiguamente scivolato verso altri orizzonti. Ma tant’è, siamo italioti e tutto finisce a tarallucci, vino e… baci. Anche perché Rosi Mauro, intervistata da Vespa, ha risposto con tanta naturalezza, in un alone di sincerità estrema da educanda, agli addebiti contabili, da farci dubitare della congruità delle indagini in corso.

Ma che cosa è uscito da questa riunione orobica, quale cambiamento di rotta è stato indicato, quale nuova strategia politica e organizzativa? Al di là delle frasi fritte e rifritte, della esposizione di vecchie idee, a poco a poco tradite in cambio di comodissime poltrone, non è uscito un bel nulla. Bossi è diventato il presidente, il triumvirato avrà lo stesso potere del due di coppe quando briscola è denari, si divertiranno, per saziare i militanti con un po’ di sangue, a fare delle espulsioni o a comminare delle punizioni, ma tutto resterà come prima.

Se osserviamo gli avvenimenti della Lega negli ultimi mesi, possiamo ragionevolmente ritenere che si è trattato di una farsa. Disconoscimento di quello o di questo, minacce nei confronti di Maroni e di Tosi, obbedienza cieca e assoluta a Bossi, che quando le combina grosse è ammalato, tradito e irresponsabile, quando deve togliersi di torno qualcuno o effettuare le giravolte giuste pro domo sua, sta benissimo ed è lucidissimo.

Molti politici, quando vogliono fregare il popolo, sostengono che la gente non è stupida come si crede, che è in grado di capire le finezze e gli arzigogoli. Ma si vede che in Lombardia e nel Veneto vi è stato un fenomeno di antiselezione. Gli intelligenti sono emigrati al Sud e i pirla sono rimasti al Nord.

C’è un altro aspetto di quella che potremmo chiamare la scelta politica della gente, che si basa su di una corretta formazione e informazione. Come sostenuto dalle pagine di questo giornale, si ritiene che il popolo non sia ancora pronto all’indipendenza. E di chi è la colpa? Penso, anzi sono convinto, che la colpa sia nostra, di chi cioè, pur facendo parte di questo o quel gruppetto, si estenua in dotte disquisizioni accademiche piuttosto che prendere il coraggio a due mani e cominciare ad acculturare tutti quelli che gli stanno attorno. Traguardo difficile da raggiungere, perché tutti i media, di qualsiasi tipo o partito, raccontano delle balle che neanche il Bossi dei giorni migliori!

Parlare di coscienza della propria identità, di radici comuni da riscoprire, da fatti e interpretazioni storiche da rivedere e ricollocare diversamente e con maggiore verità rispetto a quella ufficiale e consolidata e stratificata da scelte didattico-scolastiche furbe e completamente false, è un bellissimo discorso e la proiezione di un traguardo difficilissimo. Quello di “fare” finalmente dei cittadini responsabili. Ma ci crediamo davvero di avere qualche possibilità senza raggiungere, prima di tutto noi stessi, una ferrea unità? Per questo fisso idealmente il mio sguardo su Jesolo e giro la testa dall’altra parte riguardo a Bergamo.

*Unione Padana

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8 Comments

  1. klang says:

    Io stavo pensando di farci un salto a Jesolo , ma non ho capito , se è possibile esserci , anche come semplice “uditore” .

  2. luigi bandiera says:

    Io penso sempre male e quindi mi sono assicurato l’inferno.

    Mi chiedo pero’, per quanto tempo noi popoli del nord in particolare, dobbiamo cambiare movimento politico..?

    Per piu’ di vent’anni fu la lega nord; domani quelli di Jesolo.

    E dopodomani..?? Altro movimento ancora..?

    Invece di fare fronte comune con chi vuole l’INDIPENDENZA o la AUTODETERMINAZIONE, perche’ stare SEPARATI IN CASA..?

    La lega nord ha fallito…
    Avanti con altri che se tra 20 anni avranno lo stesso risultato ne inventiamo un altri..?

    Nessuno vuole essere piu’ padano. Non sono nemmeno veneti visto che se lo sono lo sono grazie alla regione italiana chiamata veneto.

    A questo punto mi faccio sempre piu’ convinto che servono le TRIBU’.

    Le tribu’ non hanno confini di stato. Ma i suoi confini sono l’aggregazione del popolo di cui si vuole appartenere.

    Io voglio essere venetho..??
    Beh, mi aggrego con i miei fratelli (salvo che non mi facciano fare la fine del GIUSEPPE buttandomi nel pozzo piu’ vicino). E cosi’ via discorrendo.

    Ogni tribu’ si ellegge il capo e poi raduno dei capi per questioi piu’ ampie.

    La democrazia e’ in serio FALLIMENTO. Alimenta infatti le oligarchie e dei partiti potenti e dei potenti perche’ ricchi sfondrati. E AGGREGA BRIGANTI e MANTENUTI.

    Eppoi Jesolo, la gente deve essere preparata per far accettare il cambio politico per la gestione .

    Come fa un contadino qualsiasi: prima di seminare prepara il terreno e gli attrezzi per la raccolta.

    Altrimenti il RACCOLTO (l’adunata delle genti) non ci sara’..! Sara’ tempo perso assieme al denaro necessario allo svolgimento di quel compito.

    Ma sento una voce lontana che grida: se parte il movimento poi ci saranno i rimborsi elettorali…

    E LA RUOTA GIRA..!!

    Beh, AUGURI e tra 20 anni io saro’ oltre… non fatemi morire ancora ma questa volta dal ridere. Se dila’ si muore si torna di qua e si ricomincia…

    NO. BASTA..!

    IO HO GIA’ DATO..!

    E ricordate che si vince contro i potenti, ma si perde contro l’IGNORANZA.

    Fin adesso siamo stati messi in stato di ignoranza e la vogliono perpetuare…

    Ma pazienza l’ignoranza, ma la socioterapia intensa che ci fecero e ci fanno sempre piu’ potente ed intensa per via di farci itagliani… e’ vomitevole.

    Ci ingozzano di bugie a iosa e la chiamano cultura..!

    Se non si preparera’ l’antidoto NIET RISULTATO per noi.

    Quindi e concludo:
    1) preparare il campo (il popolo);
    2) trovare l’ANTIDOTO;
    3) organizzazione per il raccolto finale.
    4) RICHIESTA URBI ET ORBI di AUTODETERMINAZIONE.
    Manca sicuro qualcosa…

    Se entro poco tempo si notera’ la risposta positiva si puo’ continuare la strada, altrimenti RASSEGNAZIONE E SOFFERENZA..!!

    Davvero AUGURI..!

    Che San Markus ci aiuti..!

    Sin salabinladen

  3. Gigi says:

    E’ importante che a Jesolo sia presente solo chi annovera tra le proprie finalità l’indipendenza totale della propria terra. Non basta essere federalsiti/autonomisti se la concezione resta quella italiota.

  4. Giacomo says:

    Credo che per Jesolo ciascun oratore debba prepararsi una breve introduzione per presentare il gruppo di afferenza, ma che poi debba seguire una traccia assegnata dagli organizzatori. Se non si segue tutti una stessa traccia, indicando obiettivi, criteri, aperture e chiusure, rischia di essere il 1000° meeting di beghe da cortile e parole al vento.

    Esempio: ho capito che moltissimi Veneti vogliono giustamente un Veneto indipendente, ma sono disposti a lavorare assieme agli altri per raggiungere obiettivi condivisi? Dopo tutto abbiamo tutti un unico avversario forte e organizzato da contrastare.

    Inoltre, il meeting a mio avviso dovrebbe avere la struttura di un incontro scientifico, con interventi stringati che non devono superare il tempo assegnato per rispetto agli altri, e una ampia sessione di domande del pubblico ogni 3-4 interventi.

    Infine, alla fine del meeting ci dovrebbe essere un verbale che tutti i gruppi condividono e che viene poi pubblicato in tutte le sedi possibili.

    Chiedo gentilmente agli organizzatori (che so già molto ma molto indaffarati) di pensarci su, e sarei contento di rendermi utile nei limiti dei miei impegni di lavoro.

    Grazie,

    Giacomo Consalez

  5. Max says:

    I capi leghisti, hanno perso la coscenza o l’orgoglio,in quanto si sono adeguati al sistema italico da tempo. Siediti sulla poltrona, mangia, e stai tranquillo.
    Non rompere il sistema, altrimenti salti. Guarda caso hanno tentato di contrariare la dittatura Massonica Monti,(consulente Goldmann) si sono ritrovati con gli scandali del trota e affini per fargli perdere quella poca credibilità rimasta. Hanno voluto tentare di bloccare a parole ma non con i fatti, questo governo eletto da chi, che sta procedendo con un sistema medievale tasse e solo tasse sino a ridurci schiavi ora,prossimamente alla fame.
    Se analizziamo i messaggi (vedi youtube) di Napolitano,Monti,Sarkozi sono medesimi. Governo unico,bancaunica,polizia unica,unico esercito e moneta unica mondiale già pronta con simboli MASSONICI O Illuminati. Per portarci DOVE?
    Significa perdita di identità,usi,costumi,lingua,tradizionie controllo totale.
    Ora Jesolo è la speranza perchè i popoli indipendentisti, trovino una strada comune da percorrere verso la vera LIBERTA’.

  6. silvano says:

    Condivido pienamente l’intero articolo, l’importante che Jesolo non diventi il solito scontro tra fazioni arriviste e che si perda di vista il vero scopo dell’unione dei movimenti. A Jesolo ci sarò !!

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