Romney supera Obama: è l’effetto del duello in Tv

di REDAZIONE

Il deludente duello Tv con Mitt Romney sta costando caro a Barack Obama. Il candidato repubblicano alla Casa Bianca – che prima del dibattito presidenziale era nettamente indietro – ha oramai azzerato lo svantaggio nei confronti del presidente americano, con la maggioranza dei sondaggi che mostrano un nuovo testa a testa tra i due candidati. L’ultima rilevazione e’ quella di Gallup, secondo cui tra Obama e Romney e’ di nuovo pareggio: 47% a 47% tra gli elettori registrati. Un altro sondaggio, ritiene Romney in vantaggio per 47 a 43.

Prima del 3 ottobre il presidente in carica guidava di cinque punti. Il sito specializzato RealClearPolitics.com – che elabora una media di tutti i principali sondaggi – da’ l’attuale inquilino della Casa Bianca avanti di un soffio, appena l’1,1%, ma alcuni dei dati presi in considerazione sono riferiti a prima del confronto dell’Universita’ di Denver. Lo stesso Obama, lasciandosi andare davanti a uno straordinario parterre di star a Los Angeles (da George Clooney a Jon Bon Jovi, da Stevie Wonder a Kate Perry), ha indirettamente ammesso il passo falso nel primo duello con Romney, riandando al ‘magico’ 2008: ”Di allora – ha detto – ognuno ricorda la vittoria, ma non sempre si ricordano gli ostacoli incontrati lungo la strada. Le cose viste col senno di poi spesso sembrano tutte positive. Ma sul momento si fanno tutti gli errori possibili. Prendemmo delle cantonate. Io presi delle cantonate. Ma furono gli americani a spingerci in avanti”. Intanto, cercando di sfruttare il vento favorevole, Romney attacca a testa bassa sulla politica estera, finora il suo punto piu’ debole.

In un attesissimo intervento al Virginia Military Institute ha illustrato la sua linea su Medio Oriente, Iran, Siria, Russia, Cina, cercando di capovolgere l’impressione fin qui data di non avere una visione complessiva adeguata.Ha quindi criticato Obama di aver indebolito l’influenza dell’America nel mondo: ”La speranza non e’ una strategia per affrontare questioni come quella del Medio Oriente, dell’Iran o della Siria”, ha affermato, giocando sullo slogan obamiano ”Hope”. E prospettando una politica fatta di ”piu’ sicurezza, piu’ cooperazione e piu’ investimenti per lo sviluppo”. ”I nostri alleati – ha proseguito – non vogliono un’America alla merce’ degli eventi, ma un’America piu’ forte in grado di guidare gli eventi, di essere leader”. Sull’Iran Romney ha quindi parlato di eccessiva prudenza e di ”situazione pericolosa”, con il presidente americano accusato di deteriorare i rapporti tra Stati Uniti ed Israele; sulla Libia e sull’attacco al consolato Usa di Bengasi ha parlato di sottovalutazione della minaccia terroristica; sulla Siria ha accusato Obama di ”fallimento”. Ha poi promesso ‘zero flessibilita’ verso il presidente russo Vladimir Putin sul progetto americano di scudo antimissilistico e una linea piu’ dura verso Pechino.

Per il candidato repubblicano sono le prove generali per i prossimi duelli Tv dove, a differenza del primo confronto, la politica estera sara’ al centro del dibattito. Laconico il commento dalla campagna elettorale di Obama: ”E’ la settima volta che Romney tenta di definire la sua politica estera”, afferma una delle responsabili, definendo il candidato repubblicano ”senza esperienza e impacciato” su tali argomenti. Lo staff del presidente ha poi diffuso un nuovo spot in cui si attacca quella che molti osservatori hanno considerato una reazione scomposta di Romney all’indomani dell’attacco dell’11 settembre al consolato Usa Di Bengasi.

 

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4 Comments

  1. mino tauro says:

    IL grande bluff Obama si sta sgonfiando pare….il candidato costruito a tavolino, tutto forma e niente cntenuti, un esperimento ineterssante dal punto di vista mediatico/politico, ma per la stabilita’ mondiale, solo guai!

    • ivan bellu says:

      ANDIAMO AVANTI CON I BUSH PETROLIERI, “CHE” VEDONO ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA SOLO DOVE CI SONO RISORSE PETROLCHIMICHE,”CHE” INVENTANO ALLA GRANDE 11 SETTEMBRE SHOW,”CHE” SE NE SBATTONO DI INQUINAMENTO E RISORSE RINNOVABILI,ANDANDO A BRACCETTO CON LE SETTE SORELLE E I GROSSI GRUPPI BANCARI CHE FANNO IL BELLO E CATTIVO TEMPO SULL’ECONOMIA MONDIALE , CHE ….

  2. Max says:

    Le elezioni presidenziali sono una farsa, perchè i 4 maggiori finanziatori da ambo le parti sono:Goldmannsachs,JP morgan, ecc. Quindi che venga eletto Obama o Romney sono sempre dei burattini comandati dai primari gruppi bancari. O guarda anche Monti è un burattino della JP Morgan, ma svegliamoci e prendiamo atto che siamo in una Dittatura creata con la falsa truffa deldebito.La popolazione o si sveglia come inGrecia e Spagna e se siamo in molti possiamo cambiare il sistema altrimenti singolarmente non ci resta che fuggire dall’italia..

  3. Lorenzo says:

    Personalmente se già Barakka non mi piace…
    Questo mi sembra il classico cowboy americano anni 80…
    Mi vien da sorridere… se eleggono Romney sono rovinati.

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