O ci muoviamo subito verso l’Indipendenza o tacciamo per sempre

di  GIANLUCA MARCHI
Confesso che questo non è un articolo facile da scrivere e tuttavia è uno sforzo che va compiuto da parte del sottoscritto, insieme all’elaborazione di una proposta che intendo gettare sul tappeto per ora a titolo personale, ma che credo debba essere un’inevitabile motivo di riflessione e discussione subito dopo lo svolgimento di queste elezioni politiche e regionali (per la Lombardia, ovvio, il resto ci interessa meno di nulla), destinate ahimé a produrre non granché di buono per gli indipendentisti e gli autonomisti.
Cominciamo con la prima parte, l’ammissione. E’ vero, come ha scritto ieri l’amico Facco, io e anche Gilberto Oneto nei mesi scorsi abbiamo fatto un’apertura di credito verso quello che si configurava come il nuovo corso leghista interpretato dalla segreteria di Roberto Maroni. Non intendo qui parlare in nome e per conto dell’amico Gilberto, che è molto più bravo di me a far valere le proprie ragioni. Mi limito a dire la mia: ho sempre scritto, anche a costo di attirarmi le critiche di molti, che avrei osservato con attenzione il procedere della Lega 2.0 nel momento in cui prendeva il posto del vecchio Carroccio bossiano. Siccome sono abituato a procedere in base alla ragione più che al cuore e alla pancia, la ragione mi diceva che l’apertura di credito poteva essere concessa, senza per questo tacere tutti gli errori, le delusioni e i tradimenti di cui la Lega era stata protagonista negli ultimi quindici anni. (Tra l’altro non sono mai stato animato da spirito di rivalsa personale verso un movimento al quale penso di aver dato qualcosa in più di quanto abbia ricevuto). Ho altresì sempre scritto che, dal punto d’osservazione de L’Indipendenza, avremmo valutato i comportamenti della Lega maroniana, non tacendo le nostre critiche se questi fossero stati deludenti.
Al di là della questione della pulizia interna, accompagnata da grandi strombazzamenti ma ben presto messa in naftalina, la ripetuta sottolineatura della necessità che la nuova Lega si presentasse da sola ai prossimi appuntamenti elettorali e il progetto, sebbene solo abbozzato, di Macroregione erano sembrati essere due binari su cui incardinare un nuovo corso che recuperasse alcuni valori originari del Carroccio e soprattutto che prefigurasse una sorta di catarsi per il movimento. Poi le elezioni sono arrivate e tutto o quasi è stato rinnegato. E’ stata riallacciata (ma s’era mai rotta dietro le quinte?) l’alleanza con un improponibile Silvio Berlusconi e con un impresentabile Pdl, gettando alle ortiche il cosiddetto “modello Verona” (scomparso da qualsiasi discorso), che pure poteva avere un suo fascino perché prospettava la decomposizione del vecchio schieramento e la sua ricomposizione in una versione legocentrica. Si è tentato in compenso di confondere le acque con il progetto delle “liste civiche” per la Regione Lombardia, che per altro si sta rivelando poco cosa.
Non voglio farla lunga, ma quella compiuta dalla cosiddetta nuova Lega (anche e soprattutto nella composizione delle liste) si sta rivelando come la pura e semplice sostituzione di un vecchio gruppo di potere, quello bossiano, con un nuovo gruppo di potere, quello maroniano, dove molti degli esponenti di spicco erano fino a qualche mese fa dei fedelissimi di Bossi. Tanto tuonò che piovve, verrebbe da dire. E anche lo sbandierato progetto del 75% delle tasse trattenute sul territorio sembra più che altro uno slogan utile a ridare slancio alle truppe stanche e bolse (dei militanti e degli elettori storici), che evidentemente non ne hanno ancora abbastanza di orizzonti presentati come a portata di mano, ma sistematicamente rivelatisi come impossibili da raggiungere a causa delle alleanze coi partiti romani. “A Roma non si può combinare nulla di buono” è andato per mesi ripetendo Bobo Maroni, ma con Roma s’è subito alleato (leggasi Berlusconi, Alfano, Fratelli d’Italia vari e Grande Sud) non appena s’è prospettata la possibilità di conquistare la Regione Lombardia per sé. Non è difficile immaginare che se anche la scommessa dovesse riuscire, del progetto 75%  ben presto ci si dimenticherà, se non altro perché l’alleato più grande, il Pdl, ogni due per tre va ripetendo che in Lombardia si tratta poi di spostare non più di 2-3 punti percentuali di risorse, mentre per qualche realtà come il Piemonte si correrebbe il rischio di ritornare soldi alla Capitale piuttosto che riaverli indietro. Insomma, Maroni e la Lega 2.0 hanno compiuto anche in questo caso una scelta di potere, ovviamente legittima, ma in sostanza destinata a perpetuare l’occupazione poltronista fine a se stessa, più che a prospettare scenari “rivoluzionari” per il Nord.
E vengo ora alla proposta che butto lì, ripeto, a titolo personale, sperando che possa accendere una discussione post-elettorale. Questo giornale, come quasi tutti i suoi lettori sanno, è nato con l’intento di creare una piazza di discussione e di confronto fra autonomisti, indipendentisti e movimenti vari che si richiamano a questi ideali. Con la convention di Jesolo e poi con l’incontro di Padenghe coordinato da Facco, s’è cercato di far parlare e confrontare fra loro i vari movimenti e provare a verificare l’esistenza di un percorso comune dove potessero in qualche modo unire le proprie forse, troppo spesso disperse in un pulviscolo destinato a non produrre risultati tangibili. L’esito di tali iniziative, dove L’Indipendenza s’è volutamente ritagliata il ruolo di elemento terzo volto solo a favorire il confronto, s’è rivelato poco entusiasmante. Ciò mi convince di una cosa: gli indipendentisti e gli autonomisti che esistono nelle comunità cisalpine, subalpine, padane o nordiste che dir si voglia, o compiono un salto di qualità adesso che la crisi che attanaglia l’Italia è sempre più devastante oppure possono tacere per sempre. Per questo ritengo che, subito dopo il voto del 24-25 febbraio, si cominci a ragionare e discutere di un movimento per L’Indipendenza che vada oltre partiti, partitini, gruppi e gruppuscoli oggi esistenti, che giochi di sponda e utilizzi la forza de numeri raggiunta da questo giornale per mettere insieme una federazione trasversale – pensate a come gli indipendentisti catalani non siano confinati solo nell’area del centrodestra – di donne, di uomini, di associazioni e quant’altro all’unico scopo di raggiungere l’indipendenza delle nostre comunità (che poi ciascuna realtà si giocherà come crede). Obiettivo: essere presenti alle elezioni già a partire dal 2014.

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69 Comments

  1. L’unica salvezza è affrancarsi dalla politica italiota, affrancarsi da tutto quello che è l’itaglia… L’unico percorso attuabile per l’indipendenza dall’italia è quello giuridico, il percorso politico è fallito in partenza!

  2. Riccardo says:

    La proposta di Marchi è ovvia e naturale. E’ nelle cose e succederà. Tuttavia il limite dell’arcipelago indipendentista, di cui possiamo legere uno spaccato nei commenti sopra, è la polverizzazione quasi personale, la divisione cronica. Se vogliamo che l’idea dell’autonomismo cavalchi i tempi di cui è figlia occorre catalizzare l’unione dell’arcipelago indipendentista intorno ad un nome solo. Un uomo che incarni le svolta dalla delusione leghista e non appaia rancorosa verso il progetto del carroccio. Io dico Oneto.

  3. Francesco says:

    Finalmente! Se si costituirà un movimento unico e credibile per l’Indipendenza, potrete contare su di me. Ma subito, di tempo se ne è già perso troppo e la nostra terra annaspa sempre più colonizzata, umiliata e tradita dai vecchi e nuovi legaioli. Unica consolazione la probabile sparizione della lega alle prossime elezioni politiche, regionali e al prossimo turno delle comunali… meno voti=meno poltrone=sparizione definitiva di un partito già morto che tenta di sopravvivere a sè stesso.

  4. Cristiano Forte says:

    Io ci sono.

  5. Gianni Oscarino says:

    Per me l’indipendentismo non ha lo stesso appeal che ha avuto, per dire, “Fermare il declino”, il quale è riuscito a mobilitare gente con la grana e persone spendibili (forse nemmeno questo basterà per non sparire nell’oblio, ma saranno cavoli loro). E forse non lo avrà nemmeno in futuro. E’ inutile prendersi in giro, servono i soldi. In Lombardia (fermiamoci qui), l’unica con la grana è la Lega, che parla di cazzaregioni varie. proLombardia si muove molto bene, ma è innegabile che sia nata da poco e manchi di mezzi e persone, quantomeno parlano bene e non mi sembrano i soliti ex. Vedo che Unione Padana si candida, se nemmeno lei la sponsorizza come partito principe evidentemente un motivo ci sarà. L’indipendentismo in Europa funziona, in Lombardia evidentemente no, in questo periodo. Visto che stiamo boccheggiando, muoia Sansone con tutti i filistei. Io voterò Ambrosoli come presidente e Bassani come preferenza, spero che la lega crolli (perdendo anche le città dove si va al voto) e decida di ripartire da zero con chi ha voglia di fare senza pensare alla cadrega. Probabilmente sarà inutile, io intanto sto valutando di spostare la mia piccola attività in Canton Ticino, speriamo di fermarsi prima…

    • elio says:

      raccontala giusta , a te della lombardia frega un ca@@o, tu sei stato sputato direttamente dal leoncavallo, non ti crede nessuno

      • Gianni Oscarino says:

        Elio, ormai ci sono solo due categorie che difendono i legaioli come fai tu: i militonti (ma tonti tonti TONTI) o chi ha un interesse (e son più di quel che sembra… pseudogiornalisti, assunti in regggggione, assunti in qualche sede a scrivere i comunicati stampa, eletti in qualsiasi posticino che vogliono assolutamente mantenere…). Tu, precisamente, quale sei dei due?
        PS: Io al leoncavallo non son mai entrato nemmeno per sbaglio. Piuttosto, ci sarebbe entrato il tuo caro Maroni, visto che Democrazia Proletaria si alimentava in quegli ambienti.
        Ciao, ‘nculét…

  6. giacomo di Valmarana says:

    Proprio così, ha ragione da vendere il Direttore!
    La natura dei leghisti si era già capita venti anni fa. Non c’è alcuna speranza.
    Occorre collegare tutti i movimenti indipendentisti. E per ora sostenere l’unico vero indipendentista candidato: Marco Bassani in Lombardia. Tutto il resto è letame.

  7. S.b says:

    Marchi in Bellerio gli amici di Salvini dicono che hai cambiato linea perche’ Non ti hanno cagato. Matteo duce che contate nulla e indipendentismo è per perdenti. Forse ha ragione…..

    • gianluca says:

      Io non ho mai avuto nulla da chiedere mio caro, se avessi voluto la bella poltrona stavo lì tanti anni fa e sarei stato sistemato dove avessi voluto. Invece ho preferito fare altro. Che l’indipendentismo sia perdente, può anche darsi, chi vivrà vedrà. Il fatto è che non tutte le persone sono disposte a svendere le proprie idee o la propria dignità per una sistemazione sempre e comunque. Poi ciascuno pensi quel cacchio che vuole…

      • abe says:

        Bravo Marchi! Confermo che mai nulla chiese a Lega mentre altri cialtroni pretesero posti in Rai o candidature sicure! Vada a testa alta e lascia Salvini e i suoi amici ai loro discorsi che portano al nulla!

  8. lucky says:

    tempo buttato via, tra gli indipendentisti c’è troppa voglia di carega ma c’è ne una sola e tentano di togliersela a vicenda, è per questo che litigano in continuazione, ma sotto tutto questo ci cova l’ignoranza che domina tra i vari capi e capetti di inutili gruppuscoli indipendentisti che sembrano un esercito di trote.

    pro pros alla nostra libertà, che se ne va assieme a quel poco che resta della lega.

    meno polenta e più pesce, anche se presumo che il tempo sia ormai scaduto.

  9. ermete says:

    Come era prevedibile il fasciosociale Tosi parte per rompere e trascina il Veneto verso il nulla rompendo nei fatti la ipotesi folle della macroregilne di Maroni. Salvini raggiungera presto Verona o il suo cervello bnderuola lo spingera a Firenze. Nel frzttampo godiamoci la esplosione della lega col suo presunto condugttore che ripete messaggini privi di senso dal sofa di di casa….cne tristezza

  10. Etnisud says:

    Concordo con quanto scritto dal direttore, tuttavia integro su un punto. Il coordinamento o movimento non deve limitarsi alle sole regioni del Nord, ma coinvolgere tutta la penisola. Ritengo che il migliore esperimento federalista sia stato il progetto di Salvadori, un alleanza fra pari contro lo stato centrale. Lo dico da meridionale.

  11. fabio ghidotti says:

    Massimo vaj…al diavolo!
    Da dove spunta questo italione ignorante che non si è accorto che molto è cambiato in Europa negli ultimi sessant’anni? Possibile che si ragioni ancora in termini di rapporti di forza (mentre nel frattempo, tra l’altro, sono cambiati i parametri per calcolarli..)?
    Comunque i suoi interventi assurdi sono utili: chissà che non facciano riflettere qualche sedicente indipendentista che vuole solo difendere i suoi (legittimi) interessi economici, alimentando così le accuse tricolorute di “egoismo” (non dimentichiamo che per i cervelli arabi è egoista chiunque esista, a meno che non renda omaggio al prepotente di turno…).
    La secessione è ben altro! L’ha capito da vent’anni uno come Gilberto, che da vent’anni predica al vento e da vent’anni viene strumentalizzato…
    Quanto alla proposta di Marchi, non mi pronuncio perchè è prematura: non sappiamo ancora se nel 2014 la Lega esisterà ancora, e in che forma.

    • Massimo vaj says:

      Infatti io, nei miei interventi, ho separato l’egoismo che ha per fine l’altruismo, nel senso che per dare occorre prima avere, da quell’altro egoismo che pensa solo per sé. La forza, caro Fabio, non è solo da intendersi di carattere militare, ma è prima di tutto economica. Sei libero di crederti un sapientone ma, dal mio punto di vista, che è quello di un contadino quale sono, la cultura che conviene coltivare è quella del sacrificio di sé in favore di chi si ama, e più gente si riesce ad amare meglio è. Riguardo ai musulmani devi sapere che Maometto si reputava e definiva un illetterato, e di certo era meno borioso di te che dai dell’ignorante a me perché zappo la terra e mi nutro di ciò che amorevolmente coltivo, allo stesso modo di come facevano i miei nonni sulla stessa terra sassosa di montagna.

      • fabio ghidotti says:

        ignorante non è chi zappa la terra (e magari intanto ha il tempo per pensare).
        Ignorante è chi ha paura di capire. Chi ha paura delle complessità, come quella europea. Chi si accontenta di parole vuote perchè gli piacciono, e non si accorge neanche di contraddirsi.
        Ho capito benissimo che parlavi di forza economica; il punto è che se la si considera l’unica logica, prima o poi diventerà forza militare. E’ proprio per evitare questo, che guardando le rovine della seconda guerra mondiale è nato il progetto europeo. Ignorante è chi non vuole capirlo.

  12. Roberto Marcante says:

    Caro Gianluca, articolo bello e interessante. Tuttavia, pur concordando sul fatto che gli indipendentisti dovrebbero collaborare, ritengo ciò impossibile da realizzare a causa delle enormi rivalità esistenti tra di essi (vedasi Veneto Stato vs Indipendenza Veneta), anche in considerazione dei praticamente falliti incontri di Jesolo e Padenghe. Inoltre sono nettamente contrario al fatto che questa confederazione sviluppata intorno a L’Indipendenza si presenti alle elezioni, per le ragioni più volte già espresse su questo giornale da Enzo Trentin e altri articolisti. Invece penso che tale movimento dovrebbe operare al di là e al di sopra dei vari partiti indipendentisti, autonomisti, ecc.: dovrebbe essere un catalizzatore di favorevoli all’indipendenza, sia militanti di qualcuno di questi partiti sia estranei ad essi, che si impegni a divulgare le nostre idee e perseguire la via referendaria in ognuna delle nostre regioni

  13. Walter says:

    Caro Gianluca Marchi,
    La sua idea è meravigliosa e speriamo che si realizzi. Ma tuttora, le chiedo, da Tirolese del Sud chi e che cosa voto?? L’SVP che si è alleata col PD?? (L’SVP ha preso la stessa strada della Lega, triste ma vero) No grazie!! La Lega 2.0?? No Grazie. M5S con quel pazzo di Grillo??? No grazie!! I soliti movimenti/partiti nazionali come PDL, PD e compagnia bella??? No grazie. Movimenti di estrema destra o sinistra come SEL, comunisti Italiani, La Destra, Casa Pound ecc…?? No grazie!! Forse i “Freiheitlichen”???? O non vado a votare??? Mi dia Lei un consiglio….
    Walter Bresciani

    • gianluca says:

      Io direi che l’opzione Fare-Fermare il declino, il movimento guidato da Oscar Giannino, potrebbe essere da considerare

      • Gian says:

        scusa una domanda: sbaglio o fermare il declino è un partito 100% italiano e 0% autonomista dato che dei suoi 10 punti programmatici solo all’ultimo si parla di federalismo e questione meridionale, ma non certo di autonomia? a me sembra che siano bene intenzionati, gli riconosco le buone intenzioni, ma non sono certamente un partito autonomista, men che meno indipendentista, in fin dei conti pensano di fermare il declino dell’Italia, mantenendola però così com’è, unita. Se la lega e maroni sono superati e tradiscono il messaggio autonomista perchè vanno a roma, come mi pare di capire dal tuo articolo, francamente non mi sembra che giannino abbia prospettive più padaniste.

        • gianluca says:

          Giannino ha il coraggio di candidare per la Lombardia il prof. Marco Bassani che è più padanista di me e Lei messi insieme

          • Anthony says:

            Concordo su Giannino che ho contattato tramite mia associazione. Mio padre era in una cena con Giannino a Lucca. Diversi leghisti, perosne che ragionano di economia, mi hanno detto che sono sicuri di dare il voto a Giannino e non a Grillo. Devo dare atto che al punto 10 il progetto macroregione e’ presente.

      • lucky says:

        si infatti è un movimento notoriamente indipendentista

        spero Dott. Gianluca che lei stia scherzando!

    • fabio ghidotti says:

      vota per il movimento di Eva Klotz!

      • Luca says:

        Concordo. Il suo Süd-Tiroler Freiheit viaggia intorno al 5% a livello regionale ed è in crescita. Non male, considerando che è un partito dichiaratamente indipendentista.

      • Gianni Oscarino says:

        Non c’è la Freiheit, non si sono presentati. I Freihetlichen invece ci sono e propongono un “Libero Stato del Tirolo”. Veda lei se appoggiarli o meno…

  14. Pierluigi says:

    Ottomo articolo che approvo in toto. Per queste lezioni lombarde comunque conviene ancora tentare la carta Lega, se non altro è l’unico piccolo argine a roma e invasori vari.Se vincesse ambrosoli,probabilmente non avremo più voce in capitolo per sempre.Per lui e i suoi prima ci sono gli invasori ed i loro figli,preferibilmente islamici,poi gli zingari,le coop rosse,i merdionalio e poi,forse qualcuno di noi e dei nostri figli.Ci coverrebbe fare come Depardieu,anche senza soldi.

  15. GIORGIO MASOCCO says:

    Gianluca, ho letto attentamente la tua di oggi, ed ho aggiunto un commento su quella di Facco di ieri.
    Ritengo, (anche se ‘Dillo a Maroni’ scrive su un giornale di B.), che purtroppo bisogna aspettare il 24 e poi 30gg. di ‘gestazione’. (Ho pronte le valigie per fine anno e andare fuori dai cog….).
    Bossi al contrario di questo, era un motivatore, un affabulatore-arruffapopoli, e di gran pelo; questo è uno scolaretto di B., e da B. impara a lanciare (come Salvini), dei begli slogan. Dato che ho vissuto (metaforicamente) Cicciofranco e le barricate a Reggio, Salvini fa il barricadero, e perciò da questo sito lo invito pubblicamente, senza se e senza ma, alle barricate del 75%, e non metto in dubbio che le farà. (CL, Mantovani, Fardelli d’Italia, un palermitano in Lista Maroni).
    Però, Gianluca, se, come sarà, resteremo orfani, gabbati e buggerati, dopo che Maroni avrà avuto il 100% dei voti in Lombardia, mi dici chi di noi è disponibile a fare le barricate?( Fra 5 anni saremo morti e sepolti). Voterò Lega (non vivo di speranza), ma ripeto, abbiamo il coraggio di votare ‘contro’ alle politiche, perchè se restano solo in Lombardia, saranno obbligati a fare, controvoglia, quello che dicono da mesi.
    Giorgio, semper Giorgio.

    • Veritas says:

      Non posso che essere d’accordo con Pierluigi: questa è, purtroppo “l’ultima occasione” in tutti ii sensi. Se vincesse l’ambrosoli, la prima cosa che farebbero sarebbe dare la cittadinanza agli stranieri nati in italia e il voto anche a quelli nati altrove ed è certo che le sinistre
      terrebbero il potere per sempre, grazie ai votanti stranieri
      Quanto alle critiche, alcune anche pesanti, alla Lega Nord, bisognerebbe tener presente le parole pronunciate diverse volta dal Berlusca (io l’ho sentite, in TV in ben tre occasion)i: il ricatto di far saltare qualche centinaio di comuni nonchè le due regioni guidate da leghisti….
      E c’è da scommettere che l’avrebbe fatto:
      Quindi, nuove elezioni comunali e regionali??
      Le cose sono assai piu’ complicate di quanto appaiano.

  16. migotto sandro says:

    Mi preme ringraziare chi ha ideato e portato avanti questo giornale, per mille motivi che ho gia’ scritto in articoli precedenti. Cio’ non toglie che dissento totalmente sulla conclusione dell’articolo, ovvero “essere presenti alle elezioni del 2014”.
    Non credo sia’ un caso che il Dott. Marchi non scriva ad esempio…andate a votare in massa per un qualsivoglia partito indipendentista o cose simili. Sa perfettamente che nessun partito indipendentista ha un progetto possibile e/o realizzabile. Come peraltro io so perfettamente che la gente che milita in tutti questi movimenti e’ decisamente indipendentista. Come sa perfettamente che le rivoluzioni (pacifiche e non) non si fanno all’interno di un sistema, ma fuori….
    Tra una elezione e l’altra passano gli anni, le cose peggiorano e ho purtroppo la sensazione che si stia sputtanando anche la parola INDIPENDENZA.
    La via Catalana ci e’ preclusa…. sono avanti di venti anni e non sto qui a rivangare se vi siano responsabilita’ politiche per questo ritardo.
    Cio’ non toglie che si puo’ da subito partire con iniziative tendenti all’indipendenza ovvero, il referendum in Veneto si fara’. Autogestito, che piaccia o no a Zaia, con o senza l’egida dell’ONU o dell’UE. Tanto…. giusto per capirci non vedo proprio i caschi blu a garantire libero referendum con il patrocinio di Barroso. Fiabe per gente che millanta.
    Il comitato referendario per l’indipendenza e’ stato costituito ed a breve verra’ resa pubblica tutta l’operazione. Avremmo voluto simbolicamente far partire la raccolta di firme nei giorni delle votazioni italiane, ma purtroppo, per mio impedimento fisico non credo sara’ possibile. La liberta’ ce la dobbiamo conquistare la soli, senza piu’ delegare a nessuno. Qualcuno ci ha detto…ma se sara’ un flop? Pazienza, ci avremo provato e ci riproveremo, ma a quanto dicono i sondaggi, almeno in Veneto, oltre il 50 % dei Veneti e’ favorevole all’indipendenza; restera’ comunque il fatto che per la prima volta, un Popolo tutt’oggi oppresso dallo Stato Italiano dichiarera’ la propria voglia di liberta’. Tale iniziativa parte in Veneto. Agli amici lettori lombardi, friulani, trentini etc. l’onere e l’onore di promuovere tale iniziativa anche nel loro territorio.

    • alberto says:

      Quando si saprà dell’ operazione? Prossimamente? Verrà pubblicizzata su questo sito o con un sito dedicato? Grasie. WSM

      • gianluca says:

        lasciate passare il voto, poi si comincerà a ragionare sopra

      • migotto sandro marco says:

        Questo giornale, se mi sara’ concesso (come e’ sempre stato) sara’ a giorni il primo ad avere notizie certe e complete. Non ci sono tentennamenti di sorta ne’ aspetteremo il dopo elezioni…. pur comprendendo che molti vorrebbero che partisse l’iniziativa dopo il casino elettorale. Queste elezioni in realta’ daranno visibilita’ anche al referendum, almeno in Veneto, i candidati indipendentisti dovranno, piaccia o no parlarne. Anche male. anche denigrandolo. Ma dovranno dire se lo firmano oppure no.

      • caterina says:

        se sei interessato perchè voteresti in Veneto, vai su indipendenzaveneta.net e saprai tutto e di più…
        per esempio, a me hanno tolto l’imbarazzo perchè so che troverò già sulle schede il simbolo… e ci hanno pensato non certo per andare a roma ma per avere accesso gratis nei programmi televisivi e poter così informare la gente del futuro che si aprirà per il Veneto… i media, ovvio, non ne parlano ma hanno già fatto passi importantissimi

  17. Rinaldo C. says:

    Giusto GinaLuca Marchi, la convention di Jesolo doveva essere un inizio per indicare una via per l’indipendenza a tuuti quei piccoli o grandi movimenti indipendentisti presenti. Ora sta a noi indipendenti ricucire tutti i gruppi presenti in lombardia, in veneto, nel piemonte, in emilia e romagna e toscana ad un confronto per ricostruire un vero movimento indipendentista, per riuscire a conquistare alle prossime elezioni amministrative i vari comuni, povince e regioni. Io credo e ne sono convinto che se ogni movimento indipendentista si muove da solo sulla acena politica locale non riuscirà a niente ma in collaborazione sui temi più importanti e sui temi più locali si potrà avere più consensi, ricordiamo che molti militanti della lega nord hanno non solo mal di pancia ma anche un bel volta stomaco e rigetto. Chi ha capito qualcosa si ribella per cui i movimenti leghisti dovrebbero capire che
    devono far rientrare tutti quelli che sono stati traditi della lega nord 2.0, Certamente tu e i tuoi collaboaratori, dovranno darci un aiuto, altrimenti lasciamo stare l’indipendenza dei popoli veneti,lombardi, piemontesi, emiliani romagnoli e toscani, liguri e friulani e se ho dimenticato qualche popolo non fa niente sono sempre nel nostro cuore leghista e indipendentista. Vogli ben ricordare che siamo stanchi di parassiti, di privilegiati e di boiardi di stato e mi piacerebbe che nelle prossime elezioni politiche tutti gli indipendentisti votassero così:
    “IO NON VOTO I PARASSITI, I PRIVILEGIATI, I BOIARDI DI STATO”. Ma è anche vero che i popoli delle nostre regioni , sono stanchi di questi politici di destra, sinistra centro, per cui i movimenti indipendentisti si devono muovere per conquistare questo allontanamento alla politica nazionale e portarli alla politica locale e del proprio territorio.

    Rinaldo Cometti

  18. Dan says:

    “Obiettivo: essere presenti alle elezioni già a partire dal 2014.”

    Dovevamo essere pronti prima. Nel 2014 avremo un nuovo duce e saremo tutti felici altrimenti ci penserà l’olio di ricino a renderci tali

  19. Albert Nextein says:

    Ok, descrizione e valutazione condivisa.
    La lega non ha credibilità, sia politica che dirigenziale.
    E’ diventato negli ultimi 20 anni l’ennesimo partitello attento alla propria sopravvivenza e ben attaccato alla greppia romana.
    Un cesso di partito come gli altri.
    Per quanto mi riguarda non è ,per ora, un punto di riferimento in settore e progetto politico alcuno.
    Semplicemente non esiste, per me.

    Quanto alla confederazione italiana, come la vedeva il Prof.Miglio, essa è l’obbiettivo. Sempre per me.
    Come ci si possa arrivare io non lo so.
    Ma non c’è dubbio che un movimento che ,oltre alle idee libertarie, promuova una tale modifica confederativa è quello giusto,per me.

    Agli albori della azione leghista si introdusse la protesta fiscale come sistema di lotta al fine di ottenere una modifica statale in senso confederale.
    Questa intenzione fu poi abbandonata del tutto.

    Ecco, da come la vedo io esiste solo un sistema per liberarsi di questo stato centralista ed accentratore.
    Una sana protesta fiscale del nord, di durata illimitata , fino al raggiungimento degli obbiettivi prefissati.

    Non c’è santo che tenga.

    Qui non si può più lavorare di cesello e con correttezza.
    Occorre il piccone e scorrettezza ogni qualvolta necessario.

  20. Marco says:

    Un ottimo articolo, del miglior Marchi. Personalmente non condivido tutto ma concordo sul fatto che – comunque vada a finire – dopo le elezioni dobbiamo tutti fare un pensiero sul nostro futuro, se non vogliamo rimanere destinati alla schiavitù.

  21. Pavarutti says:

    Ben svegliato Marchi, meglio tardi che mai.
    Federazioni fra movimenti abbiamo visto a cosa hanno portato (lecca nord) quindi non capisco il motivo per rifarlo. In Veneto ci sono Veneto Stato e Indipendenza Veneta che stanno lavorando con ottimi risultati per l’indipendenza della loro nazione. In Lombardia si è cominciato solo da un anno a parlare seriamente di indipendenza con proLombardia e per forza di cose ci vorrà tempo per avere risultati come ci è voluto in Veneto. Ognuno pensi per la propria nazione altro che federazioni e leghe 2.0 varie.
    Se mai voi del giornale cercate di dare più spazio a questi gruppi piuttosto che a ex leghisti trombati che non hanno ancora capito la differenza fra autonomia e indipendenza e sono solo in cerca di cadreghe con liste improvvisate e ridicole, oppure a deliri anarco-capitalisti.
    Saluti.

    • gianluca says:

      è arrivato il solito distruttore di turno, va a ciapà i ratt va,,,

      • Pavarutti says:

        SPeriamo che fra un annetto la lega dopo l’ennesimo fallimento non se ne esca con qualche nuova invenzione del tipo “devolution” “federalismo fiscale” “macroregione” altrimenti lei e il collega Oneto sarete lì a scrivere di nuova lega e di credere in loro, magari sperando il posticino donato da qualche cadregaro dal fazzoletto verde.

  22. Alessio says:

    l signor Massimo vaj ha una concezione piuttosto retriva e ottocentesca degli stati nazionali,la stessa fra l’altro che ha generato tutte le guerre in Europa dalla guerra dei trent’anni in poi,e proprio perchè basata/e sul tentativo di modificare questo equilibrio di forze.La comunità Europea è nata sopratutto perchè venissero evitati i conflitti armati fra gli stati che vi hanno aderito,e questo scopo è stato raggiunto.La comunità Europea è invece un fallimento per quanto riguarda le scelte politiche ed economiche che sono state imposte da entità del tutto estranee alla cultura e alla identità dei vari popoli europei in vista della formazione di un superstato di stampo burocratico-sovietico.Se fosse valido il suo ragionamento da quando si sono separati Ceki e Slovacchi avrebbero dovuto essere sempre in guerra e così gli stati baltici,nati dal disfacimento dell’Unione Sovietica,ma non è stato così.La sovranità deve essere esercitata da coloro che ne sono i legittimi titolari e cioè direttamente dai popoli:stati e partiti sono spesso l’espressione di caste e parassiti dedite al saccheggio e alla rapina dei beni pubblici.Là dove vige la democrazia diretta come in Svizzera,le rapine e le malversazioni sono molto più rare e quasi impossibili visto che l’l’ultima parola spetta sempre al cittadino.Là dove vige la democrazia rappresentativa le rapine , le malversazioni e la corruzione sono all’ordine del giorno perchè il giorno dopo aver votato diventi suddito.Monti non salva nè l’Italia, nè l’Europa ma ne è il commissario liquidatore,scelto da altri per meglio tutelare interessi altri.

    • Massimo vaj says:

      I piccoli staterelli ex Unione Sovietica stanno tranquilli perché sono ancora nell’orbita del ricattyo economico sovietico. La Svizzera è una delle grandi banche del mondo e non costituisce esempio se non nel razzismo che esercita proprio contro i frontalieri, tutti leghisti, che si comportano come gli svizzeri, fotocopiandone il becero egoismo. Io non sono affatto contrario al federalismo, ma mi oppongo all’ìidea, tutta leghista, di fingere di essere padroni a casa propria quando si sarà solo dei servi dei sciuri che spadroneggiano alla berlusconi. Io abito in mezzo al popolo leghista, su una montagna tra i laghi di Como e di Lugano e vedo bene cosa fanno i politici leghisti che si muovono né più né meno come fanno gli altri. Qui l’egoismo di molti è bestiale e non conta che siano di sinistra, destra, centro o destra leghista. L’ignoranza è totale perché è stata dimenticata la cultura tradizionale dei contadini. Le scuole mancano e le giunte leghiste se ne fregano dei giovani che devono andare in svizzera o portare secchi di malta a cinque o dieci gradi sotto zero come le loro speranze di emancipazione. Altro che indipendenza…

      • Alessio says:

        la lega Nord 1 e 2 è sicuramente il più italione dei partiti italiani ed è anche il principale ostacolo all’indipendenza e al diritto di autodeterminazione dei popoli del Nord.Finchè questo cancro malefico non verrà spazzato via o si estinguerà non sarà possibile nessun passo avanti sulla via dell’emancipazione dei popoli.E’ vero che alcuni stati dell’ex Unione Sovietica sono ricattati dalla Russia,ma è altrettanto vero che quelli europei sono ricattati dall’America e la Nato che era nata per difendersi dal patto di Varsavia che non c’è più è diventata il suo braccio armato.Solo le grandi potenze ricattano o invadono le piccole,ma solo nelle piccole c’è almeno una parvenza di democrazia.

  23. Nicola Busin says:

    Continuo caparbiamente ad insistere che l’unica richiesta di indipendenza possibile nella penisola italiana è quella veneta. Lo dice la storia, lo dicono i sondaggi, lo dice il cuore di chi ama con passione la propria terra. I vari amici e conoscenti che frequento sono alquanto abbattuti e depressi, prospettano un futuro esodo delle genti venete, causa la crisi e l’assurdo prelievo fiscale privo di qualsiasi equilibrio (tra le prime regioni a versare a Roma ricompensata con il minor ritorno). Ritorneremo a fine ‘800 con una biblica emigrazione perchè i veneti hanno sempre voltato le spalle ad uno stato che appare come un corpo estraneo, un cancro. Senza guerre di forconi o fucili e bombe perchè non è nel nostro DNA: i veneti sono gran lavoratori ma miti e buoni e rispettano immensamente le vita. Informare le nostre genti della possibilità legale di avere l’indipendenza è un dovere e una missione per chi come voi fa una corretta comunicazione.

  24. Unione Cisalpina says:

    kon kuesto spirito ke deskrivi, GLM, ci si può avvicinare l’un l’altro senza rinunciare ai propri ideali ma kombattendo tutti uniti fino all’INDIPENDENZA CISALPINA …

    AGENDA di LAVORO
    Artikolo Uniko –
    individuazione di ogni azione utile all’ottenimento del target e koordinamento delle varie strategie kre ciaskuno deve portare avanti nel proprio ambito di lavoro, kulturale, religioso, politko ed istituzionale.

    PS – la parte + difficile è kuella dei kristiani nostrani nell’ottenere indipendenza dal potere divino romano, rekalcitrante ed ostile)

  25. RAS says:

    UNA PRECISAZIONE SUL FAMOSO 75% CHE DOVREBBE RIMANERE NELLE REGIONI DELLA PADANIA
    RICORDATE CHE NEL CONTO “roma” CI METTE ANCHE GLI INTERESSI CHE PAGA SUI PROPRI TITOLI DI STATO E CHE CORRISPONDE AI “pirla” PADANIA E NON CHE ANCORA LI COMPERANO…
    … PER CUI VEDIAMO DI SPULCIARE BENE I BILANCI “romani” PER SCOPRIRE CHE LA PERCENTUALE CHE ARRIVA E’ DI MOLTO INFERIORE !

  26. drago says:

    La Lega è finita, finita, finita….
    Il federalismo , l’indipendenza,…la macroregione…
    Tutte chiacchiere per i gonzi…
    Ha distrutto nel corso degli anni un sogno che tutti i padani avevano cullato,
    Scandali,mediocrità, brutte figure e fallimenti si sono ripetuti nel tempo.
    Oggi, L’unico obbiettivo solo le poltrone e i propri privilegi. Conta solo sedersi a Roma e fare la bella vita.
    Lo statalismo si è impossessato delle loro anime.
    Maroni, Tosi, Salvini siete diventati dei veri Pinocchi.
    Siete riusciti come bugie a superare anche Il cavaliere e questo è tutto un dire….

  27. tiziano says:

    Carissimo Marchi ;trovo l’articolo molto interessante in cui il finale diventa un “passo obbligato”,leggo che si parla di lombardia senza parlare di veneto dimenticando il “lombardo -veneto” .Come partecipante alla conventiion di jesolo ,vedi forum dei veneti” mi diventa difficile dare un “contributo “senza conoscere chi e quanti hanno dato vita alla convention di “jesolo” ovvero servirebbe avere piena trasparenza verso la costruzione di un “comitato promotore “in quanto lo ritengo “indispensabile”…le domande-risposte e le successive proposte vanno ricercate all’interno della organizazione di jesolo formando il “comitato promotore”!!!

    • gianluca says:

      Ma certo gli approfondimenti vanno fatti, la mia è solo la proposta iniziale. Ho parlato solo di lombardia perchè si vota qui

  28. Giacomo says:

    Grazie Gianluca. Evviva te, evviva Oneto. Qui occorre un ribaltamento di prospettiva. Proverò a scrivere qualcosa nei prossimi giorni.

  29. marco m. says:

    Bravo Marchi, onore al merito. lei mostra coraggio nel criticare gli errori che ritiene di aver compiuto. E mostra lungimiranza perchè l’ idea che propone è eccellente. Ma prima occorre che crolli il tappo costituito dalla Lega. Ora tutti sappiamo che nella vecchia Lega e tra alcuni che non si sono ricancidati ci sono elementi che possono creare una nuiva-vecchia Lega capace di esseere interlocutrice valida. Ma la lega 2.0 NO. Si tratta infatti di gente che ha rinnegatl tutto pur di sopravvivefe, che fa politica sj twitter e non tra la gente, che ha bruciato tutta la sua forza e le sje specificita affidandosi ad agenzie per scegliere la linea politica elettorale! Dire deficienti dissipatori è dir poco. Eppoi hanno avuto dei servi scemi messi in posti di potere degli incapaci in ruoli importanti, dei paraculi voltagabbana e pure vili messi a far vetrina in posti pubblici (pensiamo alle figure negli enti pubblici in rai e nelle fondazioni per non parlare delle istituzioni). Basta.Marchi lei ha la fiducia di molti , vada avanti e lotti e lascia fuori dalla porta i falsi amici leghisti che la hanno fregata piu volte.

    • Massimo vaj says:

      Scusa… dissipatori di cosa? Dei valori che hanno portato la lega a essere una cricca di approfittatori che insultano gli approfittatori dell’altra sponda? Ma non capisci che chi si affida all’orgoglio del bieco egoismo, quello che sfama solo i propri interessi, non può finire in posti diversi dalla povertà interiore che genera disperazione? La lega 2.0 non è dissimile dalla lega 1.0 che fallendo l’ha generata, ma direi che più di un fallimento si deve parlare di un’esaltazione di bassi princìpi che possono generare soltanto altri princìpi ancora più falsi di quelli precedenti. La cosa più penosa è assistere al declino al quale l’egoismo e la cattiveria inevitabilmente conducono.

      • Giuseppe Isidoro Vio says:

        Non è solo questione di opportunismo o egoismo, come sommariamente è solita la sinistra ad accusare i movimenti indipendentisti (almeno in Italia) o come la sottile distinzione tra i due concetti vorrebbe separare i leghisti venduti dai padanisti puri. E’ questione di nausea allo stato puro di vivere in questa Itaglia, vergogna e fastidio di dichiararsi italiani e non c’è rimedio e cura a tutto ciò e l’unica maniera per non affondare assieme agli altri nella melma morale di questo paese di “chiagne e fotti” (come ben illustrato da Oneto in un recente post) e di aggrapparsi tenacemente e orgogliosamente alle proprie radici venete e padane.

      • Gian says:

        sembra di sentir parlar niki vendola…

  30. Massimo vaj says:

    Sian chiaro, però, che non considero il nord dell’Italia uno stato sotto occupazione, né i leghisti degni di poter essere considerati dei partigiani per la libertà, ma soltanto un popolo di opportunisti. In sé l’opportunismo non sarebbe un atteggiamento stupido quando fosse rivolto, allo stesso modo dell’egoismo, alla salvaguardia della salvezza dei più deboli.

    • gianluca says:

      Comunque il mio discorso non è rivolto ai leghisti, o meglio non solo a loro, ma a tutta la gente che non sopporta più questa situazione.

    • Giuseppe Isidoro Vio says:

      Non è solo questione di opportunismo o egoismo (com’è solita la sinistra ad accusare i movimenti indipendentisti, almeno in Italia) è questione di nausea allo stato puro di vivere in questa Itaglia, vergogna di dichiararsi italiani e non c’è rimedio e cura a tutto ciò e l’unica maniera per non affondare assieme agli altri nella melma morale di questo paese di “chiagne e fotti” (come ben illustrato da Oneto in un recente post) e di aggrapparsi alle proprie radici venete e padane.

      • Gian says:

        chissà perchè dalla Padania a statuto ordinario partono ogni anno vagonate di miliardi di euro che non tornano e poi arrivano i benpensati saputi che difronte alle nostre giuste proteste hanno persino l’arroganza di definirci egoisti… egoisti perchè ci lamentiamo che ci derubano sistematicamente!!!!

  31. Massimo vaj says:

    In linea di principio la possibilità data dalla secessione è un diritto indiscutibile sia per un individuo che per una comunità, ma contiene un terribile aspetto che merita di essere considerato: l’equilibrio che gli stati instaurano tra loro è, almeno fino a oggi, fondato su rapporti di forza, e la secessione determinerebbe una parcellizzazione in piccole comunità che metterebbe in serio pericolo l’equilibrio tra queste forze. Il non voler vedere una probabile tragedia, nascosta dietro alla secessione, conduce a un disastro internazionale.
    Risulta evidente che il sacrosanto diritto alla secessione, di un individuo o di una collettività, può essere pienamente esercitato soltanto quando gli stati staranno tra loro in rapporti di un ordine diverso da quello basato sulla forza, e per ottenere equilibri tanto diversi due sono le strade possibili: la forza o la cultura.
    Con la forza si otterrebbero una moltitudine di piccole comunità perennemente in lotta tra loro, mentre attraverso la cultura del diritto individuale e collettivo si esaurirebbe la necessità di avere confini. Diverso è il discorso che riguarda l’Indipendenza di una nazione che è stata occupata, ma la non violenza di Gandhi su questo argomento ha detto quasi tutto. Quello che non ha previsto Gandhi è stato preso in seria considerazione dalla lotta partigiana per la libertà.

    • adriano says:

      Apprezzo l’idea che sarei disposto a seguire in futuro.

      Il Suo ragionamento parte da dopo il voto.

      Ma ora che si vota per la regione e per le politiche ?

      Ambrosoli ? (visto che anche il mitico Pagliarini gli riconosce uno spirito federalista superiore a quello di Maroni)

      M5S o Giannino per le politiche ?

      Purtroppo non c’e’ molta scelta….

      • gianluca says:

        l’offerta è quella che è, ai nomi che Lei ha fatto ci aggiungerei anche Unione Padana, dopo di che ognuno faccia la sua scelta

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