Obiettivo Roma, ce lo siamo già dimenticati? Promemoria per i politicamente corretti

isisdi ROBERTO BERNARDELLI – Un mese dopo la prima strage parigina nel gennaio 2015, l’Isis ci ricordò che sarebbe toccato anche a noi e lo fece con una copertina senza se e senza ma. Una bandiera nera sul Colosseo.
Con le mani sul grilletto, stiamo arrivando a Roma”: era l’ultima minaccia propagandista in account Twitter legato ai jihadisti libici. E sempre su Twitter un account affiliato allo Stato islamico libico postò la foto di un jihadista armato, davanti al mare, che guarda il Colosseo sullo sfondo. Una scritta recitava l’Isis “dalla Libia sta arrivando a Roma”.

Minacce Isis a Roma, spunta la bandiera nera sul Colosseo

Ma non finisce qui. Agli smemorati ricordiamo anche che nella seconda minaccia era disegnato il gasdotto Greenstream che da Wafa in Libia arriva a Gela, in Sicilia, una delle principali linee di rifornimento energetico dell’Italia, ricordano bene gli esperti.

“Le onde ancora ci separano, ma questo è un mare piccolo, è una promessa al nostro Profeta”, minacciavano nel comunicato allegato ai nuovi proclami Isis: “State attenti, ogni stupido passo vi costerà caro”.XEROX F04926

Si leggeva nelle agenzie del febbraio 2015 “che da settembre a oggi, il termine “Rum”, con cui i seguaci di Baghdadi indicavano secondo la tradizione musulmana l’antica Costantinopoli, ha effettivamente cambiato senso. Dalle minacce del portavoce Isis Adnani, lo scorso settembre, la propaganda dello Stato islamico parla concretamente della Città Eterna, cuore cristiano d’Europa e sede del Vaticano”. Colosseo o piazza San Pietro, stessa zuppa.

 

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