Il Nobel Obama fa lo svizzero: baby clandestini go home!

di ELSA FARINELLIObamaRenzi-622x392
Napolitano e Renzi avrebbero il coraggio di fare come Obama, intimare cioè lo stop degli arrivi clandestini di minori? Manco per idea.
Ce li vediamo a Lampedusa a chiedere a chi sbarca: “baby clandestini go home”? Figuriamoci. Eppure il più democratico dei presidenti democratici, uno che sa cosa voglia dire immigrazione e fuga, il capo popolo dei diritti degli afroamericani, dei latinos, di tutte le minoranze, ora esorta le famiglie dell’America centrale ad uno stop, a non ricorrere allo stratagemma di inviare clandestinamente i loro figli minori negli Stati Uniti, passando per il Messico.
Incredibile ma vero: ”Questi genitori devono sapere che si tratta di un tragitto estremamente pericoloso e che è molto poco probabile che i loro figli vengano autorizzati a restare” negli Stati Uniti, ha affermato Obama, riferendosi ai circa 57.000 minori non accompagnati che sono stati fermati da ottobre scorso alla frontiera con il Messico. Insomma, un flusso incontrollabile dalle conseguenze altrettanto incontrollabili per i già fragili equilibri sociali degli States, la terra di tutti e per tutti. Ma non più per tutti.
Il parallelismo con l’Italia degli sbarchi senza tregua, dell’Europa che non muove un dito, è inevitabile. Forse a questo punto meritano di più il Nobel per la pace Lampedusa, Ragusa, o Baranzate di Bollate dove si registra la più alta percentuale di presenza straniera e tutti gli altri centri che esplodono di accoglienza forzata piuttosto che il presidente americano o il presidente del Consiglio europeo, Van Rompuy. Quale pace?
Di recente la Fondazione Moressa ha divulgato, su dati del ministero dell’Interno, la fotografia della distribuzione degli stranieri sul territorio. Eccola.

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Obama che direbbe a Renzi? E Renzi, con Napolitano, che ne pensano dell’uscita politicamente corretta del loro idolo oltreoceano?
“Secondo i dati del Ministero dell’Interno (aggiornati al 19 maggio) gli sbarchi di migranti sulle nostre coste hanno già superato quota 38 mila, circa 9 volte in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Considerando che gli sbarchi sono continuati (intensificandosi ulteriormente) anche nelle prime due settimane di giugno, probabilmente in meno di sei mesi si è già superata la quota complessiva di sbarchi del 2013 (43 mila) e si può prevedere il raggiungimento del picco massimo del 2011 (63 mila), anno dell’”emergenza Nordafrica”.
Il dettaglio locale mostra come sia cambiata la geografia del fenomeno: la Sicilia rimane la regione con più arrivi (decuplicati nell’ultimo anno), ma si registra una diversificazione delle località interessate: il 95% degli sbarchi è avvenuto infatti in località diverse da Lampedusa, che invece registra un dimezzamento degli arrivi”. Saturazione già raggiunta, di fatto, per il sistema d’accoglienza.

 

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