OLIMPIADI A ROMA? SE LE FINANZINO COI LORO SOLDI

del DIRETTORE

Tutto il meglio dell’italianismo si sta mobilitando a favore della candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020. Beh, ci sarebbe solo da ridere rispetto alle capacità organizzative della capitale viste le prove date in questi giorni. Ma passiamo oltre e vediamo tutto questo schieramento di cervelli.

“Caro Monti, firmi”. Al coro che invita il premier sull’impegno del Governo per Roma 2020, si aggiungono i premi Oscar Tornatore e Morricone e altri 28 artisti. ‘Il presidente dimostri che il Governo ha ancora voglia di Volare’, aggiungono sulla falsariga della canzone di Modugno perché non resti solo ‘un sogno che non ritorni mai piu”.

“Caro Presidente Monti – è scritto nella lettera aperta firmata tra gli altri, oltre che da Tornatore e Morricone, Albertazzi, Pippo Baudo, Massimo Ranieri, Gianni Morandi e Verdone – il mondo della cultura si unisce all’appello degli atleti per chiederLe di sostenere con forza la candidatura di Roma ai Giochi Olimpici e Paralimpici del 2020. Le Olimpiadi non sono soltanto un grande evento sportivo, ma anche un’occasione unica per proporre al mondo le ricchezze artistiche e culturali di un Paese. Ciò vale ancora di più per l’Italia, che nel medagliere di queste discipline è da secoli al primo posto. Roma 2020 sarebbe un momento indimenticabile di incontro e di confronto fra diverse lingue, tradizioni e forme di espressione in grado di rilanciare a livello globale la nostra immagine. Candidarsi alle Olimpiadi è un segnale di fiducia in noi stessi, nei nostri giovani, nella capacità dell’Italia di ripartire anche grazie alla sua creatività. Ma perché ciò non resti solo “un sogno che non ritorni mai più”, c’é bisogno che tutti, anche il Governo, dimostrino di avere ancora la voglia di Volare”.

Questa la lista dei 30 firmatari dell’appello: Giorgio Albertazzi, Claudio Amendola, Luca Argentero, Pippo Baudo, Raoul Bova, Enrico Brignano, Antonio Calenda, Milly Carlucci, Antonella Clerici, Carlo Conti, Beppe Fiorello, Alessandro Gassman, Claudia Gerini, Max Giusti, Michele Mirabella, Gianni Morandi, Ennio Morricone, Francesca Neri, Deniz Ozdogan, Massimiliano Pani, Carlo Pedersoli, Gigi Proietti, Massimo Ranieri, Riccardo Scamarcio, Valeria Solarino, Gianni Togni, Giuseppe Tornatore, Massimiliano Vado, Antonello Venditti, Carlo Verdone.

L’idea dell’appello degli artisti per Roma 2020 è piaciuta molto a Rosario Fiorello, Claudio Baglioni e Carmen Consoli che hanno immediatamente chiesto ai trenta sottoscrittori iniziali di aggiungere la loro firma.

Gli artisti seguono nell’appello a numerosi campioni dello sport che sono già scesi in campo. E nelle prossime settimane dovremo sorbirci una valanga di tali uscite, finché arriverà l’immancabile puntata di Porta a Porta con Bruno Vespa gran ciambellano della candidatura. Volete scommetterci?

E per convincere tutti i beoti italioti andranno sproloquiando che dei 4,7 miliardi necessari a sostenere l’operazione (hanno già fatto i conti al millesimo, salvo poi in corso d’opera dirci che saranno diventati 9 o 10, di miliardi), lo Stato recupererà quasi tutto o anche di più: insomma, ci verranno a raccontare che l’operazione è a costo zero o quasi, ma volete mettere quanto ci guadagnerà l’Italia in immagine!!!!.

Ebbene, se l’operazione sarà veramente a costo zero, allora che i quattrini necessari li anticipino i cittadini romani e magari anche laziali (sempre che questi ultimi siano d’accordo) con una sottoscrizione di buoni comunali e regionali del tesoro, che poi gli verranno rimborsati con gli interessi a Olimpiadi consumate. Perché i soldi dovrebbe cacciarli lo Stato, che già sta messo con le pezze al culo e che si vedrebbe costretto a mungerli dalle solite Regioni che inviano nelle casse statali molti più schei di quelli che ricevono di ritorno, cioè le Regioni del Nord? Facessero tutto da soli e qualora ottenessero il risultato gli diremo anche bravi! Per ora, fossimo la classe dirigente del Nord, risponderemmo all’appello con la celebre scultura di Maurizio Cattelan collocata davanti al Palazzo della Borsa di Milano.

 

Intanto per ragionare sul presunto costo zero dell’operazione che vanno spacciando i sostenitori della candidatura olimpica, rileggiamo una significativa analisi pubblicata qualche giorno fa sul sito www.lavoce.info, che non può certo essere tacciato di padanismo.

 

S’HANNO DA FARE LE OLIMPIADI A ROMA NEL 2020?

di Lawrence Bartolomucci

La relazione di compatibilità economica della Commissione Roma 2020 mostra l’impatto positivo in termini economici di una candidatura della capitale alle Olimpiadi e Paralimpiadi del 2020. Analizzando a fondo la relazione, emerge che da un punto di vista metodologico sono state fatte scelte che hanno come conseguenza la convenienza del progetto. Ne deriva che la Commissione ha effettuato una valutazione che sovrastima alcuni benefici dell’evento, e va quindi presa con cautela.

La recente relazione di compatibilità economica per la valutazione della candidatura di Roma alle Olimpiadi e Paralimpiadi del 2020 ha dimostrato il potenziale impatto positivo dei Giochi sull’economia della capitale, del Lazio e del paese nel suo complesso. La Commissione di compatibilità economica, presieduta da Marco Fortis, afferma che le Olimpiadi, in un’ottica keynesiana di supporto pubblico alla domanda, porterebbero a una crescita dell’1,4 per cento del Pil. Nella Relazione, s’ipotizza un impegno economico di 9,7 miliardi di euro, di cui 4,7 miliardi pubblici: 2,5 per costi di organizzazione, 2,8 per infrastrutture sportive e 4,4 per infrastrutture di trasporti, mobilità e progetti urbani. Le Olimpiadi sarebbero a costo zero per lo Statol’investimento si autofinanzierà attraverso un maggior gettito erariale futuro e attraverso i ricavi del Comitato Organizzatore (ad esempio, biglietteria) e della valorizzazione immobiliare. Infine, i benefici occupazionali sarebbero notevoli, ma transitori: 170mila unità anno di lavoro in quattordici anni, con un picco di 29mila nuovi occupati nel 2020.
D’altra parte, è necessario smorzare facili entusiasmi. Il lavoro del team Fortis, seppur svolto con professionalità, sembra rappresentare una giustificazione economica a una decisione puramente politica. Sin dall’edizione di Los Angeles del 1984 sono state introdotte valutazioni ex ante sull’entità del finanziamento necessario e sui benefici derivanti dai Giochi, ma con scarsi risultati. Tali studi sono più che altro esercizi matematici, che dimostrano ipoteticamente la convenienza dell’evento. D’altra parte, se la Relazione fosse inconfutabile, perché il Governo Monti sta prendendo tempo prima di dare una risposta su Roma 2020? Se i Giochi sono tanto convenienti, perché mettere in dubbio i risultati?

IPOTESI CREDIBILI?

Nella relazione, si confronta l’ipotesi in cui vengano assegnati i Giochi a Roma rispetto a un’ipotesi di base in cui i Giochi non vengano ospitati (cioè zero investimenti). Risultato: crescita del Pil e dell’occupazione. Si vede che alla Commissione piace vincere facile. Creare ipotesi alternative credibili è sicuramente impresa ardua. Ma un confronto corretto richiederebbe un’ipotesi rilevante, ad esempio, il caso in cui si investisse comunque in tutte le infrastrutture urbane e sportive previste nella Relazione, escludendo invece i costi direttamente legati all’organizzazione dell’evento. Solo in questo modo sarebbe possibile dimostrare il valore aggiunto delle Olimpiadi.

IL MODELLO

La relazione utilizza una metodologia input/output (I/O) per la valutazione dell’impatto dell’evento. Nell’appendice alla relazione si sostenga che negli ultimi anni tale metodologia sia stata in parte abbandonata a favore di modelli di Computable General Equilibrium (Cge), che superano la visione statica dei modelli I/O, permettendo di inserire le dinamiche comportamentali (come le aspettative) degli agenti.  Nel modello I/O utilizzato dalla commissione, i prezzi dei beni e dei servizi “non sarebbero influenzati, se non marginalmente per gli effetti della maggiore domanda” (pag. 62). Non tenendo in considerazione i vincoli dell’offerta, si sta ipotizzando, ad esempio, che i prezzi di alberghi e ristoranti non aumenteranno durante il periodo dell’analisi. In realtà, l’offerta non è sempre disponibile in qualsiasi quantità, ma sono i prezzi a modificarsi. In definitiva, i modelli I/O non includono gli effetti negativi, ma sovrastimano sistematicamente i benefici di un evento. Anche il modello Cge non è esente da critiche, ma è più accurato, e sorge il dubbio sul perché non sia stato scelto. La risposta si trova tra le righe dell’appendice: “i modelli Cge sono più costosi da sviluppare rispetto agli input-output, a fronte della struttura più complessa e del maggiore quantitativo di dati richiesto” (pag. 69). Di fatto bisognerebbe modellizzare il sistema dei prezzi e dei salari, complicando l’analisi.  Ne consegue che si è preferito risparmiare tempo e denaro.

I PUNTI CRITICI

Nella Relazione si prevede anche:
1. un aumento dei posti di lavoro legati all’organizzazione dei Giochi Olimpici, al commercio, al turismo e al settore delle costruzioni. Ma che tipo di posti di lavoro? Part-time? Temporanei?
2. nessun effetto negativo per il turismo, grazie alla particolare configurazione del nostro sistema turistico, caratterizzato da molti poli di attrazione. I turisti continueranno a visitare Roma e altre località italiane, senza paura di sovraffollamento, con un effetto positivo sui consumi e sul settore turistico. Un modello Cge avrebbe invece incluso l’effetto di un aumento dei prezzi dovuto alla crescita della domanda dei turisti, e anche lo spostamento di risorse in questo settore da altre industrie, con conseguenze economiche negative sulle seconde. Giesecke e Madden dimostrano con un modello Cge come i Giochi di Sidney abbiano comportato uno spiazzamento dei consumi a livello nazionale di 2,1 miliardi di euro;
3. gli investimenti in infrastrutture (il villaggio olimpico e il villaggio media ) verranno “certamente” recuperati attraverso i privati. Una visione a dir poco ottimistica: il costo delle Olimpiadi di Londra 2012 è triplicato dall’anno della candidatura e il governo dovrà coprire con soldi pubblici il mancato investimento, a seguito della crisi, da parte dei privati.
4. la spesa pubblica prevista per i Giochi implicherà una riduzione della spesa in altri settori: a essere tagliate saranno le spese che risulteranno meno efficienti in termini di moltiplicatore del reddito. Sarebbe interessante sapere se anche per questa scelta si utilizzerà sempre un modello I/O.
I risultati finali della Commissione dipendono dunque dalle discutibili ipotesi del modello, che dimostrano la convenienza economica del progetto Roma 2020. Ciò implica che non è una valutazione del tutto obiettiva, e, sovrastimando i benefici, dovrebbe essere presa con cautela.

FONTE ORIGINALE: www.lavoce.info

 

 

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9 Comments

  1. Franco says:

    Ci sono ancora in bella vista “faraoniche opere” ,monumenti allo spreco e all’inutilità,che hanno prodotto soltanto arricchimenti di personaggi legati alla peggiore “politica” degli ultimi venti anni,realizzate proprio con il “pretesto” dell’aumento del PIL e del”ritorno” di immagine dell’italia.Proprio per l’immagine,sarebbe molto meglio starsene zitti zitti,a cercare di far dimenticare ciò che è stato fatto e anche ciò che non è stato fatto,perchè nella maggior parte dei casi c’è soltanto da vergognarsi!Altro che olimpiadi a roma,ennesimo pretesto per spendere un mare di soldi che andrebbero ad aumentare il debito pubblico,bisogna fare come le formiche,mai come tutte quelle cicale che ,da sempre,hanno devastato le casse pubbliche,chiamando le solite formiche a “ripianare” le loro devastazioni.

  2. Marco says:

    Non c’è da offendersi fra nord e sud, facciamo solo il gioco dei vari politici (vedi lega) che da vent’anni ci mangiano sopra rimanendo però sempre chini ai palazzi romani.Io sono d’accordo con l’articolo, se i laziali ed i romani vohgliono le olimpiadi se le finanzino, non voglio, col mio lavoro, continuare a pagare gli sperperi di una classe dirigente italiana che non mi rappresenta.Sono stufo di dare i soldi in mano ai vari Alemanno che di volta in volta si trovano a sprecarli.Che ognuno faccia per se e Dio per tutti.

  3. Marco says:

    Bellissima la citazione “in foto” di quella mitica prima pagina della Padania!

    Concordo pienamente con lo spirito dell’articolo: è una cosa ignobile che in un momento di tali sacrifici economici si pensi a simili operazioni cercando addirittura per spacciarle come “a costo zero”; è ovviamente la solita mobilitazione romana per “fa magnà” un po’ tutto il suo mondo, compresa la manica di “artisti” buoni a nulla, anche padani romanizzati, che si mettono la medaglietta al collo per farsi pubblicità in occasione di queste iniziative “patriottiche”.

  4. Francesco says:

    è triste vedere quanto il campanilismo tolga spazio al buon senso. Il problema della malagestione dei beni pubblici è italiana e non romana o lombarda (nè tantomeno della padania che neanche esiste). Le Olimpiadi sono un’opportunità italiana se e solo se gestite con rigore finanziario e gestionale, cosa di cui hanno dimostrato essere totalmente privi i nostri amministratori. Se verranno creati severi organi di controllo allora me la sentirò di appoggiare questa candidatura.
    Il giornaletto indipendentista ha forse dimenticato le invernali di Torino? Da romano ne fui orgoglioso e andai anche all’inaugurazione. Svegliatevi, i vostri padroni hanno la bocca piena di populismo e interesse solo nei vostri voti.

  5. fabio (da roma) says:

    Possibile che gli schifi, scandali, sprechi ed opere incompiute dei mondiali di CALCIO a roma se li siano già scordati??

    Troppo vecchio? Ma allora è possibile che schifi, scandali, sprechi ed opere incompiute o compiute male dei mondiali di NUOTO appena terminati siano già stati dimenticati, con le piscine finite con le misure sbagliate, piscine sotto sequestro per irregolarità e difetti gravi??

    no, non se lo sono scordato ed anzi è proprio questo che cercano: appalti, appalti, appalti.

    è il solito discorso: l’immenso potere politico ed economico che lo spendere una montagna di soldi ti da.

    Fabio (da roma)

  6. sciadurel says:

    ragazzi ci sono le olimpiadi: c’è da mangiare per tutto il Lazio, ministeri e compagnia cantante … tanto se sforiamo ci son sempre i ciula padani che aprono il portafoglio

  7. checco says:

    Padaniiiii, silenzio e lavorare. Roma doma! Ve lo ha detto pure Bossi che siete un popolo fesso!

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