Oltre il reddito di cittadinanza. A Lourdes per il miracolo: Madonna, dammi un lavoro

lourdes2di ANGELO VALENTINO – “Più depressi e meno disabili, più carrozzelle motorizzate e meno accompagnatori, più voli charter e meno treni ‘bianchi’, più pellegrini dall’Asia e meno dall’Europa. I miracoli più richiesti ai piedi della grotta? Un lavoro o la ricomposizione del matrimonio in frantumi”. Increduli leggiamo su una delle ultime inchieste imboscate nelle rubriche dedicate alla società e alle nuove mode sul Corriere online, questa richiesta di grazia. Cara la mia Madonna, fammi trovare  un posto di lavoro. Perché, si sa, la salute è caduca, i miracoli di guarigione sono rari e pochi quelli ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa a Lourdes. Forse è più semplice chiedere qualcosa di più terreno che possa consentire ai poveri peccatori disoccupati di garantirsi da soli la salute. Come dire, aiutati che il ciel t’aiuta. Però occorre chiedere e siccome qualcuno ha anche ricordato, “chiedete e sarà dato”, chiedere è lecito. Rispondere è cortesia divina.

Le difficoltà economiche varcano i santuari, e anche Lourdes a quanto pare ha patito della crisi economica. Oltre che del panico da terrorismo e aeroporti sotto attacco. Morale, Medjugorje è più economica. Riporta il quotidiano che “Lo storico Hotel Amabassadeurs, uno dei più vicini alla Esplanade dove si svolgono le tradizionali processioni con le fiaccole, ha chiuso i battenti per passare ad un imprenditore asiatico… Una volta c’erano gli stanzoni a dodici letti, poi abbiamo dimezzato le stanze che sono diventate a sei posti. Ma questo, oggi, non basta più e stiamo rifacendo ancora le stanze, che diventeranno a due o tre letti per dare alle persone e alle famiglie più privacy”, riferisce il Rettore del Santuario, padre Andres Cabes, spiegando che la crisi immobiliare e alberghiera oggi è legata anche all’eccessivo boom del passato”.

E forse, è il caso di dire, per la crisi di una fede che è sbilanciata con questo pontificato, verso alcuni “ultimi”  e non verso tutti”gli ultimi”. Il lavoro, più che l’immigrazione, è l’emergenza planetaria. Per vedere un cambiamento, di questi tempi e con questi governi che agitano il rosario, occorre un atto di fede grande, infinito. Meglio pregare direttamente senza intermediari elettorali.

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