Odio e prepotenza sono ormai lo stato d’animo abituale del “cittadino del mondo”

ANONIMUSdi SERGIO BIANCHINI – L’odio e la paura non sono, come sostengono tutti gli intelligentini al potere oggi nei media, i tremendi sentimenti base del populismo. Anzi. Siccome il “populismo” si è fatto strada dopo decenni di dominio incontrastato e martellante del mondialismo, oggi il populismo ha una marcia calma e una determinazione crescente destinata a vincere. La forza tranquilla del populismo, cioè del nuovo nazionalismo antimperialista e antiegemonista, nasce dall’evidenza dei fatti quotidiani. Fatti che ci hanno costretto ad abbandonare quelle che in larga misura erano state anche le nostre illusioni giovanili. L’idea che fosse semplice abolire l’irrazionalità (presunta) del vecchio mondo, con le sue divisioni, le sue guerre, la sua stagnazione, il suo sviluppo ineguale, il suo muscolarismo. Ci eravamo illusi che bastasse “mettere dei fiori nei cannoni ” (lo slogan della famosa canzone dei Giganti del 1964), eliminare la forza armata e giudiziaria dalla vita sociale dei popoli e del mondo per creare il nuovo mondo. E invece no, oggi dobbiamo scoprire che le sovranità nazionali sono ancora utili, anzi necessarie. Comprendiamo anche  che una più libera dinamica delle nazioni favorirà anche la nascita di nuove nazioni come avviene da 70 anni. E che proprio chi ha in mente un mondo intero sotto il suo dominio arbitrario (da decenni gli USA però adesso si spera in Trump) vuole demolire le nazioni, i confini, qualunque specifica territorialità.

Con grande stupore abbiamo visto la determinazione guerresca implacabile degli umanisti e dei democratici di tipo nuovo che hanno riempito l’europa, il nord africa, il medio oriente, di guerre umanitarie, democratiche e progressiste.

Pur animati dal desiderio di libertà e di indipendenza dobbiamo riconoscere che il superamento delle nazioni dovrà avvenire per linee interne, con tempi propri, passando per la pacifica, spontanea e libera cooperazione delle nazioni stesse.

Le recenti manifestazioni in america e perfino nel mondo, contro l’insediamento del legittimo presidente Trump dimostrano proprio che il mondialismo è prepotente, pieno di rancori e di odio.

E la maschera di anonimus, il presunto  autonominato vendicatore delle ingiustizie dei potenti, si rivela invece come la maschera beffarda e angosciante del “cittadino del mondo”, l’agente segreto del mondialismo finanziario e guerresco.

 

Il”cittadino del mondo” di oggi non è più il povero romantico giustiziere cantato nelle canzoni anarchiche di 100-120 anni fa. Si sa che non tutti gli anarchici erano puri e miti idealisti, anzi alcune frange teorizzarono e praticarono largamente l’omicidio politico da cui sempre si dissociò il riformismo popolare cattolico e socialista. Fa meditare l’amore per la follia anarchica cantato negli anno ’60 da un idolatrato Guccini nella canzone  “il ferroviere”.

Comunque oggi “il cittadino del mondo”è, di solito, un personaggio sostenuto dalla grande finanza e dai media, isolato nell’opinione pubblica, spregiatore della gente normale e del proprio popolo e disposto ad ogni avventura anche violenta di sopraffazione. Lui, proprio lui è pieno d’odio e di paure, non il populista, cioè il nazionalista di tipo nuovo.

Una triste evoluzione che ci obbliga ad abbandonare romanticismi fasulli come quelli di De Andrè e Guccini e sforzarci di generare idee nuove. Idee vere, idee ed azioni di governo utili alle nostre genti più vicine ed ai nostri territori, pur con la totale disponibilità a collaborare col mondo intero.

Per quanto mi riguarda, io mi sento e sono per un “cittadino europeo” e cioè per una crescita delle buone relazioni, anche legali ed istituzionali, ma tra i cittadini dei paesi europei e quindi assolutamente il contrario dell’europa oggi in azione.

Oggi  al contrario l’asse dominante dell’Europa (Francia, Germania, Italia)preferisce far uscire da sè l’inghilterra, scontrarsi con l’Austria, l’Ungheria e gli altri paesi balcanici e con i paesi del nord. Preferisce portare al calor bianco lo scontro interno e spaccare l’opinione pubblica di ogni paese europeo pur di sostenere una folle immigrazione artificiosa. Artificiosa perchè non deriva dal normale scambio economico basato sulla convenienza e sull’interesse reciproco dei popoli e degli stati ma è un meccanismo per forzare, manu militari mascherata da umanesimo, sia le dinamiche interne dell’Italia che quelle tra i vari paesi europei.

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LA CANZONE PIU FAMOSA DELL’INTERNAZIONALISMO ANARCHICO E SOCIALISTA DI INIZIO ‘900

Nostra patria è il mondo intero  Autore testo: Pietro Gori  Anno: 1919

 

O profughi d’Italia a la ventura

si va senza rimpianti nè paura.

Rit.Nostra patria è il mondo intero nostra legge è la libertà ed un pensiero ribelle in cor ci sta.

Dei miseri le turbe sollevando

fummo d’ogni nazione messi al bando.

Rit.Nostra patria è il mondo intero nostra legge è la libertà ed un pensiero ribelle in cor ci sta.

Dovunque uno sfruttato si ribelli

noi troveremo schiere di fratelli.

Rit.Nostra patria è il mondo intero nostra legge è la libertà ed un pensiero ribelle in cor ci sta.

Raminghi per le terre e per i mari

per un’Idea lasciamo i nostri cari.

Rit.Nostra patria è il mondo intero nostra legge è la libertà ed un pensiero ribelle in cor ci sta.

Passiam di plebi varie tra i dolori

de la nazione umana precursori.

Rit.Nostra patria è il mondo intero nostra legge è la libertà ed un pensiero ribelle in cor ci sta.

Ma torneranno Italia i tuoi proscritti

ad agitar la face dei diritti.

Rit.Nostra patria è il mondo intero nostra legge è la libertà ed un pensiero ribelle in cor ci sta.

 

 

 

 

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