NordEst, cosa chiedono le nuove classi dirigenti per evitare la fuga giovani all’estero?

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Ecco il recente sondaggio sulle nuove classi dirigenti del Nordest: più connessioni metropolitane e più apertura multiculturale

Il sondaggio sulle nuove classi dirigenti del Nordest rivela che per il 45% dei partecipanti al Meeting del Cuoa servono più connessioni metropolitane, per il 60% più apertura multiculturale e per il 70% un rapporto più stretto con Milano.

I risultati del sondaggio effettuato tra i 200 partecipanti al Meeting delle nuove classi dirigenti svoltosi oggi presso il Cuoa Business School racconta di un Nordest che sembra voler accelerare sulla costruzione di una dimensione metropolitana e che auspica una maggiore apertura multiculturale sopratutto per evitare che i giovani fuggano dalle nostre regioni per trasferirsi in altri contesti nazionali o internazionali.

Alla prima delle 5 domande che sono state poste agli oltre 200 partecipanti al Meeting, riguardante un giudizio su ciò che reputassero la più grave emergenza del Nordest, ben il 48% ha indicato la fuga dei giovani verso territori più attrattivi, il 35% la formazione, l’8% la mancanza di personale, il 5% le infiltrazioni criminali e solo il 2% indica il tema della sicurezza.

 

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Sul tema delle infrastrutture, in maniera assolutamente sorprendente, non sono state né la quarta corsia in A4 (che raccoglie solo il 4% delle preferenze), né il raddoppio della Padova-Castelfranco (2%), né tantomeno la Valsugana (10%) o il proseguimento della Valdastico a Nord (12%) a essere indicate come la priorità assoluta. La maggioranza delle indicazioni va infatti all’Alta Velocità Milano-Venezia (24%) e, ancora più sorprendentemente, alla SFMR con il 45% dei consensi. Si tratta di indici che sembrano confermare la tendenza delle nuove generazioni verso l’utilizzo del mezzo ferroviario a discapito della mobilità stradale.

 

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Abbastanza scontato, quindi, viste queste premesse, che, alla domanda “Il Nordest dovrebbe cercare di costituirsi come polo alternativo a Milano o rafforzare i propri legami con la capitale lombarda?”, sia questa seconda ipotesi a prevalere nettamente, con il 70% delle preferenze.

 

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Infine, due temi di grande attualità, per i quali le risposte delle nuove classi dirigenti del Nordest sembrano divergere da tendenze più diffuse in altri strati sociali. Alla domanda sul peso che gli immigrati qualificati potrebbero assumere nel futuro e sui problemi che potrebbero risolvere, la risposta prevalente (60%) è stata che potrebbero contribuire allo sviluppo di una multiculturalità utile alle imprese per gestire i mercati globali. Secondo il 25%, gli immigrati potrebbero invece essere una soluzione alla mancanza di lavoratori per le nostre aziende e solo il 12% indica come vantaggio maggiore la soluzione del problema demografico.

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Infine una domanda sul ruolo delle imprese. Mentre solo l’1% pensa che gli imprenditori dovrebbero occuparsi direttamente di politica e solo il 9% ritiene che dovrebbero agire attraverso le associazioni di categoria, ben l’87% chiede che le imprese sviluppino maggiori relazioni con il territorio perché le aziende vivono grazie alle competenze e al contesto sociale dove sono direttamente insediate.

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2 Comments

  1. giancarlo RODEGHER says:

    Solo con l’autonomia piena o l’indipendenza o la Regione Stato Veneto federata all’italia sarà possibile impedire la fuga dei giovani dall’Italia tutta.
    Siamo al capolinea ed ogni manovra economica ( DEF) Rimarrà INCHIDATA al debito pubblico.
    Qualsiasi governo sarà immobilizzato o meglio ingessato al totem di questa europa.
    Lo vogliamo capire o no ??!!!
    WSM

  2. Paolo says:

    Il Triveneto deve diventare totalmente indipendente da milano.

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