Non si può essere di sinistra e stare con Chavez e Maduro

di EMILIANO AIMI*

Il nostro vizio, la nostra deformazione: giudichiamo la Politica Estera attraverso le categorie del dibattito politico nazionale. E, considerando che ci confrontiamo come se fossimo allo stadio, parteggiando per l’uno o per l’altro schieramento o personaggio a prescindere dai contenuti, facciamo il tifo pure in Politica Estera.

Un paio di giorni fa uno studente di giornalismo Venezuelano scriveva sul suo blog: “Ma oggi, nel 2014, non si può essere di sinistra ed essere chavisti.” Parla tanto di violenza in questo articolo, di persecuzioni, di pericolo, di ingiustizia. Ma soprattutto avverte: non si può essere di sinistra ed essere chavisti. Non si può essere di sinistra ed essere chavisti. Occorre ripeterlo, come se fosse un mantra. E occorre farlo notare a tutti i leader carismatici della sinistra italiana (vedi Vendola) che fino a pochi mesi fa esaltavano l’esperimento di democrazia rivoluzionaria di Hugo Chavez.

Perché è così: noi non facciamo Politica Estera, noi facciamo il tifo. Chi mai smetterebbe di tifare la propria squadra anche non rispettandone l’allenatore?

Si è detto che chi contestava Chavez fosse fascista, collaborazionista degli Americani, ricco, borghese, conservatore, spia, ignorante. Si sono raccontate sciocchezze enormi, storie belle che possono fare notizia ed emozionare su temi come l’alfabetizzazione (descrivendo il Venezuela come un Paese sottosviluppato prima dell’avvento di Chavez) e l’antiamericanismo (quando per primo il governo Venezuelano concedeva alla Texaco le concessioni per i pozzi petroliferi a un quarto del prezzo richiesto alla compagnia petrolifera nazionale).

Ci sono persone, tante persone – intellettuali, giornalisti, attivisti – che da anni denunciano i soprusi della dittatura, la persecuzione dei dissidenti (qualcuno ha mai sentito parlare della lista Tascon?), i brogli elettorali, la violenza, Persone di sinistra: come me, di famiglia partigiana, che da ormai nove anni parlo e scrivo sul Venezuela, contro il Regime, prendendomi del “collaborazionista” dagli innamorati della parola rivoluzione.

Ci sono persone che nel 2005 (duemilacinque, ripetiamo, duemilacinque) mi parlavano di una “guerra civile a carburazione lenta”. Per oltre dieci anni la tensione sociale è cresciuta, e con questa l’odio profondo tra chavisti e dissidenti. L’economia è crollata, la ridistribuzione della ricchezza di facciata è stato in realtà un generale impoverimento nell’interesse del Regime. Per oltre dieci anni il governo ha armato milizie volontarie per spaventare i dissidenti e “difendere la rivoluzione”. Per oltre dieci anni ha messo a tacere, anche in modo clamoroso, diversi esponenti di rilevo dell’apparato statale e di sicurezza che ne denunciavano i crimini (vedi i casi del procuratore Felipe Anderson, del generale Gonzalez Gonzalez, dei poliziotti Simonovic e Forero, e tanti altri). Ecco, la guerra civile ha carburato. E’ partita.

Ci sono persone che dopo la chiusura di RCTV (qualcuno ne hai mai sentito parlare?) nel 2007 sono state arrestate, minacciate e torturate perché protestavano in piazza.

Ci sono persone che, dopo la morte di Chavez, sono state arrestate, minacciate e torturate proprio perché segnalavano il fatto che il suo delfino Maduro fosse tra i pistoleri che nell’once de abril (qualcuno ne ha mai sentito parlare?) spararono sulla folla in manifestazione.

Ci sono persone, circa cinquecentomila, fuggite dal Venezuela negli ultimi quattro anni per salvarsi la vita (non in cerca di fortuna, ma letteralmente per non morire), e migliaia fuggite nelle ultime settimane, fuggite in fretta per il terrore di non poter fuggire più a causa del blocco delle linee aeree annunciato dal governo. Parlavo alcuni giorni fa con un Venezuelano di origini Siriane, che ora vive a Reggio Emilia: non sa dove tornare, non sa quale sia la padella e quale la brace.

E ora c’è la guerra civile. Si chiama così, si chiama proprio guerra civile. Le milizie di Maduro (non l’esercito regolare ma proprio le milizie volontarie che Chavez aveva armato negli ultimi dieci anni) e i militari Cubani arrestano, minacciano, torturano e uccidono i manifestanti. Succede veramente, basta cercare le notizie. Basta ascoltare. Succede veramente. Negli ultimi anni accadeva, magari non durante un confronto armato aperto: non si creda che i ventiquattromila omicidi del 2013 siano tutti dovuti a questioni private in un Paese dove esiste un numero verde per denunciare dissidenti e manifestanti.

Ora succede in piazza: si fa prima così ad ammazzare. Qualcuno ancora continua a fare il tifo. Non basta tutto questo. Non basterà mai tutto questo. Qualcuno si ostina ancora a negare che Chavez abbia commesso crimini contro l’umanità e che il suo successore Maduro stia riuscendo nell’impresa di fare ancora peggio. Qualcuno si ostina non solo a negarlo, ma a idolatrare Hugo Chavez come l’Allende del Terzo Millenio. Spero che Allende non senta tutto questo. Chavez e Maduro non sono migliori di Pinochet e Videla. Mettiamocelo in testa: non è il colore della camicia a fare di un uomo un socialista progressista. Non è il colore della camicia a dividere il bene dal male.

Amnesty International denuncia i crimini del governo venezuelano da quindici anni. Quindici anni. Evidentemente pure Amnesty International sarà fascista e collaborazionista. Forse secondo Fabio Marcelli, che titola “Il fascismo non passerà” sul blog del Fatto Quotidiano, è così. Verrà il giorno in cui chi governa il Venezuela pagherà per tutto questo. Verrà sicuramente. Spero che non arrivi in sordina, quando si calmeranno le acque, dopo aver distrutto un paese per quindici anni e averlo fatto bruciare nella guerra civile per mesi.

In Venezuela i dissidenti sono perseguiti e segnalati, i diritti si basano sull’appoggio al governo, i manifestanti sono torturati, l’informazione è censurata, i crimini politici nascosti e impuniti. Per quanto la mia famiglia partigiana e la mia città partigiana mi hanno trasmesso, l’unica definizione per tutto questo è “dittatura”. L’idealismo selvaggio di Chavez è sfociato nel sistema violento e autoritario che si cercava di tenere nascosto.

Forse, un giorno, anche i Politici italiani si interesseranno alla Politica estera, invece che farsi i conti in tasca a vicenda. C’è bisogno anche e soprattutto di questo per abbandonare il tifo da stadio e riscoprire il significato dei termini. Lo stesso studente giornalismo che citavo prima scrive: “…la democrazia non è solo poter votare: è avere libertà di scelta e alternanza al potere.” Libertà di scelta. Non è solo poter votare, è poter scegliere chi votare, poter contestare le scelte che non si condividono.

Dittatura. Democrazia. Sandro Pertini, nel messaggio di fine anno del 1979 agli Italiani, diceva: “Alla più perfetta delle dittature preferirò sempre la più imperfetta delle democrazie.” Dittatura. Democrazia. Impariamo la differenza, e lottiamo per la seconda.

*Scrittore, di madre venezuelana.  Nel 2006 ho pubblicato “Idealismo Selvaggio”, libro sulla dittatura in Venezuela scritto intervistando le persone proprio nel Paese.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

15 Comments

  1. Martina says:

    Questo è’ uno dei pochi articoli più’ vicino alla realtà Venezuelana che ho letto !
    Complimenti.

  2. Marco says:

    Davvero mai letto tante fandonie, un’analisi così banale e puerile sul Venezuela. Se sei davvero un esempio della sinistra italiana, si spiegano molte, moltissime cose sulla nostra attuale situazione. Te lo dice un italiano che vive in Venezuela. Viva Chavez!

  3. Filippo83 says:

    Quindi, “sinistra” uguale bene, onesta’, perfezione, e mai dittatura, violenza, brogli? Essersi accorti della dittatura chavista, non vuol dire non essersi ancora accorti di dire sciocchezze sulla sinistra.

  4. Suleiman Kahani says:

    Voi fascisti fate veramente schifo, sempre pronti a schierarvi con la CIA, col Mossad, con gli Usa e con gli Ebrei, siete geneticamente servi, Chavez e Maduro hanno dato Istruzione, Sicurezza, Dignità, Salute, Reddito a DECINE DI MILIONI DI PERSONE!

    VIVA CHAVEZ!

    VIVA MADURO!

    VIVA CUBA!

    VIVA MORALES!

    VIVA IRAN!

    VIVA ASSAD!

    • Leonardo says:

      w i manicomi criminali soprattutto

      • Ugo Biheller says:

        Siamo alle solite; non ho mai sentito dire tante menzogne sul Venezuela come qui. Sono Italiano vivo a Margarita da molti anni. Fino allo scorso anno sono stato professore di filosofia, relazioni internazionali e italiano alla Unefa. Nessuno mi ha mai chiesto se sono di sinistra, chavista, o borghesuccio dell’opposizione. Qui non c’è guerra civile: qui c’è invece un eccesso di libertà che sfiora il libertinaggio. Un gruppo si sveglia e decide di bloccare un’autopista di traffico; in Europa questo è inammissibile. Qui c’è un gruppo minoritario violento e prezzolato che non lascia il libero transito delle persone e degli automezzi. La sinistra, che in Italia e in Europa non esiste più da molti anni, è una ideologia seria. Raccomando a chi scrive queste menzogne che si legga e rifletta il “Evangelium Gaudium” di Papa Francesco e osserverà che in Venezuela e in America del Sud non si può essere cattolici e usare la violenza come metodo politico per giungere alle elezioni. Dovete misurarvi nelle elezioni e vedere se la gente è con voi o con Maduro.

        • adriana says:

          Il fatto che te lavori all’Unefa fa capire che sei a favore del governo, non credi manco te quello che hai scritto. Spiego a quelli che non sanno cosa è l’UNEFA: Università delle Forze Armate del Venezuela pagata con soldi pubblici… che attualmente si trova completamente in mano a estranieri come te e un sacco di cubani… Basta ricordarti che la “donna” che settimana fa a picchiato con il casco un’altra donna manifestante mentre era a terra è di nazionalità CUBANA e indossava una divisa militare VENEZUELANA… VERGOGNATI! non è un gruppo minoritario è la META DEL PAESE perchè avete “vinto” con 1,4% con una differenza così minima avete negato di fare il conto manuale (per quelli che non sanno in Venezuela il voto è elettronico immaginate quanto sia facile truffare!!!) Ma per favore il tuo stipendio è pubblico è logico che dici quello perche sei un ASALARIADO DEL GOBIERNO!

          • Ugo Biheller says:

            Non ci sono cubani nella Unefa, tu non sai cosa dici e parli per sentito dire, non solo mai sei in malafede come coloro che non vorrebbero gli stranieri; razzisti, siete prezzolati e violenti, basta vedere come scrivi e che cosa deliri. Quanto a me, certamente non sono con questa opposizione; già l’abbiamo visto nel 2002 con il colpo di stato a Chavez e al colpo petrolifero del 2003. Nel caracazo del 1989 ci sono stati migliaia di morti, sepolti in fosse comuni; nessun colpevole, tutti i tuoi capi che vi mandano allo sbaraglio nelle vie
            di Caracas loro non ci sono né la dama Corina Machado, né ledezma, e nemmeno Capriles.
            Rifletti bene prima di scrivere; questo mi fa pensare che non sei nemmeno cristiana, né cattolica meno che meno. Leggiti l’Evangelium Gaudium di Papa Francesco e il Gesù di Nazaret di Benedetto XVI e vedrai che cosa dicono degli orrori del capitalismo. Questa è la dimostrazione: se voi andrete al potere il dissenso sarebbe proibito. Tu stesso lo scrivi.

    • Pedante says:

      VIVANO I CUBANI (I PARTAGAS IN PARTICOLARE)!

  5. bigger,stronger says:

    La società mondiale si avvicina sempre di più all’inganno universale e invece di guardare con speranza a quei pochi potenti che hanno preso il partito dei popoli e vogliono consegnare loro qualcosa che si avvicini il più possibile alla libertà e alla giustizia li si attacca ferocemente e lo si fa in una maniera falsa, subdola, meschina come quella di questo articolo.
    Il punto è: come si fa a prendere per buono tutto quello che viene dalla quasi totalità della stampa occidentale che è sempre stata allineata alla politica anti-chavista degli USA imperialisti?
    Chi ha scritto questo articolo è stato in Venezuela per poter dire che tutto quello che li succede, succede per i motivi “unici ed incontrovertibili” che ci vengono forniti?
    Voi siete i comunisti che durante la guerra civile spagnola attaccavano e perseguitavano i militanti del poum additandoli come fascisti infiltrati oppure quella parte dell’intellighenzia italiana che oggi definisce terroristi i militanti di movimenti come i notav.
    Si può essere di sinistra essendo intellettualmente disonesti? Certo, quando si ha una vita “agiata” e si esprimono idee di sinistra quando si trattano cose che non ci riguardano.

    • Walter Zanier says:

      Io in Venezuela ci vado ogni anno in quanto l’ha vivono i miei genitori e i miei fratelli. Questo articolo racconta solo una parte di quello che succede in quel meraviglioso paese. Si dimentica di dire che chi non è chavista non lavoro per il “pubblico”. Che il Venezuela oggi non è in grado di produrre niente, hanno distrutto qualsiasi iniziativa privata, importa tutto e manca tutto. Il commercio lo hanno in mano i cinesi e gli araba (libanesi in maggioranza), il territorio viene sistematicamente distrutto e inquinato (provi il signore ad andare in Paraguanà a vedere i disastri che si compiono). Il consenso dei chavista fra la povera gente, pechè la maggior parte è povera gente, e data dalle elemosine che il regime elargisce (pacchi di alimenti, sussidi -non ha mai visto le code fuori dalle banche per ricevere quei quattro bolivares di sostentamento?-, etc.). Il Venezuela prima si libera di questi parassiti e meglio è per la povera gente.

  6. Dan says:

    Propongo un esperimento sociale.
    Si stampano dieci copie di questo articolo e lo si fa leggere a 10 italiani diversi.
    Dopo, si contano quelli che per risposta si mettono a cantare bandiera rossa.

    La quantità di idioti rilevata ci fornirà qualche suggerimento su come e perchè da noi nessuno sa niente di quanto succede in Venezuela come nel resto del mondo e su com’è possibile che a nessuno o quasi freghi niente.

  7. Pedante says:

    Allende è da idolatrare?

Leave a Comment