Obiettivo: abolire le Regioni e sopprimere il sogno federalista

di FABRIZIO DAL COL
Il premier  Mario Monti,  come l’on. Antonio Martino, si è convinto che eliminare le Regioni sia la scelta più giusta per ridurre i costi e, per logica conseguenza, anche quelli prodotti dal malaffare che alligna nei vari Consigli regionali. Il 5 di ottobre il quotidiano online L’Indipendenza, che qui ringrazio, ha ospitato un mio critico articolo sullo stesso tema ovvero, quello della necessità  o meno di eliminare le Regioni: “Abolire le Regioni ? La ricetta di Martino: altra fregatura in arrivo”. Detto questo, ieri mattina apprendiamo la notizia che il Governo ha presentato in Consiglio dei Ministri un progetto di riforma costituzionale: “Stiamo pensando a un intervento chirurgico sul titolo quinto della Costituzione per aggiustare alcune cose”, aveva annunciato mercoledì scorso il ministro Filippo Patroni Griffi alla commissione  Affari Costituzionali dellla Camera. Versione poi confermata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà.  E giusto per citare l’articolo sopra citato la domanda che ora sorge spontanea anche ai  lettori  è: dove sta la fregatura? Prima di capirlo dovremo però precisare che una eventuale approvazione di questa riforma  metterebbe per sempre la parola fine all’idea di trasformare lo stato centralista italiano che conosciamo in un moderno Stato Federale. Questo perché chi ha letto la relazione che accompagna  il disegno di legge di modifica costituzionale, non può non aver capito che più che di un intervento chirurgico si tratta di una rivoluzione tesa a realizzare l’esatto contrario di una vera riforma in senso federale dello Stato di cui oggi  ci sarebbe invece la vera e unica necessità.

L’abolizione o comunque lo svuotamento delle Regioni potrebbe cominciare subito. I tempi sono strettissimi: per cambiare la Carta serve un doppio passaggio in Parlamento, tra Camera e Senato. E serve la maggioranza qualificata dei due terzi, altrimenti scatta il referendum confermativo. Il motivo dell’urgenza? Da un lato potrebbe rivelarsi utile cavalcare l’onda del malaffare che ha coinvolto alcune delle Regioni per giustificare tale necessità  e ottenere i grandi risparmi che ne deriverebbero dalla soppressione e dall’altro il governo deve fare in fretta perché da questo dipende larga parte delle misure che ha in mente o che ha già avviato. Giusto per fare un esempio: i tagli alle Regioni a Statuto speciale richiesti a gran voce da una buona parte dei politici di tutti gli schieramenti valgono il 35 per cento dei risparmi totali previsti dal provvedimento sui costi della politica e potrebbero essere impugnati da un momento all’altro davanti alla Consulta sulla base di una sentenza del 2011.

Ma torniamo ora alla fregatura: il fattore che l’Euro possa divenire un elemento di disgregazione degli Stati è un rischio, paventato ancora nel mese di agosto proprio da premier italiano Mario Monti a cui  l’Italia, in primis, sta andando incontro in questo momento come paese più vulnerabile e quindi a rischio. Sempre nel mese di agosto, il premier italiano manifestava le sue forte preoccupazioni per l’ascesa dei fenomeni politici  localisti Europei e per le accentuate richieste di rinuncia che provenivano dagli Stati avversi alla partecipazione della costituenda Europa politica. Monti, ben sapendo che tra non molto si deciderà di costituire l’Europa politica, ha tutto l’interesse ad eliminare in fretta le Regioni per i motivi di cui sopra, ma anche per evitare di doverlo fare fuori tempo massimo e senza subire gli ostracismi o intralci politici regionali quando si tratterà di partecipare all’Europa politica. Se invece cadessero i presupposti di partecipazione dell’Italia alla costituzione politica europea, con la eliminazione delle Regioni l’Italia eviterebbe anche il rischio di disgregazione della sua unità.

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19 Comments

  1. Mak says:

    Concordo, le regioni sono più inutili delle provincie stesse.

    Riflettiamo:
    Ogni ente indipendente può emanare leggi.
    Ci troviamo quindi una serie di layer legislativi che aumentano:

    Europa
    Italia
    Regioni
    Provincie
    Comuni

    TUtti con poteri legislativi. Ma è follia !! quello che vale in un comune può non valere nel comune vicino, o nella provincia o nella regione. Esistono leggi regionali che bloccano una certa cosa ma nella regione accanto, magari a 10 metri, la stessa cosa si può fare.

    Come si fa a conoscere un settore in questo modo ? Cosa si studia ? Come deve comportarsi un imprenditore che cambia sede ? Deve studiare tutto ?
    BASTA !
    Via le regioni. Via le autonomia.
    Roma decide, provincie e comuni applicano con pochissimi margini.
    Le provincie intervengono quando la pratica è troppo complessa per i comuni che spesso non hanno competenze specifiche e necessarie.

    Così almeno le leggi sono uguali per tutti, uno sa quello che deve fare senza autonomie che stravolgono tutto, senza duplicazioni di enti che legiferano senza avere conoscenze, capacità e personale.

    Meno personale statale, più efficienza.
    Il sogno federalista, il campanilismo della lega ha affossato l’Italia aggravando la burocrazia, aggiungendo e duplicando enti, aumentando il numero degli statali, aggiungendo centri di sprechi assurdi.
    Grazie.

  2. mat says:

    abolendo le regioni, ci cancelleranno definitivamente l’identità, le nostre radici, la nostra storia. se dovesse accadere realmente tutto questo, farò di tutto per togliermi la cittadinanza italiana e vivere per sempre altrove. tanto, per non aver alcuna identità, vado a scegliermela io, nel paese che mi piace di più, senza che nessuno me la imponga!

  3. max says:

    Le mosse di questi governanti erano prevedibili e scontate dare finanziamenti a pioggia al sud,coprire i buchi di bilancio di svariati miliardi di euro,in parlamento durante il cestino-time di un mese fa il ministro Giarda quello con le orecchie da elefante ha risposto ad un esponente della Lega che chiedeva chi ripianasse il buco l’Orecchione ha risposto “che essendo la Sicilia regione a statuto speciale il governo e men che meno lo stato può intromettersi nelle spese della stessa per un articolo del 1946,dunque loro spendono e noi paghiamo,e che solamente l’ Europa può intromettersi negli affari siciliani chiedendo lumi.Ci stanno portando al disfacimento totale e noi 10milioni di coglioni lombardi +veneti+piemontesi+friulani stiamo ancora ad ascoltare questi delinquenti,quando ci sveglieremo sarà troppo tardi.

  4. Gianni says:

    Non tutto viene per nuocere, dopo avere abolito le regioni,
    possiamo fare le tre macro regioni, detto del grande Miglio

  5. erio says:

    La storia insegna che in un processo di disgregazione, modifiche istituzionali provenienti dall’alto non fanno che
    accelerarne l’iter: quindi ben vengano!

  6. vito leucci says:

    Consideriamo quale sia , attualmente, la capacità e possibilità di condurre una politica economica del parlamento italiano . Ci accorgiamo che esso è legato mani e piedi, dal : “Patto di stabilita, MES, l Fiscal Compact, Pareggio di Bilancio”. Con un PIL in decrescita del 2,6% ed un debito di più di 2000 miliardi di Euro, c’è poco da fare. Unica risorsa del parlamento sarebbe tagliare le spese, cosa che il governo Monti sta attuando al ritmo di un decreto al mese. Ad oggi saremo arrivai a 100 miliardi di imposte e tasse che gravano sulla classe media. Unici esclusi da queste manovre, sinora, i gruppi finanziari, la chiesa, le associazioni politiche e no-profit, la dirigenza statale e privata e , non ultimi i parlamentari, compreso il Capo dello Stato. In una tale condizione, lo Stato è obbligato a indebitarsi sempre più con emissioni di titoli pubblici, per fare fronte ai mancati introiti, stante la diminuzione dell’irpef da lavoro subordinato, dai guadagni delle industrie che chiudono, dalla mancanza di esportazioni, dalla fuga di capitali spostati altrove e non reinvestiti in patria. Con una tassazione vicina al 70% non può rischiare una insurrezione!. Certo ci si abitua a tutto per vivere!, sino ad un certo punto però. Il punto di rottura è così vicino ed è altrettanto insensibie la capacità del parlamento di valutarlo che potrebbe anche essere stato superato. Immaginate ora cosa può fare un parlamento regionale in tale situazione. Ultimo impedimento ad operare, recentissimo è il DDL di stabilità, appena approvato. In esso vengono limitati gli argomenti ed i capitoli di spesa di interesse delle regioni in ambiente energetico ed altri . L’intenzione è quella di accentrare tutto in modo da condurre una politica energita nazionale che non abbia impedimenti dal territorio. Ovviamente ciò ha due lati da considerare: il primo attiene alla nazione ma il secondo attiene al territorio. Se una regione non può legiferare sull’ambiente e territorio, non ha più ragione d’essere. E’ logica conseguenza quindi eliminare le regioni. Il discorso fila. Mi domando cosa siamo esistiti a fare , siamo una classe che non ha operato alcunchè di buono in seno ad una società che ora è chiamata a ritornare indietro di 60 anni. Abbiamo fallito! tutti noi!.
    Oppure abbiamo operato così bene per la società che ad alcuni finanzieri che governano questo assurdo, inesistente capitale finanziario mondiale, la cosa non è andata a genio. Immaginate di essere uno di loro cosa fareste?
    Se esaminate cosa è accaduto e continua ad accadere in Italia dal 1992 in poi vi accorgereste che fareste esattamente ciò che è stato fatto in Italia e nell’Europa. La cosa mi spaventa!
    Vito Leucci

  7. paolo tinelli says:

    lo stato itagliano è come un padre disoccupato e nullatenente che ha 2 figli: uno lavora e si mantiene col suo stipendio. il secondo non studia, non lavora e si mantiene con la paghetta di papà, il quale però, non avendo un quattrino, prende i soldi dal figlio lavoratore.
    se il padre fosse un federalista si farebbe da parte, pretenderebbe per se il minimo necessario per vivere e lascerebbe che ogni figlio se la cavasse da sè, responsabilizzandoli e stimolandoli.
    se il padre fosse un centralista continuerebbe nel suo modo di fare, impoverendo e corrompendo sempre di più il figlio buono e mantenendo il bamboccione a vita.
    se il padre fosse monti sopprimerebbe i figli.

  8. Longobard says:

    ottimo! l’abolzione delle regioni è forse proprio la scintilla che manca per l’indipendenza del veneto

  9. Dan says:

    “con la eliminazione delle Regioni l’Italia eviterebbe anche il rischio di disgregazione della sua unità”

    Lo dice lui perchè la gente non diventa automaticamente italiana semplicemente perchè le togli le regioni.
    Il veneto continuerà a magnare gatti così come il terun la pizza con o senza una cartina politica atta a delimitare la regione veneta da quella campana.

    Possono illudersi fin che vogliono: 150 anni non hanno fatto gli italiani e 10 non faranno gli europei.
    Questo voler unificare a tutti i costi equivale a chiudere con ogni mezzo una pentola a pressione con il solo risultato di vederla scoppiare in mille pezzi

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