Ogni due ore muoiono tre aziende. E Milano è al top

di ALTRE FONTI

Trentacinque fallimenti al giorno. Ogni due ore in Italia muoiono 3 imprese: 5.334, per la precisione, nei primi cinque mesi dell’anno. Duecentottantaquattro in più (+5,6%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La fotografia che scatta Unioncamere nel suo ultimo rapporto sulla crisi italiana, che la Stampa è in grado di anticipare, è impietoso. E’ la rappresentazione esatta di quel baratro di fronte al quale ci troviamo da mesi, o se vogliamo l’ultimo fotogramma del film della caduta senza fine della nostra economia: sono i numeri che fanno disperare le nostre imprese e vivere nell’inquietudine il governo.

Oltre ai fallimenti crescono anche le domande di concordato, addirittura triplicate rispetto al 2012: passate da 539 a 904 casi (+68%). In alcuni casi si tratta di un modo per procrastinare situazioni già molto compromesse, in molti altri è invece la via breve per serrare i cordoni della borsa e liberarsi (per un po’) di tanti creditori.

 

Nessuno paga più  

Le imprese muoiono perché i consumi continuano a scendere, perché non riescono o non possono agganciarsi al treno dell’export, perché i costi sono troppo alti. Ma anche perché, spiega Unioncamere, i clienti, spesso altre aziende, non pagano. Insomma si fallisce – e pure tanto – non solo per debiti ma anche per crediti non riscossi. Non solo dallo Stato, che in queste settimane poco alla volta ha iniziato a pagare i suoi primi 20 miliardi di arretrati, ma dai privati.

 

Manifattura al capolinea  

I settori più colpiti sono le attività manifatturiere (1131 fallimenti), le costruzioni (1.138) e il commercio, sia al dettaglio che all’ingrosso (1.203). Ma anche le attività immobiliari non se la passano bene con un aumento del 117,4% delle istanze (salite da 135 a 250). Idem le attività di trasporto e magazzinaggio: +49,5% (da 93 a 281 fallimenti). A fallire sono soprattutto i costruttori edili (680, +67,1%), e le aziende che effettuano lavori di costruzione specialistici (413, +70%). A ruota seguono le attività immobiliari ed i trasportatori (202, +75,7%), ma soffrono anche i ristoratori (202 fallimenti) e ed i fabbricanti di mobili (113 procedure, +91,5%).

Le difficoltà del settore edili ed immobiliare sono fotografate bene anche dall’impennata delle domande di concordato arrivate da questo comparto: +277,3% per le attività immobiliari, +141,7% per le costruzioni. Boom anche nel settore delle industrie alimentari (+222,2% a quota 29) e nel commercio all’ingrosso, +145,5% a quota 108.

 

Il Ko da Nord a Sud  

E’ Milano la città che conquista il primato in questa per nulla entusiasmante graduatoria con circa il 10% di tutti i fallimenti, 525 nei primi 5 mesi del 2013, uno in più del 2012; seguono Roma (466), Napoli (217), Torino (209) e Brescia (143) come Firenze. A livello regionale il record spetta pertanto alla Lombardia (1211 fallimenti, +95), seguita da Lazio (595, +11,4%) e Veneto (454, +11,5%). Mentre sono Toscana (+38,2% a quota 441), Calabria (153, +24,4%) ed Emilia Romagna (+15,1% a quota 428) a segnare i rialzi più forti, segno che la crisi sta penetrando in profondità ovunque nel Paese e non risparmia nemmeno le aree (Emilia, Toscana e Veneto) tradizionalmente più dinamiche ed attrezzate per far fronte alle tempeste dei mercati.

È il segno che il male è ormai diffuso in tutto il corpo del Paese, e che la cura deve essere rapida. E soprattutto molto forte.

da: www.lastampa.it di Paolo Baroni

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16 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    1° – non ci sono più scuse e gli imprenditori ora devono assumere : Letta Enrico
    2° – dall’Expo di Milano ripartirà l’economia : Napoletano Giorgio
    3° – Noi non lavoriamo per il vile interesse, noi lavoriamo unicamente per arricchire gli altri : il gatto e la volpe per convincere Pinocchio a sotterrare gli zecchini d’oro
    4° – Ce ne fossero tanti come voi : il contribuente Pinocchio al gatto e la volpe

  2. luigi bandiera says:

    Si potrebbe anche dire:
    E CHI SE NE FREGA..??

    TANTO IO ESZERE SDADALE..!!

  3. pippogigi says:

    Sottopongo due problemini, presi da situazioni reali. Vorrei vedere le soluzioni

    Problema A: siete a bordo del Titanic, la nave è stata progettata per resistere a 3 compartimenti stagni allagati, ma a causa dell’urto con un iceberg se ne sono allagati 5. La nave ha 3000 passeggeri ma le scialuppe bastano appena per 1000. Non potete contare si aiuti esterni, dovete salvare la nave e la totalità dei passeggeri.

    Problema B: siete a bordo dell’italia, la nave è stata progettata per avere una pressione fiscale massima del 40% del PIl (reale senza il sommerso) ma per l’imperizia del Comandante è arrivata al 70% (reale). Oltre ai lavoratori (autonomi e dipendenti) veri, la nave ha 4 milioni di dipendenti pubblici e 16 milioni di pensionati ma le scialuppe bastano appena per 2,5 milioni di dipendenti pubblici, 8 milioni di pensioni di vecchiaia e 1 milione tra invalidità, superstiti ed altre. Non ci sono scialuppe per pensioni sociali, false pensioni d’invalidità e pensioni d’oro, parlamentari, funzionari pubblici strapagati, province, ecc. Non potete contare su aiuti esterni, dovete salvare la nave e la totalità dei lavoratori (reali) e dei mantenuti parassitari.

    • Albert Nextein says:

      Un’unica soluzione.
      Raccomandarsi al padre eterno.
      Nella speranza che…..clik!

    • luigi bandiera says:

      RIMAREBBE SOLO IL PREGARE QUALCHE SANTO.

      Lo starnazzo da tempo…!??

      Quindi..???

      O SI PREGA O SI SOCCOMBE..!

      FACILE I NATURALE la risposta. O no..??

      Pero’ ne avrei di FUORI CAMPO e ma il CAMPO LIBERO o il TEMA LIBERO non c’e’ e quindi devo SOFFOCARMI IL PENSIERO..!
      Vorrei spiegarlo come alla maniera dell’educazione sessuale…

      Al momento della eiacu……… ci si strozza…
      Le femmine non la capiranno, ma i maschi la dovrebbero capire…

      Ma che goduria sara’ mai poi quella li’..??

      ECCO. UGUALE…!!!

      “Io sono un istrione…

      Kax, con leggo uguale mi suona subito l’Aznavour col suo Istrone..!

      Tah tah tah tah tah tah tahan…

      Perdonatemi se…”

      Che ci volete fare… io sono un sentimentale e un troppo sognatore…

      Sogno la LIBERTA’, per esempio.

      Ma non come quello dei films IL NEMICO NUMERO UNO.
      (Films francesi)

      In questo presunto stato detto ignorantemente nazione, siamo nella liberta’ di espressione, ma CONTROLLATA o AVALLATA o GHETTIZZATA. O altro che or ora non mi viene.

      Voglio dire, i temi sono dati, stabiliti, e le “commentazioni”, il nostro parere sui temi, sono solo sui temi scelti da altri che ci vogliono, ma noi non ce ne accorgiamo forse, GUIDARE VERSO UN LORO OBIETTIVO.

      Ripeto, L’INDIPENDENZA, che la pensa proprio come me, NON C’ENTRA.

      Mi riferisco a testate o THOCAE di livello e potere molto piu’ alto.

      Ocio, LO RIPETO, non fraintendetemi, non parlo per dirlo a L’INDIPENDENZA, fortuna che esiste, ma a tutta la kastinona che fa rima con kantinona (da KST), dei mass media TALIBANI.

      Ovviamente KOMUNISTI DI FATTO e non di SOGNO o di strana opinione mia personale du cui lo sproloquio.

      Un posto dove uno puo’ scrivere senza essere “GUIDATO” sul tema ci dovrebbe essere su tutti i mass media.
      Senza distinzione di “Razza”. IL LETTORE POI FARA’ DA FILTRO. Leggera’ o clickera’ quelli che a lui piacera’.
      Dei miei non ho dubbi… sapendo di aver a che fare con TALIBANI..? Pero’ altri potrebbero avere suc_cesso…

      Poi, ovvio, la redazione o chi per essa li puo’ filtrare e tranquillamente, sti nostri commenti (a parte ke li libererei tout court, i commenti se firmati come in tanti blog come quello di affari talibani, va ben Affari Italiani) se saranno FUORI DEL SEMINATO. Una pisciata fuori boccale capita e spesso per cui… un ocio ci vuole..!

      Ma in questo caso, pisciate fuori boccale, kax tse dovrebbe TAGLIARE I COMMENTI E LE AZIONI DEL GOVERNO (i servitori dello stato) E NON I NOSTRI COMMENTI dato che NOI siamo i SOVRANI… “nemmeno del nostro KAX..!!”

      E, pazienza… ARRIVERANNO GLI INVASORI AD ADOPERARE IL KAX IN VECE NOSTRA..!!

      Perdonate l’ardire…

      Salam

      • pippogigi says:

        Il problema A non ha soluzione, il problema B ce lo ha.
        In realtà ho omesso un particolare: la nave italia è in realtà un grosso catamarano creato unendo gli scafi di due navi già esistenti da molto tempo, diverse per stazza, manovrabilità, potenza dei motori e lingua parlata dagli equipaggi, la nave Padania e la nave Magna Grecia.
        Questi due scafi sono stati uniti, per formare il catamarano, con una sovrastruttura costruita in fretta e male. Al comando sono stati messi dei vecchi ufficiali ottuagenari, un po’ fuori di testa, che passano il giorno a sonnecchiare e si svegliano solo quando il mare si fa agitato esclamando frasi senza senso tipo “italia, unità, federalismo solidale, rigurgiti secessionistici”.
        La nave Magna Grecia è stata subito lasciata andare dal suo equipaggio, nessuna manutenzione, ispezione, cura. Le persone a bordo passano le giornate a prendere il sole e giocare a carte. Ben presto i suoi motori si sono guastati, la cucina non funziona più e così il suo equipaggio ed i suoi passeggeri praticamente vanno a rimorchio dei motori e del timone della Padania, gli unici ancora funzionanti e sfruttano le sue cucine e la sua cambusa per alimentarsi. Le continue falle della nave italia sono state riparate con stracci e tamponi, assolutamente insufficienti e così ad ogni mareggiata, tempesta, la nave fa acqua da tutte le parti.
        Soluzione al problema B: l’equipaggio e i passeggeri della Padania per evitare decidono di eliminare le sovrastrutture e continuare la navigazione da soli. Utilizzano il materiale della sovrastruttura per costruire remi e canne da pesca, le danno all’equipaggio e passeggeri della Magna Grecia e gli insegnano a remare e pescare. Poi se ne vanno abbandonandoli in mezzo al mare. In breve tempo raggiungono sani e salvi, dopo tanti mesi di sofferenze e peregrinazione in mezzo al mare e alle tempeste, un porto sicuro. Immediatamente ridipingono la nave, le cambiano il nome e le sovrastrutture per non farsi riconoscere nel caso anche la nave Magna Grecia arrivasse in porto e qualcuno dei vecchi ufficiali venisse in mente di ricreare il catamarano italia….
        Questa è l’unica soluzione al problema B.

        • luigi bandiera says:

          Bravo,

          l’esempio calza ma non per il CATAMARANO TRIKOLORE… UNO E INDIVISIBILE..!!

          Ci vuole una tempesta, VERA, che SPEZZI IN DUE IL CATAMARANO..!!

          Una forza esterna e non interna, altrimenti ci sarebbero PIANTI, STRIDOR DI DENTI E STRAGI DI INNOCENTI..!

          Bacio le mani

        • Albert Nextein says:

          Tutti conosciamo la reale soluzione pratica.
          Una protesta-sciopero fiscale totale ed energica.
          Chi parla di armi non ha capito bene il quadro.
          Chi parla di mezzi “democratici”, anche quello non ha capito bene.

          Il tempo della protesta ben educata, del cesello democratico , delle petizioni, delle votazioni più o meno farlocche per conoscere il pensiero della gente , è scaduto.
          Si è tutti all’estrema ratio.
          Si è pronti per uno sciopero fiscale che demolisca uno stato marcio come quello che ci vessa.
          E per prendere direttamente in mano i nostri destini.
          Delegare a dei delinquenti ci ha ridotti in estrema difficoltà, al rischio di un’esistenza men che dignitosa.

          Quindi , ecco servita la soluzione, l’unica efficace.
          Tenersi i soldi in tasca.
          Ed affamare stato, e potere.
          Senza paura.

        • Marco says:

          Io invece la vedo così. La nave Magna Grecia non è nelle condizioni di potersi gestire autonomamente a causa dei forti danni subiti dalla tempesta a cui i vecchi ufficiali ottuagenari non hanno saputo rimediare. Di conseguenza il suo equipaggio è costretto a rivolgersi alla nave Padania che è l’unica parte della nave ancora funzionante, ed in cambio la nave Magna Grecia fornisce le sue riserve di combustibile e viveri, senza la quale la nave Padania non potrebbe continuare a navigare. Uso la tua metafora per poter ricordare che il Sud è il principale acquirente e mercato di sbocco del Nord (il 53% del PIL della Lombardia è formato dalle esportazioni interne verso Sud), e che quindi i meridionali concorrono in maniera diretta alla formazione del PIL e della ricchezza dei lombardi e del Nord in genere. La grande crisi del Nord è dovuta soprattutto alla grande crisi del Sud (-300.000 posti di lavoro dal 2007 ad oggi) che ha di conseguenza ridotto gli acquisti ed i consumi dei prodotti settentrionali. In termini economici, il Sud sta al Nord come l’Europa sta alla Cina o agli Stati Uniti.

          • Miki says:

            Come fa un’esportazione ad essere interna? Non vorrei che fosse come i soldi con cui l’u.e. finanzia certe iniziative italiote. Soldi italioti che alla fine tornano (ridotti) in italiozia. Ma sempre nostri sono!

  4. luigi bandiera says:

    Pero’ visite pastorali NIET..!

    Quindi..??

    Vale di piu’ l’INVASIONE DELLA PRODUZIONE..??

    MEDITARE GENTE… ALMENO A PASQUA.

    Ma mi posso sbagliare e io non giudico ma constato.

  5. Dan says:

    La gente deve mettersi bene in testa che è arrivato il momento di scegliere: o continuare a tenere bassa la testa e mantenere lo stato o tagliargli i viveri.

    Se si mantiene lo stato si fallisce.
    Se ci si rifiuta si deve essere pronti ad affrontarlo.

    Fuggire non è più un’opzione attuabile

    • luigi bandiera says:

      Dan,
      CONDIVIDO…

      Scappare dove al giorno d’oggi..??

      Solo su altri pianeti o sistemi solari, quindi IMPOSSIBILE SCAPPARE: SIAMO IN ALKATRAZ..!

      E LORO LO SANNO… e da TEMPO..!

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