La “Via Catalana”: 1,6 milioni di persone per dire addio a Madrid

di GIANMARCO LUCCHI

Veneti e Lombardi hanno bisogno di qualche stimolo per imboccare con decisione sulla via dell’Indipendenza? Beh, prendano spunto dal popolo catalano e avranno già coperto metà del cammino necessario.

Una catena umana lunga quasi 400 chilometri, un’immensa bandiera a strisce gialle e rosse, con centinaia di migliaia di persone che si tengono per mano chiedendo l’indipendenza della Catalogna. In occasione della festa nazionale, la ‘Diada’, la regione ha vissuto oggi la sua giornata più rivendicativa. È stata una Diada destinata a segnare una nuova accelerazione sulla ‘Via Catalana’ all’indipendentismo, in maniera più decisa rispetto ad un anno fa, quando 1,5 milioni di persone erano scese in piazza. Nel giorno in cui la Catalogna commemora la caduta di Barcellona nelle mani dell’esercito borbonico, l’11 settembre del 1714, alle 17:14 1 milione e 600 mila persone – di cui mezzo milione solo a Barcellona – si sono date la mano formando una lunghissima catena umana che ha seguito la costa del Mediterraneo, ritmata dalla strisce giallorosse delle ‘seyneras’ (le bandiere catalane), ed intonando un unico semplice grido, ‘Indipendenza!’. Questa è la stima comunicata dal ministro degli Interni della Generalitat de Catalunya.

La richiesta è quella di un referendum sull’indipendenza nel 2014. A dare il là, le scampanate della chiesa di Seu Vella di Lleida, il segnale d’inizio della catena umana che ha percorso per 380 km la Catalogna da nord a sud, da El Pertus, alla frontiera francese, a Vinaros, in Castiglione, attraversando 86 comuni lungo l’intero versante mediterraneo. Al suo passaggio per Barcellona, il serpentone umano ha toccato luoghi simbolo come la Sagrada Familia, il Camp Nou, las Ramblas e plaza Catalunya, epicentro della mobilitazione pacifica, dove, introdotta dall’inno della Ue e il ‘Cant de la Senyera’, ha preso la parola Carmen Forcadell, la presidentessa dell’Assemblea Nazionale di Catalogna. All’iniziativa hanno aderito un migliaio di associazioni della società civile, alla base della mobilitazione. Dopo l’appello al «coraggio e al valore» dei politici per far fronte alla «richiesta che viene dalla società», la Forcadell ha reclamato il referendum per il 2014 «senza più rinvii». «Davanti a storiche azioni, sono necessarie storiche decisioni», ha chiosato, sulle note dell’inno catalano ‘Els Segador’.

La mobilitazione, che si è svolta senza incidenti, secondo fonti del dipartimento degli interni della Generalitat, ha diviso i partiti. Presenti esponenti di partiti indipendentisti al governo, Cdc ed Erc, e, a titolo personale, dell’Udc, del Psc e di Icv, le formazioni che non condividono la sfida unilaterale della sovranità. Assenti, anche dagli atti istituzionali della ‘Diada’, il PP e il partito costituzionalista Ciutadans.

Da parte sua, il presidente della regione Artur Mas (CiU) ha insistito sulla necessità che l’esecutivo centrale «ascolti la voce del popolo catalano», che «sta parlando nella strada e nelle urne» e gli consenta di «esprimersi in maniera adeguata» , in un referendum negoziato. «Se non ci danno modo di canalizzare la richiesta che viene dalla società catalana, allora lo Stato spagnolo ha un grave problema di relazioni con la Catalogna», ha detto.

Il dialogo con il potere centrale rimane difficile, se non impossibile. L’esecutivo del PP al governo, attraverso il ministro degli esteri, Josè Manuel Garcia Margallo, ha ribadito infatti che non avallerà una consultazione sulla sovranità, non prevista dalla Costituzione.

Da noi, la Catalogna è stata festeggiata da qualche esponente Lega Nord. ‘Oggi siamo tutti catalani’, ha scritto in una nota il vice segretario della Lega , Matteo Salvini, per sostenere la richiesta di referendum d’indipendenza della Catalogna. “I catalani – sostiene l’europarlamentare leghista -, dando vita all’imponente manifestazione di oggi, stanno dicendo a Strasburgo e Bruxelles che vogliono un’altra Europa, quella dei popoli e delle nazioni e non più quella degli Stati e dei burocrati”. Una richiesta che verrà anche da Lombardia e Veneto, che le istituzioni Ue non potranno più ignorare» dopo le Europee dell’anno prossimo, secondo l’eurodeputato.

QUI GUARDA IL VIDEO DI TV3 – ESPECIAL VIA CATALANA

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23 Comments

  1. Silvia says:

    Cosa non le e’ chiaro, incensurato?

  2. Silvia says:

    Signor Lucano, voi che vi dichiarate neoborbonici, la prego, si astenga. Ringrazio il sig. Ortelli per aver condiviso il suo spazio giornaliero con il sig. Oneto, non me l’aspettavo, e’ stata una bella sorpresa, e’ davvero un caso che io abbia ascoltato la sua trasmissione ma la prego, non mandi più il discorso di Bossi, era veramente fuori luogo. Può andar bene per i leghisti ma per gli indipendentisti NO, chiaro? Non ho detto aderiamo al pensiero della lega ma semplicemente ho chiesto il parere degli ex leghisti ovvero astensionisti e/o indipendentisti.
    Prendiamo le cose sul serio: se ritenete che la cosa non sia degna di discussione, vi capisco. Aiutatemi a capire perché io quei tempi non li ho vissuti.

  3. Albert Nextein says:

    Mi pare che siano ben determinati, i catalani.
    Ma penso che non rimanga loro altro mezzo che una protesta fiscale massiccia e perdurante.
    Vedrei molto bene questo milione e seicentomila cittadini che annunciano di non versare più un centesimo di tasse allo stato spagnolo ed alle sue ramificazioni amministrative.
    Magari se ne aggiungono qualche altra centinaia di migliaia strada facendo.
    La spagna si vedrebbe mancare qualche miliarduccio , e poi che fa?
    Va da barroso ?
    O va da quel bel fighetto di van rompuy?

  4. Silvia says:

    Sia chiaro che non dobbiamo mendicare niente, LORO devono venirci incontro, alle nostre condizioni. Basta menzogne, ognuno a casa propria, state attenti signori presenti e futuri esponenti della lega che voi non ci rappresentate, ne’ deciderete per noi, Miglio disse”Ci alleiamo anche col diavolo” ma il diavolo fino ad ora e’ stato il pdl e la lega , quindi , attenti…fosse pere vi getterei nella spazzatura

  5. lucano says:

    Silvia e kui ??? Che significa?

  6. Silvia says:

    Mi piacerebbe che questo argomento non cadesse nel vuoto. Cominciamo a farci qualche domanda, seriamente. Non mi rivolgo ai leghisti ma agli indipendentisti…

  7. Silvia says:

    OK, il quesito lo pongo io: alla luce dell’entusiasmo per la massiccia presenza dei Catalani per l’autodeterminazione, vi racconto un fatto accaduto qualche anno fa che mi aprì definitivente gli occhi. Un giorno d’estate vennero a trovarmi una mia parente con il fidanzato di Barcellona e mi chiese ad un certo punto: “ma perché voi popolo friulano non chiedete l’indipendenza?” E io”Perché siamo in pochi, la classe dirigente e’ quel che è e non siamo uniti come voi” e lui rispose “ahi!”. Poi mi raccontò che loro volevano staccarsi dal governo centrale di Madrid e dai Borboni. Io gli dissi “Stramo perché la gente del Sud vorrebbe ritornare sotto il dinio dei Borboni, a quel che ho capito” e lui “???”. Ora il quesito che io pongo ai indipendentisti e’ il seguente: sareste disposti ad allear i alle vostre condizioni con la lega e ritrovarvi per gli stessiotivi sulle sponde del Po o su qualunque altro posto come nel ’96 se non sbaglio) in non so quante centinaia di migliaia di gente come allora? Vi fidereste di qualcuno della lega che conoscete come gente onesta e ideologicamente simile a voi?

  8. Luca L'Insubre says:

    Il problema è che se la fai in Padania, attualmente, bisognerà alzare entrambe le mani per sembrare in 30. Serve coordinamento tra TUTTI i movimenti che parlano di Indipendenza (o anche di Autonomia). Serve che finiscano le faide, le ripicche, che vengano messe da parte le antipatie, e che si interagisca tra forze politiche ed associative A TUTTI I LIVELLI.
    Lo so anch’io che per la Lega “i Movimentini dovrebbero appoggiarci” e che per i vari Movimenti “la Lega ci ha tradito”, ma sta di fatto che, tolti i Movimenti e tolta la Lega, d’Indipendenza (e di Autonomia, Federalismo, Devoluzione, insomma di quell’Universo lì) non ne parla NESSUNO.
    FACCIAMOCENE TUTTI UNA RAGIONE. In politica, una sintesi si trova. Con chiunque. Se tutte le forze saranno in grado di turarsi il naso per lavorare ad un obiettivo comune, fosse anche solo una manifestazione di questo tipo, ci si arriverà. Diversamente, o la organizzerà la Lega (con numeri ben diversi da questi) o lo faranno i Movimenti (con numeri altrettanto diversi da questi).

    • sono 25 anni che troviamo una sintesi tra le palle e le fanfaluche…

      • Luca L'Insubre says:

        Per l’appunto. Cominciamo a trovare una sintesi senza palle e fanfaluche, visto che ce n’è in giro a bizeffe. Ci si parli, tra tutti, senza che nessun soggetto si arroghi titoli da grand’uomo o patenti di verità, e si costringano forze politiche a trattare. Il momento è quello buono. In tutti i sensi. Altrimenti stiamo a scrivere sul pc mè càr fiòi.

  9. luigi bandiera says:

    Come invidio i catalani..!!

  10. Vittorio S. says:

    Invece che parlare della Catalogna, perché Salvini non ci spiega cosa sta facendo Maroni per l’indipendenza della Lombardia? Come mai Maroni non ha una sola volta citato – da presidente – il progetto referendario che viene portato avanti da comitati di cittadini? Perché non ha messo al centro dei suoi negoziati con il PDL il diritto dei Lombardi a votare sulla propria Indipendenza????

    Io vedo che i leghisti della base sono favorevoli all’indipendenza e al referendum, ma i Salvini, i Maroni o i Giorgietti pensano solo ai loro comodi posti di potere.

  11. giannirota says:

    Salvini un opportunista italiano senza lavoro cresciuto facendo lo yesman di Bossi per girargli le spalle alla prima occasione Basta con queste manfrine e menzogne.

  12. Salvini, lei da dieci anni su radio Padania parla del bene dell’italia. Quando pensate all’italia voi parlate di “interesse nazionale”, mentre si tratta di interesse coloniale. Le elezioni politiche le chiamate nazionali, non italiane. I suoi speakers alla radio dicono che gli immigrati devono accettare i “valori italiani” invece che imporre i propri. I sindaci del suo partito fanno a gara a indossare fasce tricolori.

    Il popolo Catalano si vergognerebbe di gente come voi. Anch’io. Tantissimo.

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