Nuova porcata. Legge sprint per i partiti per ricevere il finanziamento senza controllo dei bilanci

finanziamento-pubblico-ai-partitidi BENEDETTA BAIOCCHI-Siamo alle solite. La politica fa i propri porci comodi. Come giudicare diversamente lo sprint del Senato sulla “leggina” in base alla quale per il 2013 e il 2014 i partiti riceveranno comunque finanziamenti pubblici, benche’ non sia stato effettuato il controllo delle loro spese?

Una porcata. O dobbiamo dire che è un atto dovuto, che è un diritto? Il provvedimento, in base a quanto stabilito dalla capigruppo, viene esaminato con tempi contingentati, il termine per gli emendamenti è scaduto alle 10 di ieri mattina. Vana la protesta del Movimento cinque stelle che aveva tentato di bloccarlo con l’ostruzionismo in commissione.

Ora che diranno i partiti agli esodati o ai lavoratori in attesa di sapere se prenderanno la pensione in tempo prima di finire nella fossa?  O alle imprese sempre in credito d’Iva?

Una sola voce si era levata per denunciare  i fatti. Finite le vacanze, prima di qualsiasi altra emergenza, la priorità era sistemare i fondi ai partiti.

“Il Parlamento riapre le porte dopo un mese di vacanza e qual è il primo, urgentissimo, provvedimento da far approvare all’aula di Montecitorio? Ovviamente l’assegnazione del finanziamento pubblico ai partiti. O meglio, la leggina truffa che aggira un’altra legge truffa”, scriveva Beppe Grillo sul suo blog.

“Ricordate il governo Letta e il suo annuncio di aver abolito i rimborsi elettorali? – chiedeva Grillo – La chiamammo legge truffa perché il finanziamento sopravviveva, spalmato in 4 anni, continuava a gravare sulle spalle dei cittadini (le donazioni del 2 per mille sono risorse sottratte allo Stato per finire nei forzieri dei partiti) e consentiva alle lobby di prendere pieno controllo dei partiti. Ma, nonostante tutto, sono riusciti a fare di peggio”.

“La legge truffa, infatti – proseguiva il leader M5S – prevedeva che una commissione di garanzia verificasse la regolarità dei bilanci dei partiti prima di erogare loro le tranche di finanziamento pubblico. Solo che la suddetta commissione è stata istituita senza avere risorse per procedere ai controlli, col risultato che al 30 giugno il magistrato contabile Luciano Calamaro, presidente della commissione, ha scritto a Grasso a Boldrini per dire che non c’era trippa per gatti: niente controlli, niente soldi”. “Fra i partiti scatta il panico e a togliere le castagne dal fuoco ci pensa Sergio Boccadutri, ex tesoriere di Sel, folgorato sulla via renziana, titolare della leggina truffa – accusa Grillo – Che dice il testo passato in fretta e furia in commissione Affari costituzionali e pronto per essere approvato in tempi record dalla Camera? Una bella sanatoria sui rendiconti dei partiti, con fondi assegnati ugualmente, pur in assenza di controlli, i quali vengono rinviati al prossimo anno”.

E sanatoria è stata.

Print Friendly

Articoli Recenti

Lascia un Commento