Ordine di cattura per Gramsci, sostiene la festa dei veneti a Cittadella. Il Pd lo sa?

di Stefania Piazzogramsci

Ordine di cattura per Antonio Gramsci. Sta con i veneti che il 6 settembre festeggiano la loro identità. Gramsci ha sentimenti antiunitari e dice che questo Stato è una dittatura feroce. E non solo. Altri reati d’opinione sferzante potrebbero emergere dalla lettura di alcuni suoi scritti per nulla divulgati e tenuti bene in coperta dai compagni e dagli unitaristi. Ebbene sì,  oggi arresterebbero anche (e ancora) Antonio Gramsci. A leggere ad esempio “Il Mezzogiorno e la guerra” pubblicato su “Il grido del Popolo”, nell’aprile del 1916, prima che i Serenissimi scalassero il Campanile e si cimentassero di nuovo col tanko, Gramsci si presenta a noi come un intellettuale da galera anche per l’Italia del 2014 e 2015.

Scriveva la bellezza di 98 anni fa che “l’unificazione pose in intimo contatto le due parti della penisola. L’accentramento bestiale ne confuse i bisogni e le necessità…”. Emerge anche subito la denuncia dello Stato dei Bot e del debito pubblico, insomma, della finanza speculativa. Ecco qua: “…il capitale va a trovare sempre le forme più sicure e più redditizie di impiego… il governo ha con troppa insistenza offerto quella dei buoni quinquennali”. Ma allora è un vizio!

A leggere gli ultimi dati del default delle imprese nel Sud, contenuti nel Report Diste-Fondazione Curella,  si apprende che negli ultimi 5 anni 60mila imprese sono finite coi libri in tribunale, e si parla esplicitamente di un “Sud ancora nel tunnel”.

Ecco che torna ancora alla memoria Gramsci.

L’atto di accusa è lucido e pesante:  “L’unificazione delle regioni italiane sotto uno stesso regime accentratore, aveva avuto per il Mezzogiorno conseguenze disastrose… La nuova Italia aveva trovato in condizioni assolutamente antitetiche i due tronconi della penisola, meridionale e settentrionale, che si riunivano dopo più di mille anni”. Gramsci, altro colpo di scena, non faceva altro che convenire con una pubblicazione “semiufficiale”, scriveva lui, “posta sotto il patronato dell’Accademia dei Lincei (pure lei da porre in stato di fermo, ndr)”, a firma di “Francesco Coletti, un economista serio e poco amante dei paradossi”.  Insomma, c’era una questione settentrionale e ce n’era una meridionale perché lo Stato aveva unito l’impossibile. “Da una parte la tradizione di una certa autonomia – al Nord, ndr – aveva creato una borghesia audace e piena di iniziative ed esisteva una organizzazione economica simile a quella degli altri Stati d’Europa, propizia allo svolgersi ulteriore del capitalismo e dell’industria. Nell’altra le paterne amministrazioni di Spagna e dei Borboni nulla avevano creato”.

Che dire, a parte la struggente attualità su un Nord già allora attrezzato per essere europeo prima di altri? Intanto potremmo dare a Gramsci e al sodale Coletti, un articolo 116, concorso in associazione a delinquere. O un articolo 241, per aver attentato col pensiero all’unità e all’integrità dello Stato. Ci può stare.

Che si possa processare o meno la storia, passata e presente, tanto non lo decidiamo noi. Così come non si può sindacare sul fatto che la polizia giudiziaria, possa sequestrare anche volumi sospetti in casa di uno dei Serenissimi come “Storia dei comuni lombardi” o “Storia della Lombardia medievale” o giù di lì. Chissà, forse tra la pagine potrebbero nascondersi appunti illeciti.  Scriveva infatti Gramsci che “nel Settentrione i Comuni avevano dato un impulso speciale alla storia”. Signori, questa è pura eversione.  Articolo 270 bis.

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Tutto vero e tutto bello. Ed ALLORA’..?
    Che kax dobbiamo fare..?
    Va ben parlane, segnalare come l’e’ andata circa cosi’ e cola’; va ben anche cosa pensavano i sapiens del loro tempo e ecc. ma, oggi, dopo ever pensato e constatato che l’italia e’ un aborto dalla nascita: ke kax dobbiamo fare..??
    Pregare…
    Sparare…
    o cos’altro..?
    Secondo me, per fare almeno un po’ di pulizia ci vorrebbe una sana RIVOLUZIONE. Cosi’ almeno per una decade di anni staremo a posto perche’ poi lentamente ritorneranno quelli della BANDA DEI QUATTRO. Sono immortali purtroppo.
    Un’altra azione potrebbe essere la cosiddetta SECESSIONE, ma qua ti trovi tutti contro, compresi i suddici e i porigrameti noddici che seguono la ideologia del volemose ben ma per i soli appartenenti alla banda dei quattro che odiano chi li mantiene e da loro produzione e che pensano di andarsene.
    Appunto: che fare..?
    Non e’ forse vero che si puo’ dire finalmente: BASTA CON LE CHIACHIERE..?
    Salam

Leave a Comment