Norman Gobbi (Canton Ticino), uno con le idee chiare: “Abbandonare il dialogo con Roma”

di CASSANDRA

Vedi la differenza. A Milano, al Pirellone, c’è chi spera che il dialogo con la Capitale porti frutti positivi per le tasse e la libertà dei lombardi. Pochi chilometri più in là dal confine, in Canton Ticino, c’è chi invece non vuole più sentirne parlare di Roma e dei suoi apparati.

Vediamo perché. La questione riguarda la querelle sul fisco tra Italia e Svizzera. C’è chi considera queste discussioni del tutto “inutili”. Lo dice ad esempio Norman Gobbi, in una intervista alla Neue Zurcher Zeitung.gobbi

Il consigliere di Stato leghista si dice  favorevole alla loro interruzione, si legge nella traduzione del testo sul quotidiano Il Corriere del Ticino.  “L’accesso al mercato italiano sarebbe benefico per i servizi finanziari ticinesi, ha sottolineato Gobbi. Tuttavia questo aspetto non è trattato nelle trattative con l’Italia, ha deplorato il rappresentante leghista in governo”.

“Se non si include la questione dell’accesso al mercato, i negoziati sono inutili, l’accordo sui frontalieri non corrisponde a ciò che il governo ticinese si attendeva”. A suo avviso, sottolinea il Corriere del Ticino, Berna dovrebbe pertanto porre fine al dialogo con Roma.

Gobbi non sposta quindi di un millimetro le posizioni del Cantone, rendere cioè meno attrattivo il Ticino per i lavoratori italiani delle zone di confine e, infine, punto che ha innescato non poche polemiche con l’Italia,  fornire da parte dei frontalieri un estratto del  casellario giudiziale alle autorità cantonali. Anche se Berna ha espresso criticità verso questo passaggio, Gobbi non fa un passo indietro. Soprattutto se lo deve fare, è per girare le spalle a Roma.

 

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