Oltre la Lega… Un lavoro in pista da anni. Dal modello bavarese al Sud

di CASSANDRAbavarian-party

Quando il 30 dicembre 2012 Maroni twittava così, alla Lega andava bene:  – “Mi sono candidato a Governatore della Lombardia perchè ci credo davvero”. E’ quanto il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, ha postato sul suo profilo di twitter. Ma non solo. Un altro post sembra indicare chiaramente la spaccatura imminente tra Lega e Pdl. Maroni, infatti, scrive “Tosi premier ovviamente! Prima il Nord!” Ma lo aveva già sancito il 17 novembre dello stesso anno alla presentazione del suo libro, “Il mio Nord, il sogno dei nuovi barbari”: modello Tosi per vincere al Pirellone.

Poi, alla festa della Lega ad Alzano Lombardo, il 2 settembre 2013 il governatore annunciava il suo abbandono della segreteria. «Deciderà il congresso, anche se la rosa personalmente la ridurrei a due, Tosi e Salvini».

E sul modello che avave bissato la vittoria a Verona, e portato a casa 100mila preferenze alle europee, Salvini il 4 febbraio 2015 commentava così: “Il modello Verona? Non mi appassiona la confusione».

Dopo le amministrative della primavera 2013, con la clamorosa débâcle a Treviso e Brescia, sfinite al ballottaggio, e con Vicenza persa di botto, con il crollo dei capoluoghi del Nord un tempo roccaforte del leghismo, il modello Tosi sembrava restare l’ultima spiaggia. In quei giorni del maggio di due anni fa, Salvini e Tosi dicevano l’esatto opposto di oggi. Salvini affermava che “nelle città in cui il centrodestra è compatto si vince o si va al ballottaggio, dove invece non c’è la Lega, si perde”. Il sindaco di Verona invece alla vigilia delle elezioni politiche, rassicurava: “Dopo il voto noi e il Pdl andremo ciascuno per la propria strada”.

Sembrano tempi lontanissimi.

Su Lettera 43 del 28 maggio 2013, ad esempio, si leggeva questo, mentre si prefigurava già allora il superamento della Lega. Infatti…: “Nel Veronese sono state varate le mini Liste Tosi, il primo passo verso la costituzione di quello che in molti ritengono sarà un nuovo partito «oltre la Lega», modellato attorno alla figura del sindaco di Verona.
RISULTATI SODDISFACENTI. Il risultato è ambivalente. Nessun primo cittadino tosiano è stato eletto, ma le percentuali delle liste sono più che positive: a Villafranca quello di Tosi è il primo partito del Comune con il 14%, a Sona è il secondo con il 12%, a Bussolengo il terzo e traina il centrodestra portando alla vittoria il candidato del Pdl. Piccolo effetto collaterale: in quasi tutti i casi, la lista della Lega nord risulta prosciugata di voti e ridotta all’osso.
Ma se la crisi di consensi non viene arginata, proporre un nuovo soggetto politico potrebbe essere l’unica via d’uscita dal tunnel”.

In una affollata convention, il 20 febbraio 2013 all’auditorium scaligero, Tosi spiegava già la sua strategia: “Dopo le elezioni sarà necessaria un’ulteriore evoluzione positiva della Lega che sia in grado di allargare il suo consenso sul territorio anche all’elettorato che tradizionalmente non vota Lega ma che la pensa allo stesso modo”.

La serata aveva un titolo: “Guardiamo al futuro con Flavio Tosi”, ed era stato promosso dalla lista Tosi, e che faceva fischiare già le orecchie a Zaia.O no?

Ma due anni fa non era ancora sul campo il fenomeno Salvini. Oggi a capo di tutto. E Salvini, oggi, replica così al modello Tosi:   “Ho visto un sondaggio fatto per il Pd in cui si dice la Lega più una lista Zaia non vince: stravince. Chiaro e semplice. Bisognerebbe fare altre liste per recuperare tre amici di Corrado Passera?”.

Oramai, mentre Tosi e Salvini si rispondono a suon di agenzie e interviste, il modello bavarese sembra un modello sbiadito nel tempo. Semmai questo lombardo veneto avesse avuto politici in grado di poterlo traghettare a casa loro.

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