Non solo dobbiamo farci invadere, ma dobbiamo anche negare che ciò accada

 

italia

di Pierluigi Crola – Volevo porre l’accento su due fatti, di per sé alquanto marginali, che hanno invece sollevato una levata di scudi esageratamente sproporzionata: mi riferisco alle affermazioni del candidato alla presidenza della regione Lombardia sul pericolo che si estingua la razza bianca e alla bruciatura del fantoccio della Boldrini alla festa della Giobia di Busto Arsizio.

Per quanto riguarda il primo fatto valgono le seguenti considerazioni.

Pochi giorni fa, il candidato del centro destra alla Regione Lombardia, all’interno di una intervista a Radio Padania Libera, l’avvocato Attilio Fontana, apprezzato sindaco di Varese per due mandati, un tipo deciso e convinto delle proprie idee, che però si è sempre distinto per un temperamento moderato, ha fatto la seguente affermazione:  «Non possiamo accettare tutti gli immigrati che arrivano: dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate».

Non l’avesse mai detto! Subito è stato investito da una serie di insulti e di pesanti commenti trasversali, dall’estrema sinistra al suo centro destra, passando per il Movimento 5 stelle. Xenofobo, razzista, analfabeta culturale, …. Ne abbiamo sentite di tutti i colori. E allora sara opportuna qualche precisazione.

 

  • Leggo, non su un trattato del Ku Klux Klan, o su un articolo di Casa Pound, ma sul Dizionario di Italiano / Corriere della Sera:

 

razza  [ràz-za] s.f.

 

1 biol. Insieme di individui, animali o vegetali, che si differenziano da altri gruppi della stessa specie per uno o più caratteri ereditari: r. bovine, equine; patate di r. olandese || di r., che presenta al massimo grado di purezza tutte le caratteristiche della razza a cui appartiene: cavallo di r.; detto di persona, che ha notevoli doti spec. in campo professionale, artistico o politico: attore di r.

2 Nel l. com., con riferimento esclusivo all’uomo, gruppo di individui che presentano caratteri somatici comuni: r. bianca, gialla, nera

3 estens. Stirpe, famiglia, discendenza, con particolare riferimento a caratteristiche positive: discendere da una r. illustre

4 Specie, tipo, sorta, perlopiù con connotazione polemica o spregiativa: ma che r. di storie mi stai raccontando?; anche in espressioni insultanti: r. di stupido che non sei altro!

 

  • Non un pericoloso razzista, ma un utopista di lungo corso, un terzomondista (in senso buono) a 24 carati, che ha pagato con la vita per i suoi ideali, tale John Lennon, nella più “natalizia” canzone mai scritta, Happy Christmas (1971), così cantava:

And so this is Christmas /  For black and for white / For yellow and red ones / Let’s stop all the fight. (E dunque questo è Natale /  Per i neri e per I bianchi / Per I gialli e per i rossi / Fermiamo ogni lotta.) E i colori elencati non erano una preferenza cromatica da usare nei quadri ma il colore delle razze, o se preferiamo, delle etnie.

 

  • Se poi fosse sbagliato il termine “razza”, anche se io non ci vedo nulla di male o di discriminatorio (spesso la malizia e il peccato sono negli occhi di chi vuole vederli), il significato era del tutto evidente: gli europei e il loro modello culturale di riferimento rischiano di essere sostituiti da portatori di altri valori e modelli culturali. Facciamo un esempio: noi non ci sogneremmo mai di andare in un paese mussulmano radicale a pretendere una chiesa cattolica o di non mettere il velo alle nostre donne, per rispetto della loro cultura. Chiederemmo per favore di darci una chiesa. A Milano invece, oltre ad avere improvvisato pseudomoschee illegali e abusive, in passato molti fedeli in via Jenner occupavano con arroganza la strada impedendo il passaggio di cittadini del posto. Oppure donne islamiche, oltre a voler saltare la fila, pretendevano di essere curate da un medico donna e, se non era di turno, bisognava provvedere all’istante.

Ebbene, io penso che il vero pericolo non stia in qualche dichiarazione peraltro condivisibilissima, che ha il solo torto nel non rientrare nell’ipocrita categoria del politically correct, bensì nell’ipocrisia di certi intellettuali e politici servi del sistema, per i quali non solo dobbiamo farci invadere, ma dobbiamo anche negare che ciò accada.

Permettetemi un’ultima riflessione sull’ipocrisia: più di una volta l’on. Meloni di Fratelli d’Italia, a programmi anche di un certo rilievo, come Dalla vostra parte di rete 4 o a Piazzapulita della rete La 7 (quindi programmi di emittenti di diversa tendenza politica) ha sostenuto che è in atto una sostituzione del popolo italiano con altri popoli e nessuno ha osato nemmeno contrastarla, l’avv. Fontana ha detto la stessa cosa in maniera molto più soft, su di una emittente locale, ed è successo il finimondo.

Con una tale  massa di politici ed intellettuali devoti al dio del Pensiero unico e della Faziosità dove andremo a finire?

 

Per quanto riguarda il falò dove è stato bruciato il fantoccio della Boldrini e gli anni precedenti quelli di Renzi e della Fornero, i sinistrorsi (a partire da Radio Popolare) si sono subito richiamati alla Shoa (in questo periodo vi è la giornata della memoria, che nessuno osa contrastare, semmai bisognerebbe ricordare che gli ebrei sono stati vittime tanto di Hitler quanto di Stalin), evocando il periodo della nascita di un nuovo fascismo, anche se sotto le forme più subdole ed ipocrite dei vari populismi.

Niente di più falsi. Non che questa Lega mi sia simpatica, tutt’altro (dopo 30 anni di fedele militanza, ho coerentemente abbandonato la Lega degli italiani), ma per onestà intellettuale bisogna ammettere che anche stavolta i sinistri l’hanno fatta abbondantemente “fuori dal vaso”.

La festa in questione non è altro che la celebrazione della fine dell’inverno, dove si brucia ciò che l’anno passato ci ha portato di brutto, sperando in un’annata migliore, quasi per evitare, in modo scaramantico, che i fatti e/o certi personaggi legati a tali fatti spariscano quasi per magia. Io personalmente avrei messo anche un fantoccio di Salvini, sperando in un ritorno della “questione padana” al centro della politica. Un po’ come alla fine dell’anno quando, con una specie di rito propiziatorio e benaugurante si buttano, a certe latitudini,  i piatti dalla finestra.

Ora, ditemi voi cosa c’entra tutto questo con i forni crematori. Solo delle menti in malafede o geneticamente insite al pregiudizio nei confronti di chi la pensa in maniera diversa possono vederci tutto questo.

 

 

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One Comment

  1. caterina says:

    concordo pienamente con l’autore… ma l’ipocrisia è imperante e devastante, questa sì, della razza che pensa e giudica con la sua testa al di fuori dei pregiudizi.

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