Olli Rhen è scettico? Letta sappia che il fallimento italiano sta nelle cose

di CLAUDIO ROMITI

Come ampiamente riportato dalla stampa italiana, il premier Letta ha risposto in modo molto risentito allo scetticismo espresso dal commissario europeo Olli Rehn, in merito ai risultati delle privatizzazioni e della cosiddetta spending review. Ma osservando la situazione generale del Paese, con un governo che sembra addirittura esasperare i nodi che ne stanno strangolando l’economia, c’è ben poco da fare i permalosi con l’Europa, oramai divenuta il capro espiatorio per ogni politico di professione e non. E dato che quest’ultima ha commesso l’azzardo di accoglierci nella moneta unica, appare inevitabile da parte degli euro-burocrati di turno manifestare un crescente nervosismo nei confronti di una nave Italia che sembra in procinto di naufragare, rischiando di risucchiare nel gorgo dell’affondamento l’intera area dell’euro.

D’altro canto, al di là dei numeri pur catastrofici, basta osservare la qualità del dibattito politico per rendersi conto appieno che quello che chiamiamo sistema democratico non possiede un briciolo di capacità e di sano realismo per poter affrontare la drammatica condizione del momento. Assumendo come presupposto dei nostri endemici e, oramai, congeniti problemi sistemici un crescente intervento della politica nella società, esemplificata con un colossale 55% del reddito nazionale controllato dalla mano pubblica, tra gli uomini che si contendono le fette più importanti del consenso popolare è una lotta titanica tra statalisti pianificatori. Ognuno di questi illusionisti tira fuori dal suo cilindro un coacervo di ricette strampalate con cui affrontare la situazione. Ricette le quali, in un modo o nell’altro, presuppongono ulteriori allargamenti del perimetro pubblico, elevando il già insopportabile livello di intrusività da parte dello Stato ladro. E pur comprendendo la logica politica delle democrazie moderne, la quale tende a favorire l’interventismo pubblico in ogni ambito, il fatto che da noi nei partiti e nei movimenti più grandi e organizzati non esista neppure la parvenza di una nicchia che si batta per una drastica riduzione del suddetto perimetro pubblico ci pone in una delle tante avanguardie negative del mondo avanzato.

Evidentemente, occorre prenderne atto, nel Paese nel suo complesso risulta preponderante una sensibilità collettivistica, la quale si aspetta dallo Stato e dai suoi sacerdoti della politica ogni cura ed ogni beneficio, nonostante che una tale spinta sia la causa fondamentale del nostro annunciato tracollo.

Ciononostante, ad un passo dal tracollo medesimo, il proscenio politico è dominato da un esecutivo del nulla, con un premier che gira il mondo raccontando favole, e da una impressionante sequela di leader, vecchi e nuovi, che promettono miracolosi piani quinquennali con cui rendere tutti più ricchi e felici. Non basta per essere scettici? Direi che basta e avanza per essere catastrofisti senza se e senza ma.

Se l’alternativa all’ottimismo privo di alcun fondamento di Letta è il Grillo del reddito di cittadinanza, del ritorno alla liretta e dei dazi per difendere le imprese italiane, oppure il Renzi che pensa di aumentare l’occupazione riformando i centri di formazione e incrementando la spesa della pubblica istruzione il fallimento è già nelle cose.

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7 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Piccoli uomini che se la tirano da grandi hanno portato l’Italia nella moneta unica pensando di rifilare ad altri il debito da loro accumulato, ma questo non è avvenuto.
    E’ balzato invece agli occhi di tutti, senza necessità di calcoli sul cambio, quanto l’associazione a delinquere di stampo politico-burocratico gravi sul lavoro degli italiani.
    Sono una pia illusione interventi europei di solidarietà a sostegno della nostra economia deliberati da europei che vedono chiaramente la disparità tra il loro reddito personale e quello percepito dalle sanguisughe nostrane.
    Per poterci risollevarci queste devono andare tutte a casa private del passaporto sino a quando non rendano quanto legalmente, ma illecitamente, abbiano incamerato.
    In questo modo riceverebbero dai Cittadini un trattamento molto benevolo, ma, giacché lungimiranti non sono, penso che non recepiscano e che aumenti la distanza tra loro e chi li mantiene sino alla inevitabile reazione che benevola non sarà di certo.

  2. Francesco says:

    Se barzelLETTA fosse un buon amministratore avrebbe già portato i libri in tribunale. l’itagglia è fallita da tempo

  3. Nessuno says:

    “Se l’alternativa all’ottimismo privo di alcun fondamento di Letta è il Grillo del reddito di cittadinanza, del ritorno alla liretta e dei dazi per difendere le imprese italiane, oppure il Renzi che pensa di aumentare l’occupazione riformando i centri di formazione e incrementando la spesa della pubblica istruzione il fallimento è già nelle cose.” PAROLE SACROSANTE di un tal Carlo Romiti.

    Caro Amico Sconosciuto, Stimatissimo Carlo Romiti,
    vorrei tanto avere uno straccio di argomento per poterla contraddire, ma lei ha descritto con lucido realismo la triste situazione dell’Italia di oggi.
    Seppur la Storia ci insegna che anche in questi periodi di declino e di decadenza c’è chi accumula enormi fortune, io – dopo una vita di lavoro – sono stanco e alquanto pessimista. Non voglio perdere la testa ma… cosa posso fare? Con un risparmio costituito in larga parte da immobili e con due figli da inserire nella lotta della vita in modo appropriato alle loro capacità, cosa posso fare? Perché il problema vero che ora si pone, non è già riformare qualcosa che è troppo compromesso per poter essere riformato, ma salvarci dalla rovina. Salvarci individualmente, perché se qualcuno pensa che la “gabina” elettorale sia la sola soluzione, è già di fatto un fallito.

  4. Francesco Specchier says:

    Caro Romiti, non so se sa cosa significhi per un paese Sovranità Monetaria, di certo ed é sotto gli occhi di tutti che il GRANDE e FANTASTICO euro ha portato in dieci anni dall’introduzione solo miseria al contrario di quello che ci raccontavano i politicanti che l’hanno voluto, peraltro data l’importanza del cambiamento che si creava senza uno strccio di referendum popolare, ma già, in questa Italia un referendum propositivo non si può fare. Un Paese che perde la sovranità monetaria perde inevitabilmente anche quella popolare sicuramente con la nostra liretta come scrive lei, problemi di lavoro e disoccupazione non c’erano al tempo. Rohtshild, banchiere tedesco la cui dinastia impera ancora oggi disse: datemi il controllo sulla moneta di una nazione e non mi preoccuperò di chi ne fa le leggi. Sia fatta la volontà dei banchieri.

  5. Mister Libertarian says:

    Il mio programma da sogno per una rivoluzione libertaria e indipendentista sarebbe questo: nel nuovo ordinamento che sorgerà dalla rovina di Fallitaglia tutte le cariche politiche saranno onorifiche e a titolo gratuito.

    Tutti i dipendenti pubblici avranno sei mesi di tempo per trovarsi un lavoro vero nel settore privato, passati i quali verranno licenziati senza indennizzo.

    Le funzioni che svolgevano saranno abolite (quando inutili) oppure verranno svolte da imprese private, da cooperative o dal volontariato.

    Per tutti i politici e i burocrati che protestano, che si oppongono e che pretendono di continuare a vivere a spese del contribuente si apriranno le porte dei campi di lavoro forzato.

  6. stefano says:

    “Letta ha risposto in modo molto risentito allo scetticismo espresso da Olli Rehn”. Non c’è da stupirsi, visto il carattere narcisista e stizzoso del soggetto. Anche per questo, mi pare che gli enormi problemi che abbiamo vadano al di là della capacità di comprensione della nostra classe (casta) dirigente, tanto al governo quanto all’opposizione.
    Non solo, anche a livello europeo siamo proprio messi male. E’ chiaro che su questa strada non si va da nessuna parte. Mi chiedo spesso: può una persona come la Merkel, la leader de facto dell’Unione Europea, che ha passato metà della sua vita nella miseria materiale e morale della DDR, rendersi realmente utile al progresso dell’Europa?

  7. Albert Nextein says:

    I politici sono fuori controllo, in preda a spasmi ideologici di ogni genere.
    Provvedimenti inconsistenti , dotati di un solo effetto, quello annuncio.

    Sono i numeri, per quanto si tenti di addomesticarli, che parlano.
    I politici giocano coi numeri, danno i numeri.
    Rehn , che non è un liberale e che non mi pare neppure tanto acuto, ha visto che qualcosa non gira nei provvedimenti politici del governo italiano.
    Si è accorto che si sta facendo il gioco delle tre carte.

    Fiat voluntas default.

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