USA: LE BOLLE SUI MUTUI SONO COLPA DELLA POLITICA

di CARLO ZUCCHI

Mentre l’italica campagna elettorale prosegue a suon di promesse improbabili, Barack Obama ha intentato una causa da 5 miliardi $ contro l’agenzia di rating Standard & Poor’s con l’accusa di aver violato i criteri nell’assegnare i voti ai bond collegati ai mutui subprime.

Confermandosi uno dei peggiori presidenti di sempre, Obama sta proseguendo la sua opera volta a trasformare l’America in un paese socialista e la causa da lui intentata contro S&P ne è un’ulteriore testimonianza. Naturalmente, gli errori delle agenzie di rating sono sotto gli occhi di tutti, ma nessun tribunale può condannare chi fa previsioni sul futuro solo perché le sbaglia. Il futuro, è di per sé inconoscibile e le previsioni su eventi futuri sono per forza di cose soggette margini di errore più o meno grandi. Se potessimo prevedere il futuro, allora il comunismo sarebbe il sistema più razionale, mentre l’economia di mercato, se lasciata operare senza l’influenza dei politici è l’unico sistema possibile, proprio perché, contemplando gli errori (secondo Einaudi si procede per tentativi ed errori), fa sì che gli agenti economici si prodighino per correggerli, magari sanzionando chi sbaglia a fare previsioni, giudicandolo non più credibile.

Certo, la qualità delle agenzie di rating non è eccelsa. Come disse un treader di Goldman Sachs: “Quelli che non riescono a farsi assumere a Wall Street ottengono un impiego da Moody’s o da S&P”. E Moody’s e S&P hanno commesso errori nel valutare i CDO, che sono una forma di cartolarizzazione, ossia obbligazioni garantite da flussi di cassa provenienti da un pool di varie attività aventi ognuna coefficiente di rischio differente. Nel caso dei mutui subprime, i flussi di cassa provenivano da mutui stipulati sugli immobili. Ebbene, le agenzie di rating gestivano i punteggi senza valutare singolarmente i singoli mutui che componevano il pacchetto che formava il CDO, ma si avvalevano di modelli che valutavano tutto l’insieme facendo la media e questo ha fatto sì che si sottostimassero rischi connessi a questi titoli.

Detto dell’errore, però, occorre sottolineare che è per colpa di una politica monetaria accomodante che le banche hanno ecceduto nella concessione del credito, trasformando i Cdo si sono trasformati in “strumento del demonio” alimentando il credito, soprattutto quello “cattivo”. Inoltre, la decisione di diventare proprietario di casa o affittuario deve essere una decisione spontanea. Invece, i politici americani, in modo bipartisan, hanno premuto affinché il maggior numero di americani diventasse proprietario di casa a condizioni favorevoli fuori mercato tramite l’azione di Fannie Mae e Freddy Mac, agenzie immobiliari finanziate dal governo americano e compratrici di ultima istanza dei mutui ipotecari rifiutati.

Inoltre, quando era ancora un giovane avvocato, in nome della lotta al razzismo e alle discriminazioni, avvalendosi di una legge federale Obama si batté perché gli istituti di credito adottassero criteri di valutazione “morbidi” nella concessione dei mutui. È così che negli Stati Uniti si è generalizzata la pratica che consisteva nell’accordare prestiti ipotecari a famiglie le cui garanzie di rimborso divenivano sempre più problematiche. Insomma, è la politica che promette di salvare le banche spingendole a comportamenti imprudenti, sono politici come Obama che hanno fatto nascere i subprime, sono le banche centrali che hanno opacizzato i mercati. E come sempre capita, si scarica la colpa sull’ultima ruota del carro.

Tratto da: http://carlozucchi.wordpress.com

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