Ogbonna: lo “ius soli” sia frutto di una libera scelta

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

«Ogbonna al Festival di Sanremo disse:Io ho ricevuto la cittadinanza a 18 anni, ma poi io credo che sia una cosa soggettiva perché molti genitori ritengono opportuno non ricevere la cittadinanza, invece altri sì. Quindi, è giusta la libera scelta”. Noi la pensiamo esattamente allo stesso modo». È quanto fa sapere il capogruppo di Più Toscana in Consiglio regionale, Antonio Gambetta Vianna, intervenendo sul diritto di cittadinanza. Il consigliere regionale italobrasiliano ha scelto di riportare «per filo e per segno le parole del difensore del Torino e della Nazionale italiana perché con semplicità lo scorso 12 febbraio a Sanremo ha riportato il pensiero di milioni di immigrati che, alla cittadinanza imposta fin dalla nascita per ius soli, preferiscono un percorso alternativo di libertà di scelta. Infatti, non dimentichiamoci che la maggior parte dei figli degli immigrati, per esempio i cinesi, perderebbero la possibilità di ottenere il passaporto del Paese d’origine dei propri genitori».

Secondo Gambetta Vianna, «quando si parla di immigrazione, invece di buttarsi nella demagogia dello ius soli, bisognerebbe pensare a risolvere i problemi burocratici concreti che quotidianamente affliggono gli immigrati: dalle file chilometriche agli sportelli della Questura per operazioni di non più di cinque minuti alla difficoltà nel reperire la documentazione necessaria al rinnovo dei documenti quando, nell’epoca di internet, basterebbe un semplice software per collegare Questure, Comuni, Inps e Tribunali. Senza dimenticarci di chi in Italia acquista una casa e, per la crisi e l’assenza di lavoro, rischia di perdere il permesso di soggiorno e, quindi, di tornare nel proprio Paese nonostante abbia acquistato qui un bene immobile. Non è regalando la cittadinanza a destra e a sinistra che si risolvono queste cose – conclude Gambetta Vianna –, bensì con una politica semplice e mirata».

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4 Comments

  1. caterina says:

    anche per me i figli di immigrati, anche se si trovano in Italia con permesso di soggiorno, dovrebbero poter optare per la cittadinanza alla maggiore età sempre che nulla osti per il comportamento.
    Qualcosa di analogo esiste anche per l’assunzione del cognome del padre, qualora non sia stato conferito alla nascita o in tenerissima età…la sua attribuzione per volontà espressa tardivamente non è automatica…
    Niente deve essere automatico…neppure una legge dello stato lo dovrebbe poter imporre, per il principio che ogni individuo deve essere rispettato in quanto tale, e per simili decisioni la maggior età è vista come piena consapevolezza di sè.

  2. Dan says:

    Ma più semplicemente qualcuno ha visto fino adesso un figlio di immigrati, impiccarsi perchè lo stato gli ha rifiutato la cittadinanza ?

    • Miki says:

      Non direi,anche perche’ hanno gli stessi diritti di chi la cittadinanza la possiede. Capirei se ci fossero differenze

      • Dan says:

        E allora di che cazzo stanno a parlare la Kyenge e tutti gli altri là dentro ?
        E’ in atto una vera emergenza umanitaria che potrebbe essere foriera di un disastro internazionale della portata della seconda guerra mondiale e sta manica di stronzi si preoccupa di chi non fabbisogna di un fico secco.
        E’ evidente che un Preiti non è bastato…

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