Nuova bufera sullo Zooprofilattico di Brescia. Caccia a fondi Ue: aperto fascicolo per truffa milionaria allo Stato

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di MARA RODELLA – Sono arrivati in pieno giorno, in borghese (i carabinieri dei Nas, ndr). Direzione: i laboratori del controllo qualità del latte. Un sopralluogo durato ore e terminato con l’acquisizione di centinaia di campioni, oltre che del materiale informatico (e non) utile a tutti gli accertamenti investigativi del caso. Nuovo ciclone giudiziario sull’Istituto Zooprofilattico di Lombardia ed Emilia Romagna di Brescia. Un altro. Stavolta nel mirino del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani ci sono le aggiudicazioni dei fondi europei da parte di decine di allevatori. Contributi che in sostanza sarebbero stati erogati solo apparentemente in risposta a tutti i requisiti richiesti dal bando.

Si parla di qualcosa come 15 milioni di euro finanziati nel Bresciano in circa tre anni. Funziona (o meglio dovrebbe funzionare) così: le aziende agricole hanno diritto a una serie di fondi messi a disposizione dall’Ue – e distribuiti dalla Regione – in relazione alla qualità del latte prodotto. Per ottenerli, chiaramente, è necessario sottoporre i campioni a una serie di analisi specifiche, periodiche e prolungate. Verifiche accertate, in regime di autocontrollo privato, all’Istituto Zooprofilattico. Ma secondo l’ipotesi formulata dall’accusa, i referti sarebbero tutti alterati. Non solo i risultati, ma anche le date (quindi la scansione temporale degli accertamenti, che ha un suo peso nell’aggiudicazione dei contributi) risulterebbero modificate ad hoc.

Centinaia e centinaia di queste «provette» di latte incriminate sono quindi finite nelle mani di militari del Nucleo antisofisticazione, su disposizione della procura. E sotto sequestro è finito anche il server dello Zooprofilattico che custodisce il database e il cronologico dell’attività di analisi al fine di verificare la corrispondenza con le fatture. Da qui, toccherà agli inquirenti ricostruire e controllare le fasi del lavoro, l’intera filiera del comparto relativo al controllo qualità del latte, per riscontrarne le irregolarità ipotizzate. Nel frattempo, il fascicolo è stato aperto. Per truffa (milionaria) ai danni dello Stato. E a carico – per ora – del responsabile del laboratorio d’analisi, che in prima persona firma i referti. Chiaro che restano da accertare eventuali altre responsabilità: di chi, in primis, può eventualmente aver dato disposizioni in questo senso. Così come va accertato se oltre alla truffa, non possano configurarsi altre ipotesi di reato.

Pare ci fossero anche allevatori che, per esempio, non pagassero mai le prestazioni commissionate in formula privatistica all’Istituto di via Bianchi.

segue su http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/17_aprile_30/bufera-zooprofilattico-blitz-nas-laboratori-c9de2c96-2dba-11e7-b8fc-9ab855dcd23a.shtml

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