Questione di tasse: Obama si scontra con il muro repubblicano

di FRANCO POSSENTI

Barack Obama rilancia sul web la sua offensiva sul fiscal cliff contro i repubblicani. Il Grand Old Party replica quasi in tempo reale, presentando una controproposta con 2200 miliardi di tagli, 600 solo nella sanita’, ma senza toccare i controversi sconti fiscali esistenti. Ed e’ su questo punto che anche ieri è rimasto il muro contro muro.

Da settimane Obama cerca di convincere l’opposizione a dire di si’ all’innalzamento delle imposte per gli straricchi. Per la Casa Bianca e’ questa l’unica via per evitare il cosiddetto ‘precipizio fiscale’, che a fine anno comporterebbe un automatico taglio nella spesa pubblica e 2000 dollari di tasse in piu’ per tutti gli americani. Un pressing vigoroso che il presidente porta anche su Twitter, in una sorta di conversazione, un ‘town hall’, come chiamano qui i comizi con domande e risposte. Obama ha risposto a decine di domande per illustrare la validita’ della sua ricetta. A meta’ mattinata, dal contatto @whitehouse, Obama aveva chiesto a tutti di partecipare: ”Sono contento di vedere – ha cinguettato il presidente – tante persone parlare su twitter e discutere sull’estensione dei tagli fiscali alla classe media. Risponder• ad alcune domande a partire dalle 2 del pomeriggio”. Quindi il presidente, che firma sempre i suoi messaggi con la sigla ‘bo’, ha concluso l’appello rilanciando il suo hashtag My2k, in riferimento ai duemila dollari di tasse in più che tutti dovranno pagare a partire dal primo gennaio se non si troverà un compromesso che eviti il famoso ‘precipizio fiscale’.

E’ la seconda volta che il presidente più ‘digitale’ della storia utilizza il noto sito di microblogging per entrare in contatto con il pubblico americano. L’esordio fu il 6 luglio del 2011, ai tempi della polemica sull’innalzamento del debito americano. Nel gennaio sempre del 2011 rispose a domande su Youtube in un forum organizzato da Google, e ad aprile partecipo’ a un incontro su Facebook, rispondendo ai quesiti postati sul social network, seduto accanto al suo fondatore Mark Zuckerberg. Le parole di Obama sono chiare:”Possiamo ridurre il debito in modo bilanciato, tagliando gli sconti fiscali al 2 percento degli straricchi, poi con maggiori riforme che rafforzano la protezione sociale e gli investimenti per il futuro”. Insomma, l’ennesimo appello ai repubblicani a finirla di difendere i privilegi dell’esigua minoranza del Paese. Il mezzo cambia, e’ modernissimo. Ma il messaggio e’ sempre quello e un pizzico demagogico (all’insegna della spesa): condividere i sacrifici, far pagare di piu’ a chi ha di piu’ in “modo di aumentare la giustizia e la coesione sociale”.  Intanto, l’America va a rotoli…

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2 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    In Italia il Pdl è allo sfascio. Che ci resti e tutti quei mangiapane ad ufo arruolati da Berlusconi, che tornino tutti a coltivare fagioli al paesello.
    Ci siamo sorbiti Monti con tasse per tutti e “sempre” il Pdl ha lasciato fare.
    Nessun taglio ai privilegi della associazione a delinquere di stampo politico-burocratico. Nessuno! Ed il Pdl ha lasciato fare perché i suoi manutengoli fanno parte della stessa associazione. Il bene dell’Italia non c’entra, che imparino dai Repubblicani statunitensi e che vadano a cagare tutti.

  2. Albert Nextein says:

    L’america ha imboccato una brutta strada.

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