Non trova lavoro da 3 anni, va sul balcone e si spara in faccia

di REDAZIONE

Si e’ sparato un colpo di pistola alla testa dopo essere uscito sul terrazzino di casa, utilizzando un’arma regolarmente detenuta per il tiro sportivo. Lucio Torreggiani, 32 anni il prossimo 23 novembre, nato a Senigallia ma residente da sempre ad Ancona, ultimo di tre fratelli, e’ un’altra vittima della disoccupazione. La tragedia e’ avvenuta questo pomeriggio, poco dopo le 15, in un’abitazione di corso Amendola, nel centro di Ancona. Il giovane aveva appena finito di pranzare dopodiche’ aveva detto alla madre che andava nel terrazzo a prendere un po’ di sole. Qui, invece, si e’ sparato un colpo di pistola al viso.

Immediati i soccorsi di Croce Rossa, 118 e Vigili del fuoco ma per il giovane non c’era oramai piu’ nulla da fare se non constatarne il decesso. Gli uomini della polizia Scientifica intervenuti per effettuare i rilievi di rito, hanno rinvenuto un biglietto d’addio sul quale il ragazzo aveva scritto “Chiedo scusa, vi voglio bene”. Il giovane, la cui salma e’ stata trasportata all’obitorio dell’ospedale regionale di Torrette di Ancona, aveva perso il lavoro dopo essere stato dipendente della ‘Bunge’, un’azienda che lavorava semi oleosi nell’area portuale, ora chiusa dopo alcune difficolta’ iniziate nel 2008. Ora in mobilita’, da tre anni era disoccupato e cio’ lo aveva angosciato molto.

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11 Comments

  1. liugi says:

    A quelli che si chiedono perché si è sparato lui quando, per lo meno, poteva sparare a qualche politico o esattore fiscale. Quando la gente si suicida vuol dire che gli è partito qualcosa nel cervello. Non potete pretendere che ragionino come una persona sana. E poi si ha più paura del dolore che della morte, e la prospettiva di finire in galera per trent’anni. E poi rimane il rimorso di avere ammazzato una persona, una cosa che a parole sembra facile per i “rivoluzionari da tastiera”.

    • lancillotto says:

      Non è del tutto vero a mio avviso. Quando parte qualcosa nel cervello come dici, c’è altro che la paura di 30 anni di galera. Eppoi io temo il dolore mio ben più di quello degli altri. Generalmente è così quando si impone su tutto un sano istinto di sopravvivenza.
      Penso invece che ci siano altre ragioni, ben più incisive, che inducono all’estremo corto circuito dell’aggressività, come la vergogna, la stanchezza e la depressione.

      Tieni presente oltretutto che anche i suicidi ammazzano una persona. Tecnicamente, l’unica differenza è che non c’è un dopo per provare rimorso, mentre il risultato certo dell’equazione è quello che (almeno) un farabutto continuerà a passeggiare indisturbato sulla terra respirando anche l’aria di chi si è fatto da parte. Mi sembra quantomeno irrazionale e improduttivo, anche in un’ottica di totale disperazione.

      Per quanto mi riguarda, prima di puntare la canna della mia aggressività verso di me, dovrei averla fatta fumare a lungo e ripetutamente, come natura richiede.

    • Dan says:

      Quale rimorso ? Fare giustizia adesso è diventato motivo di rimorso ? Se proprio dev’esserci del rimorso è che si va fare giustizia per una manica di stronzi che poi si mette a commentare senza connettere il cervello e che non ha mai avuto per un secondo della propria non vita le palle per fare qualcosa di buono tranne che per se stessi

  2. guerriero says:

    una vera tragedia, bisognerebbe andare a montecitorio a rompere la schiena ai luridi politici + schifosi del mondo!!!

  3. peppe says:

    io mi vergogno di essere italiano!!!! profonda solidarietà alla famiglia del giovane….

  4. lancillotto says:

    Mi dispiace per l’ennesimo lutto.

    Personalmente però non approvo questo atteggiamento passivo, e non lo capirò mai fino in fondo. Se mai dovessi perdere la speranza (e non sarà mai per fortuna di qualcuno, perchè godrò fino all’ultimo respiro della mia esistenza, malgrado loro) l’autodistruzione non sarebbe neppure nel ventaglio delle ipotesi remote e improbabili. Mi calerei nalla selva oscura e diventerei una belva famelica, finchè non fossi ridotto ad un frattale umano che si trascina sul moncone della spina dorsale. E anche ridotto così tenterei ancora di azzannare il carnefice.

  5. Pispoli says:

    Io invece di spararmi sul balcone andrei a far fuori qualche parlamentare, magari incominciando da quelli più bravini che hanno fatto credere agli italiani che le cose andavano benissimo fino all’ultimo secondo. Cominciamo da quelli che hanno sempre sostenuto il governo fino a poco tempo fa e poi piano piano anche con quelli che nonostante tutto vogliono ancora il finanziamento pubblico dei partiti e che non vogliono tagliare i privilegi dei parlamentari e dei loro accoliti. Basta… Basta….. Basta….. cominciamo a farne fuori qualcuno per far vedere che non tutti gli Italiani sono tonti……

  6. ulLuf says:

    l’è vera amis!
    stiamo subendo inermi! nessuna reazione!
    “è così! che ce poi fà?” dicono a Roma.
    Fratelli vi siete arresi prima ancora di combattere! codardia, immensa vergogna di cui i nostri figli ci chiederanno conto!

  7. identità lomellina says:

    quand a t’urganisi la rivolta fam savej che veni anca mi!

  8. Dan says:

    Uno, dieci, mille suicidi…. siamo in italia, sono destinati ad andare a vuoto.
    Nessuno reagirà, nessuno scatterà, niente si muoverà così domani qualcun altro, scoraggiato da questo andazzo, da questo lassismo, salirà sul suo terrazzino e si sparerà uguale.
    Italiani canaglie: ma si deve sparare voglio figlio perchè apriate il cervello ed alziate il culo dalla sedia ? Si deve dare fuoco vostro padre, si deve impiccare vostro fratello, si deve buttare dal balcone vostra madre perchè vi rendiate conto che qui serve un cambiamento radicale e che siete VOI I PRIMI CHE DEVONO RENDERLO POSSIBILE ?

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