Nord Democratici e spesa pubblica: tagliare tagliare tagliare…

di DISCANTABAUCHIrenzi pd

Al Nord il Pd ha vinto. Ha vinto alle ultime elezioni europee e già si organizza in modo trasversale nella società per allargare il proprio consenso. Una delle scalate più intriganti è nella terra dell’ex leghismo, Varese, dove il gruppo dei Nord Democratici sta sfidando, per ora con successo, quel che resta di un dominio che si sta progressivamente sgretolando a colpi di elezioni comunali. Attivissimo e seguito il loro profilo anche sui social, dal quale prendiamo spunto per offrire ai nostri lettori lo scenario che sta per arrivare.

Ecco un botta e risposta sul tema del rigore economico.

BOTTA…..

Il rigore Tedesco e la crisi Americana. E se alla fine avessero ragione loro?

E se i tedeschi in realtà siano sulla strada giusta proteggendo la loro politica di rigore negli interessi dell’Europa? (oltre che i loro ovviamente).

Matteo Renzi è mosso dalle migliori intenzioni, ma non è al riparo dal commettere errori, come tutti quelli che vogliono “fare” deve infatti misurarsi con la possibilità di sbagliare.
L’idea è quella di poter sforare il patto di stabilità del 3% (deficit/PIL) e andare quindi ad indebitarsi ulteriormente per poter recuperare risorse da girare a programmi e progetti che potrebbero rilanciare di qualche punto % il nostro agonizzante P.I.L.

Le domande quindi sono :
1) E’ giusto indebitarci ulteriormente (un po come ha fatto l’America) per iniettare l’economia di benzina nuova?
2) Perché dobbiamo indebitarci di più?

Le nostre risposte sono :
1) Alla luce di quanto sta evidenziando il mercato un’innalzamento del debito pubblico può portare ad un’immediato vigore destinato però a svanire in fretta, e l’andamento dell’ultimo semestre dell’economia Americana ne è riprova, i mercati alla fine premiano chi ha i conti a posto.
2) Perché il PD è un partito di respiro NAZIONALE e per tanto deve volgere lo sguardo a 360° favorendo le aziende del Nord senza perdere il consenso elettorale necessario per restare al timone, che solo il Sud può garantire e come ben sappiamo al Sud sono per una buona metà VOTI DI SCAMBIO.

I numeri :

Aprile 2014 il nostro debito pubblico 2146,4 Miliardi di Euro (dati Bank Italia) segnando un nuovo record, sebbene il fantomatico rapporto DEFICIT / PIL sia migliorato di qualche decimo percentuale.
Va segnalato che tale risultato (dal 7,3% al 6.6%) è sostanzialmente dovuto ad una riduzione dalla spesa, già perché il PIL non ne vuole sapere di ripartire.
Quindi per abbattere il fantomatico rapporto del 3% e liberare quindi risorse (visto che il PIL è pressoché fermo da 5 anni) serve indebitarsi di più o spendere meno ?
Serve fare le risorse o fare la voce grossa con l’Europa?

Forse in fondo i Tedeschi non hanno poi così torto, uno studio della Deutsche Bank del 2013 evidenzi grandi margini di recupero della competitività dell’Italia a fronte …. di una drastica riduzione degli sprechi sulla spesa pubblica!

I problemi sono in casa nostra, prima di parlare male dei vicini meglio lavarsi qualche panno sporco in casa propria e poi fare la voce grossa (e lo hanno fatto tutti da Berlusconi, passando per Grillo e Lega, per arrivare, con una certa sorpresa, all’Europeista Renzi).

….E RISPOSTA….

Arringa dotta e ben articolata, restano alcuni punti fermi: vero, la Germania sta traendo evidente profitto dall’austerità imposta all’Europa in virtù del suo ruolo da “garante”, e sappiamo tutti che la deflazione in atto nell’Euro-zona è un virus che presto o tardi contagerà ( anzi lo ha già fatto ) al ribasso gli stipendi dell’Europa debole, e molti altri punti sono condivisibili.
Resta una fatto l’Economia NON è una scienza esatta e per nostra fortuna mai lo sarà.
Ci sono fatti oggettivi che innegabilmente depositano a favore della Germania, ci sono volti sereni di uomini e donne nei posti di lavoro, cartellini più bassi che in Italia nei supermercati tedeschi, stipendi superiori del doppio a quello medio Italiano, strade e infrastrutture manutenute e un welfare si costoso ma molto più vicino alle famiglie, situazioni che misuro e che noi di Nord Democratici misuriamo per esigenze lavorative ogni settimana girando fra Germania, Austria e l’anomala Svizzera.
Forse c’è stato un fraintendimento, non siamo a favore dell’austerità, siamo per una riduzione chirurgica della spesa pubblica Italiana e solo allora, solo quando avremo ridotto significativamente l’abnormità degli sprechi del nostro sistema pubblico, solo in quel momento potremmo andare a “fare la voce grossa” in Europa.
Adesso sebbene le nostre banche (salvo smentite) siano meno esposte verso il debito comunitario di quelle Tedesche, noi portiamo la lettera scarlatta di una spesa pubblica fuori controllo in un Paese che non vede un vera riforma da almeno vent’anni ed è tutto ciò che vedono i mercati, il resto, seppur strumentalizzato, non conta.
• Questa era l’arringa alla quale abbiamo risposto  ma si possono pubblicare bestialità del genere?
L’insostenibilità del rapporto % debito-pil è caratterizzato:
1) dal calo del pil che porta ad un aumento del rapporto % debito-pil per effetto dell’austerità che lei difende.
2) Sempre l’austerità provoca un calo dell’inflazione che rende per cui insostenibile il peso del debito
3) Il problema del debito NON è la sua riduzione, uno Stato NON è un negozio, il ricco e tecnologico Giappone ha il debito pubblico piu’ alto del mondo circa un rapporto debito-pil 240% ma tale debito è MONETIZZATO, ovvero denominato nella stessa moneta che emettono e la banca centrale giapponese DIPENDENTE dello Stato è GARANTE ovvero prestatrice in ultima istanza. Il loro debito quindi è solo una partita di giro.
Stessa cosa più o meno per gli USA, che ora grazie alle operazioni di espansione di liquidità hanno portato la disoccupazione al 6.1% mentre nell’eurozona siamo al doppio, Grecia , Spagna al 26%.
L’austerità imposta dalla Germania ha solamente 2 obbiettivi:
1) Recupero crediti da parte delle banche tedesche che ora hanno una esposizione nel resto d’Europa di circa 560 miliardi
2) L’austerità con le annesse riforme serve come politica di riduzione dei gap di competitività tra nord e sud europa. Viene svalutato il lavoro per essere più competitivi nelle esportazioni, dal momento che abbiamo una moneta troppo forte che erode competitività. Inoltre l’austerità riducendo i consumi limita di conseguenza le importazioni il che riporta il saldo commerciale export import ad una situazione “ottimale”.
Non potendo ridurre i gap di competitività del commercio estero con flessibilità delle monete, sarà indispensabile agire con una austerità competitiva come descritto prima. Questa politica è freddamente razionale, in un contesto irrazionale per il nostro Paese, ovvero eurozona.
E per finire, le ricordo che i Paese che hanno i debiti pubblici più bassi del mondo sono quelli AFRICANI!
Il debito pubblico è il credito dei cittadini, ma quando non si ha una propria moneta questo diventa credito per chi la presta.
Argentina docet….

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

2 Comments

  1. AndreaD says:

    Una risposta ineccepibile. Finalmente si ragiona col cervello!

  2. mr1981 says:

    Perché una delle scalate più intriganti del Pd è stato a Varese? Basta guardare i dati che ha causato il buongoverno leghista, che ha fatto della terra dove una volta sbuffava la locomotiva del Nord una terra di disoccupati. E per fortuna che c’è la valvola di sfogo del frontalierato nel Canton Ticino, altrimenti il tasso di disoccupazione sarebbe paragonabile a quello napoletano (la disoccupazione giovanile maschile è del 45%!). Chi utilizza il vero ammortizzatore sociale del Varesotto guadagna abbastanza per mantenere altri componenti della famiglia, che altrimenti sarebbero alla ricerca di un impiego e allungherebbero ancora di più la lista dei senza-lavoro. Infatti il tasso di occupazione diminuisce sempre di più…

Leave a Comment