OGM, CHIUSI I CAMPI IN TUSCIA: LA RICERCA E’ MORTA

di REDAZIONE

“E’ un duro colpo per chi crede nella ricerca e nell’innovazione. Il progetto della Tuscia era uno dei fiori all’occhiello della sperimentazione sugli Ogm in Italia, in pratica l’ultimo rimasto attivo”, ha commentato Duilio Campagnolo Presidente di Futuragra. “Gli agricoltori italiani sono fermamente convinti della validità della ricerca in materia di biotecnologie, ma le nostre istituzioni, che da una parte si dicono a favore della scienza, dall’altro preferiscono continuare la via dell’oscurantismo, anche per una serie di vuoti normativi che non permettono l’autorizzazione a nuove sperimentazioni”.

“Con questo atto cala il sipario su uno degli ultimi studi sulle biotecnologie vegetali in Italia, dove veniva portato avanti anche un importante progetto per salvare le piantagioni di kiwi al momento di difficoltà” ha proseguito Campagnolo. “E’ da diverso tempo che Futuragra denuncia, sia a livello italiano che europeo, il drammatico stato in cui versa la ricerca nel nostro Paese. Dieci anni fa erano 250 i progetti portati avanti, mentre oggi la sperimentazione è pressoché azzerata. Una situazione paradossale, che costringe il nostro Paese a rimanere al palo e isolato dal resto del mondo, dove esistono centri sperimentali in cui vengono studiate piante che rappresentano il futuro dell’agricoltura, dell’agro-industria e della medicina, fondamentali quindi anche per la qualità dell’ambiente e dell’alimentazione” ha aggiunto Campagnolo.

“Per sbloccare questo immobilismo, Futuragra rinnova la sua proposta di mettere a disposizione una parte dei 30mila ettari dei campi dei suoi associati per dare il via a semine sperimentali in pieno campo, nel rispetto della regolamentazione autorizzata dalla Comunità europea” ha proseguito Campagnolo. “Siamo fiduciosi che questo segnale forte sia la soluzione per mettere la parola fine alle polemiche antiscientifiche e tecnofobiche, per riportare all’avanguardia la ricerca pubblica in Italia” ha concluso Campagnolo.

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3 Comments

  1. MarcoGiovanni says:

    “Una ricerca che finisce con la decisione del Ministero, definita “un vero successo” da Mario Capanna, presidente della Fondazione diritti genetici che lo scorso 18 maggio ne aveva segnalato la presenza e richiesto la distruzione, visto che le autorizzazioni alla sperimentazione erano scadute da più di tre anni. “Un esempio di vero e proprio governo civico, che, sollecitando le istituzioni, ha saputo ripristinare la legalità e incentivare la ricerca”, conclude Capanna plaudendo la decisione dei Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura di proseguire allo smantellamento.”
    http://daily.wired.it/news/scienza/2012/06/13/ogm-tuscia-ricerca-57864.html?utm_source=wired&utm_medium=NL

    Finchè si darà voce (e soldi) a gente come il troglodita suddetto, è chiaro che questo paese sarà destinato al fallimento totale su tutti i fronti

  2. Pippo says:

    Ma siete sicuri che sia vero, non ve la siete inventata la notizia? Perché mi sembra che il sito del corriere.it non ne parli da nessuna parte [contiene alte dosi di ironia].

    • Leonardo says:

      (ANSA) – ROMA, 7 GIU 2012 – Via libera alla bonifica dei campi sperimentali di piante transgeniche dell’università della Tuscia. A mettere la parola fine ad una sperimentazione che era iniziata nel 1998 ma che era oramai scaduta da 3 anni è il ministero dell’Ambiente in una lettera indirizzata alla Fondazione Diritti Genetici. La Fondazione aveva scritto al ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, a quello dell’Agricoltura, Mario Catania, e al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, chiedendo la dismissione del campo in applicazione della legge e l’avvio di un programma di ricerca. «La lettera del ministero, datata 31 maggio, parla di immediata dismissione del sito di sperimentazione», afferma il presidente della Fondazione, Mario Capanna, sottolineando che al momento nessuna bonifica è ancora avvenuta. «Dispiace però che il ministero presieduto da Clini non abbia preso in considerazione la possibilità di fare ricerca, sottovalutandone l’importanza», aggiunge Capanna, precisando che, invece, dal ministero dell’Agricoltura è arrivato il beneplacito per l’avvio di un programma di ricerca prima della dismissione del sito. Quanto al Governatore del Lazio, evidenzia il presidente della Fondazione, «nonostante la lettera inviata, al momento vi è un incomprensibile silenzio. Se questo silenzio continuerà – conclude – saremo costretti a denunciare Polverini per omissione di atti di ufficio».

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