Nuovi sindaci, avranno il coraggio di riprendere quello che ci ruba Cesare?

Maltempo: su social network foto 'Shelf cloud' e doppio arcobalenodi MARCELLO RICCI –  Giusto fare le analisi del voto dopo le elezioni amministrative perché lontani dai massimi sistemi della politica, si guarda con concretezza alla realtà locale. Amministrare senza dissipare o peggio rubare. Troppo spesso dietro gli ideali, gli interessi. I buoni propositi accantonati per il profitto. Si illude con le favole belle. Le favole si raccontano ai bambini per farli dormire con sonni tranquilli. Anche agli adulti per illuderli che il domani sarà migliore. La speranza  è un sentire che aiuta. La delusione deprime. Catturare il consenso con promesse mirabolanti quanto vacue è arte da imbonitori.

I giamburrasca divertono i bimbi, ma se rivolgono agli adulti per cuccarli sono imbroglioni. E’ il caso dell’inguaribile parolaio  lanciato sul palcoscenico del teatrino dell’italietta, per l’ennesima finzione a tempo limitato. Rottamare, invero termine nuovo in politica. Restato tale. Verdini è pilastro del presente governo da operetta. L’operetta non è leggera e nemmeno divertente. Un autorevole giornale economico titola: “ La Consulta smentisce Monti “ e il catenaccio spiega: “I tagli ai comuni fatti dal governo dei professori che valevano 2.250 miliardi 2013 (2,5mld nel 2014 e 2,6mld nel 2015) sono illegittimi nel metodo e nel merito”.

I cittadini pagano Roma Ladrona, ma questa restituisce le briciole. Ne deriva che i servizi li debbono finanziare con altri tributi locali o rinunciare ad essi. Furto istituzionalizzato. I Comuni insorgono, protestano ? No ! Si adeguano, dipendono. Altri invocano i “placebo”. Esempio: reddito di cittadinanza. Argomento da grulli. In Svizzera, al beota di turno, ha risposto il popolo con un NO secco. Roma Capitale tronfia, vorace e sorniona non demorde, divide et impera.

Tutto come prima, come da copione. Ci sarà un borgomastro, un consiglio comunale capace di mettere in agenda l’invito ai cittadini di versare tutti i tributi, non solo locali, nelle casse comunali per poi dare a Cesare quel che è di Cesare?  Il grido che deve levarsi è: INDIPENDENZA!  Il compito dei sindaci non solo quello di provvedere alle esigenze cittadine, ma anche di lottare per la libertà.                     Liberi sul libero suolo !

E’ nella mente dai giorni di Pontida, di Venezia e deve essere sentito come imperativo.   E’ la strada maestra.   Grillo e i pentastelluti possono essere anche simpatici, ma non sono alternativi, postulano una sopravvivenza con mancetta.

 

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