Non rompete le balle ai dipendenti di “Roma Capitale”

di TONTOLO

S.P.Q.R. Sono Pigri Questi Romani. Vabbé… Alberto Fortis li avrebbe apostrofati diversamente. Comunque sia, va di culo se lavorano. Ma attenzione, non rompetegli troppo le balle, perché il solo fatto che siano obbligati a tenere aperti al pubblico gli sportelli per quattro ore alla settimana è un’impresa titanica.

E “si prega di non essere insistenti – scrivono – altrimenti saremo costretti a prendervi a parolacce”. Bonjour finesse, li mortacci tua… e state bboni. Perchè vorrete mica disturbare l’impiegato, er capoccia, dell’ufficio Gestione Verde Urbano di “Roma Capitale” mentre riflette, in compagnia di altri colleghi, davanti alla macchinetta del caffè. Oppure proprio mentre va a fare la spesa o mentre timbra il cartellino per qualcun altro.

Come scriveva quella buon’anima di Luigi Barzini Junior “a Roma tutto è pubblico, non esistono segreti, ognuno parla, le cose vengono talora ostentate in modo addirittura vistoso, eppure non si capisce niente”. Ma che ce volete fa’… “Roma è tutta un vespasiano”! E lo diceva il Marchese del Grillo… mica un grullo!

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9 Comments

  1. Toscano Redini says:

    Più che PIGRI, direi PARASSITI…

  2. alberto says:

    in tutti gli uffici pubblici, anche in Padania, il livello di efficienza è quello che è, non solo a Roma…forse manca solo la spocchia di scrivere certe cose e nemmeno in Italiano corretto…

  3. Gianfrancesco says:

    leggendo bene noto, “L’altri giorni” al posto de “Gli altri” giorni… ma solo noi padani abbiamo fatto la fatica di imparare a parlare in italiano corretto????
    Per di più ci danno anche degli ignoranti non appena diciamo due parole in maderlengua…

    Basta Italia!!!!!!!!!!!!

  4. Gianfrancesco says:

    premesso che i lazzaroni ci sono anche qua, premesso tutto quello che volete è assolutamente inconcepibile, da noi non è neppure immaginabile che si scriva sulla porta “non insistere o ti insulto”, c’è troppa sfrontatezza, troppa arroganza, troppa certezza di farla franca.

    in Padania è inconcepibile una cosa del genere, questa è la dimostrazione pratica che loro sono loro e noi siamo noi, che siamo due mondi diversi. SECESSIONE – INDIPENDENZA!!!!!

  5. paolo says:

    tucc terun!

  6. pippogigi says:

    Facendo i rapporti con la popolazione, Pil e statalizzazione di altri Stati viene fuori che nell’entità geografica denominata italia ci sono almeno 1 milione di dipendenti pubblici in sovrannumero. Questa cifra varia a seconda di cosa viene messo dentro al calcolo (un po’ come la pressione fiscale) ma sostanzialmente il numero è quello.
    Il problema è che con un 25% di personale in esubero non c’è proprio lavoro per loro, per forza che li vedete ciondolare, chiaccherare, timbrare il cartellino ed uscire di corsa a fare altro.
    Ho visto un piccolo comune: due impiegati nell’ufficio commercio che si guardano in faccia tutto il giorno e lo stesso nell’ufficio tributi. Basterebbe unificare i due uffici, licenziare due dipendenti (con risparmio di soldi) ed i due superstiti che lavorano insieme imparano a fare il lavoro dell’altro, così se uno è in vacanza o in malattia l’ufficio non rimane scoperto.
    Ho avuto divertenti resoconti di chi ha avuto a che fare con gli uffici ministeriali romani: prima delle dieci non c’è nessuno, nel pomeriggio non c’è nessuno, il venerdì c’è la grande fuga, non parliamo se c’è un giorno feriale tra due festivi, tra ferie e malattie gli uffici sono deserti. Se c’erano da fare una fotocopia una non le faceva perché era poco qualificata (penso che sia il livello) l’altra non le faceva perché era troppo qualificata alla fine le faceva un dirigente spazientito.
    La produttività è quella italica, cioè scarsa. Un conoscente che lavorava per l’Eni in Sardegna mi diceva che se a un romano gli diceva di fare un lavoro, quello rispondeva “mo lo faccio” e come minimo passavano almeno tre ore. Dire che era esasperato era poco e quella era una azienda privata.

  7. Andrea Z. says:

    Non é che a Treviso grondino di sudore, passeggiano tra scrivania, stanza dell’amico, macchinetta del caffè. Per dire un comune. Se poi giri al catasto trovi cartello con scritto “non disturbare per sonnellino pomeridiano”! È il dramma è che quelli che fanno qualcosa lo fanno solo per giustificare la loro inutilità, anche se il risultato è di demotivare il settore privato. D’altronde cosa si può pretendere da chi è stato assunto per dargli un sussidio? Non vorrai mica che sia anche produttivo e utile, è giusto che per prima cosa giustifichi il sussidio, poi, se rimane il tempo dopo il giornale, il caffè, il meeting sindacale, il briefing sul calcio e l’ultima novità sulla moda, si può pensare anche a lavorare, meglio se con qualche incentivo. Chissà come mai per contrastare la corruzione non c’è lo stesso impegno impiegato per contrastare l’evasione.

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